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Con tutto il cuore

Regia: Vincenzo Salemme

INTERPRETI: Vincenzo Salemme, Serena Autieri, Cristina Donadio

SCENEGGIATURA: Vincenzo Salemme, Gianluca Bomprezzi, Gianluca Ansanelli, Antonio Guerriero

FOTOGRAFIA: Stefano Salemme

MUSICHE: Claudio Mattone

MONTAGGIO: Luca Montanari

SCENOGRAFIA: Toni di Pace

DISTRIBUZIONE: Medusa Film

NAZIONALITÀ: Italia, 2021

Ottavio Camaldoli è una brava persona, ed è convinto che "si può essere napoletano ed essere serio e normale". Insegna latino e greco in un liceo classico e vive in relativa tranquillità con il figlio Gennaro, dopo che la moglie è morta e che la donna con cui aveva ritrovato la serenità se ne è andata. Ma il destino è in agguato: il boss del quartiere, Antonio Carannante detto il barbiere perché "prima ammazza, poi fa barba e capelli" ai suoi nemici, viene ucciso, e sua madre Carmela decide che il cuore del figlio verrà trapiantato nel petto dell'uomo che lo vendicherà. Peccato che, a causa di un equivoco, il candidato al trapianto sia proprio il mite Ottavio, ben poco incline a trasformarsi in un killer.

Vincenzo Salemme dirige e firma la sceneggiatura della commedia teatrale da lui scritta e portata in scena, interpretando anche il ruolo del protagonista sia in teatro che al cinema.

L'idea di fondo è eccellente, perché pone una domanda fondamentale non solo per Napoli per tutta l'Italia: "Come si può creare la coscienza di un popolo quando non esiste la coscienza individuale di quello che siamo?". E Salemme declina ulteriormente il tema sottolineando la differenza fra quello che siamo e quello che facciamo: in questa storia ad esempio c'è un personaggio (Giovanni, ottimamente interpretato da Guerriero) che fa l'infermiere ma non lo è perché non ha mai studiato per guadagnarsi quel titolo; ma c'è anche chi, come Ottavio, vuole che ciò che fa e ciò che è coincidano, in uno sforzo di coerenza etica e sociale.

(…) Il merito di Salemme è di avere creato una storia che, al netto delle implausibilità, tocca argomenti davvero importanti, come il rispetto delle regole sociali e la necessità di emanciparsi dalla pratica della raccomandazione. Con tutto il cuore affronta di petto la stereotipizzazione di Napoli e dei suoi abitanti, nonché l'abitudine tutta italiana di etichettare come un fesso una persona perbene. Ce n'è anche per le scuole private "srl" che considerano gli studenti come clienti cui il corpo docente deve dare sempre ragione. Nota di merito particolare per la scena in cui Ottavio spiega ai suoi studenti il valore profondo del greco antico insegnato al liceo.

(www.mymovies.it)

 

La cosa più bella di CON TUTTO IL CUORE è questa sorta di elogio verso le persone comuni, oneste, perbene. Ottavio Camaldoli è proprio questo, non un furbetto né un prevaricatore né tantomeno un disonesto. La forza di questo messaggio si vede dal contrasto tra il personaggio di Salemme, che prova ad essere fermo nel suo modo di essere, e tutti quelli che ruotano intorno a lui. Chi salta la fila mentre fa la spesa, chi lascia l'auto in seconda fila, chi blocca il traffico per bere con calma un caffè, chi si ingozza al buffet, chi ottiene un posto di lavoro senza meritarlo. Il nuovo film di Salemme vuole provare allora ad essere la rivincita dei normali.

La parte più interessante del film è proprio una breve sequenza onirica in cui Ottavio, assaggiato brevemente il potere che potrebbe avere essendo diventato noto come il nuovo "Barbiere" ("sei come Escobar" gli dice il figlio), immagina tutte le rivincite ai soprusi che potrebbe riprendersi. La scena, nella prima sceneggiatura, doveva essere qualcosa che accadeva davvero. Ma Salemme ha pensato, giustamente, che un Ottavio prevaricatore non sarebbe stato in fondo credibile, per cui ha derubricato la sequenza a sogno. Un sogno che, una volta sveglio, Ottavio definisce un incubo. Perché non c'è nulla da fare. Chi è onesto non riesce a non esserlo. Questo è, per dirla con Pirandello, il piacere dell'onestà.

(https://movieplayer.it)

 

Da anni seguiamo Vincenzo Salemme al cinema, e lo ricordiamo perfino ne La messa è finita di Nanni Moretti. E lo abbiamo visto a teatro, e sulle tavole del palcoscenico lo abbiamo trovato irresistibile, per l'arguzia e l'umorismo dei suoi personaggi e le sue storie, e per come lui, Carlo Buccirosso, Maurizio Casagrande, Nando Paone e altri ancora sono sempre riusciti a darsi la battuta. L'attore e regista napoletano, che è un tutt'uno con la cultura e la grande tradizione istrionica e recitativa partenopea, ha spesso portato le sue commedie sul grande schermo, con risultati altalenanti. Se Una festa esagerata e A ruota libera non hanno tradito la propria origine e sono film godibilissimi, altre volte sia la recitazione che l'unità di luogo hanno forse tolto realismo alla narrazione e hanno peccato di un pizzico di staticità, anche se vedere all'opera Vincenzo e i suoi è stato sempre piacevolissimo ed esilarante.

Per queste ragioni, CON TUTTO IL CUORE è un film molto importante, perché segna una svolta nel modo di fare cinema del regista, che esce dalle case popolari o borghesi per percorrere le strade della sua città senza però renderle folcloristiche o da cartolina, e che dirige se stesso e i suoi compagni di set puntando su una recitazione più naturale se non addirittura sobria. C'è una grande ricerca di realismo, insomma, nella commedia in cui troviamo anche Maurizio Casagrande, Serena Autieri e Cristina Donadio, oltre al desiderio di demandare la risata agli altri, ritagliandosi il ruolo di un uomo serio e posato, un professore di latino e greco che fa parte della schiera dei cosiddetti "inermi", di coloro che pagano le tasse, rispettano le leggi, fanno della correttezza il proprio motto, ma che quando hanno l'ardire di protestare, non vengono mai ascoltati.

La premessa di CON TUTTO IL CUORE è da commedia indiavolata, degli equivoci, perché succede che il cuore di un malavitoso soprannominato O' Barbiere finisca nel petto di un cinquantanovenne mite che viene sollecitato dai familiari del delinquente a vendicare il suo assassinio. Il resto del film, però, non è un susseguirsi di battute e situazioni buffe. Pur affidandosi a dialoghi rapidissimi e spiritosissimi, Salemme suona la corda della malinconia, e lo fa attraverso un personaggio femminile che pensa che l'amore sia la soluzione di tutti i problemi e attraverso la disillusione del protagonista, affranto e disgustato da un mondo dove la cultura viene mortificata perché non serve a nulla.

C'è grande attenzione per la messa in scena e i costumi nel film, con diverse scene ambientate nella pacchiana e inquietante residenza del clan del Barbiere, e si sfiora il tema della solitudine maschile e del complicato rapporto che può esserci fra un padre e un figlio. CON TUTTO IL CUORE, inoltre, si prende i suoi tempi e non rinuncia ad attimi di colorata esuberanza e “birignao”, ma lo fa grazie a un intelligente escamotage di cui non vi sveleremo nulla.

Stavolta Vincenzo Salemme mette tanta carne al fuoco, ma non sovraccarica la trama principale di sottotrame inutili. Si diverte persino a citare Amore a prima vista con il personaggio di un vecchietto che dice insistentemente "Voglio la pappa" e che ricorda il cannibale che nella commedia del '99 ripeteva a Casagrande "Tengo fame". Il riferimento non è casuale. Anche in quel film c'era un trapianto (però di cornee) che generava una serie di rocambolesche avventure ma faceva nascere un sentimento. Anche in quel film, infine, c'erano dolcezza, grande verità e nulla che ricordasse il gioco attoriale da palcoscenico. In quel caso non c'era una pièce teatrale alla base della sceneggiatura, il che significa, come abbiamo già detto, che dirigendo CON TUTTO IL CUORE, Salemme ha fatto un grande passo avanti.

 

(www.comingsoon.it)