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Falling - La storia di un padre

Regia: Viggo Mortensen

INTERPRETI: Viggo Mortensen, Hannah Gross, Laura Linney, Lance Henriksen, Terry Chen, David Cronenberg, Sverrir Gudnason

SCENEGGIATURA: Viggo Mortensen

FOTOGRAFIA: Ronald Sanders

MONTAGGIO: Carol Spier

MUSICHE: Marcel Zyskind

DISTRIBUZIONE: BIM Distribuzione

NAZIONALITÀ: Canada

DURATA: 112 min.

FALLING, film diretto da Viggo Mortesen, è un dramma familiare che racconta la storia di John Petersen, un uomo gay, che vive a Los Angeles con il compagno Eric  e la figlia adottiva Monica. Quando suo padre Willis, ormai anziano, si trasferisce dalla sua fattoria a casa del figlio per trascorrere i suoi ultimi anni di vita in compagnia, John e la sua famiglia si ritroveranno a dover fare i conti con il carattere duro e conservatore dell'anziano.
Tornare a vivere insieme dopo tanti anni di lontananza, non sarà certo facile per padre e figlio, ma a complicare la situazione saranno i loro mondi completamente opposti che finiranno per cozzare l'uno contro l'altro. Il tradizionalista Willis a causa del suo temperamento irruento si scontrerà spesso con lo stile di vita di John, non approvato per nulla dal padre. Questi litigi porteranno i due ad avere diversi momenti di confronto, che permetteranno a padre e figlio di risolvere tutte quelle incomprensione nate durante gli anni dal silenzio e finalmente appianare i malumori e rinvigorire un vecchio legame che si era avvizzito inutilmente.

È la prima volta che ritroviamo l'amato attore dopo Green Book, film che gli ha riservato grandi soddisfazioni dal punto di vista dell'opera di insieme (ha vinto l'Oscar per il miglior film nel 2019, e tre Oscar in tutto), ma meno dal punto di vista personale, visto che la nomination come miglior attore protagonista non si è poi trasformata in una statuetta. FALLING, che da noi arriva con il sottotitolo Storia di un padre, è un film sorprendente per delicatezza e maturità dove Mortensen, ormai lontano dai ruoli da bello o da eroe, è sceneggiatore, regista, attore protagonista e autore delle musiche, che ha anche realizzato suonando il piano. FALLING è la storia del rapporto tra un padre e un figlio, Willis e John, vista in due momenti. Quella in cui John è un bambino, e vede il padre ancora, con gli occhi incantati di chi è innamorato, fino a quando da adolescente comincia a discostarsi da lui. E poi da adulti, quando John è un uomo realizzato ed equilibrato, e vede il padre come una persona che ha bisogno d'aiuto, e lo guarda con occhi amorevoli, ma con uno sguardo di tutt'altro tipo. FALLING è un film scritto e diretto con sensibilità, raccontato con mille sfumature, e recitato con cuore e passione. È davvero una grande sorpresa. E probabilmente lo sarà ai prossimi Oscar.

 FALLING - STORIA DI UN PADRE vive di due momenti distinti tra loro e collegati, a volte con un montaggio molto creativo. La storia dell'infanzia e dell'adolescenza di John si svolge lungo il corso di parecchi anni, in cui vediamo, tra l'altro, Willis cambiare compagna e accasarsi con un'altra donna, la giovane Jill. L'azione ai giorni nostri si svolge rapidamente, prima in circa una settimana in California, e poi nello stato di New York, nella fattoria di Will, in pochi giorni che seguono il decorso di un intervento. Le due linee narrative hanno ritmi e respiri diversi, e anche stili differenti (più lirica e rarefatta, e fotografata con una patina d'epoca, la parte del passato, più secca e concreta, dai colori più freddi e realistici, quella attuale) che però si amalgamano alla perfezione, dialogando costantemente l'una con l'altra e creando un tutt'uno. FALLING, alla resa dei conti, riesce ad essere allo stesso tempo un film duro e poetico, tagliente e lirico. La regia di Mortensen riesce a tenere sempre la storia su un filo che non scade mai nel drammatico o nel pietistico, come molti film di questo tipo finiscono per fare, non enfatizzando mai gli scontri e gli scambi di opinione, non creando mai - o quasi - scene madri, ma tenendo in piedi un racconto che sa di verità, di vita vissuta, con scambi di battute tesi e vibranti. E a volte anche ironici.

(www.movieplayer.it)

Viggo ha utilizzato ogni esperienza pregressa di attore, artista e poeta per la creazione di questo progetto. Si potrebbe dire che l’attore abbia messo una parte della sua vita in questo film, in quanto l’idea nasce da un dolore di una perdita personale mescolata a barlumi di attimi felici passati in famiglia. È stato lo stesso Viggo a raccontare come, tornando dal funerale della madre, abbia sentito il bisogno di descrivere dei momenti passati insieme alla sua famiglia e di trascriverli. Ha iniziato così ad annotare piccoli inconvenienti e momenti felici, elaborando i fatti e immaginando conversazioni mai avvenute. FALLING – STORIA DI UN PADRE si basa su avvenimenti e conversazioni realmente accaduti nella vita dell’attore, sebbene i personaggi siano frutto di fantasia. Quello che rende questo film interessante sono sicuramente i temi affrontati. Se diamo un’occhiata ai personaggi, infatti, troveremo tramite essi delle tematiche sempre più attuali e ancora delicate. John è un ex pilota di aeronautica, ora pilota comune, che vive a Los Angeles con il suo compagno Eric e la loro figlia adottiva Mònica. Willis, interpretato da Lance Henriksen, è un vecchio contadino del nordest che vive in una vecchia fattoria isolata dove John e sua sorella Sarah sono cresciuti. Le differenze tra i loro stili di vita si scontrano amaramente quando Willis si trasferisce dal figlio. Notiamo come la mentalità arretrata dell’anziano contadino conservatore va a collidere con un figlio che vive in una società urbana progressista. Importate è sottolineare come il film propone uno studio sui cambiamenti di opinione sui modelli di mascolinità e di famiglia tradizionale, il tutto contornato dalla costante presenza della malattia. A peggiorare la situazione, infatti, è l’incombere della demenza senile di Willis. La presenza sempre più frequente di momenti di confusione nei quali viene trasportato indietro nei suoi ricordi, permette un ritmo calzante nel film. Questi, rappresentanti con grande abilità e semplicità tramite dei flashback, portano su diversi piani temporali la narrazione. Il dualismo tra passato e presente riporta a galla le divergenze tra padre e figlio nella loro complessità. Questa natura non lineare del racconto ha permesso di creare un tono emotivo che si estende in ogni scena. Tramite questa oscillazione temporale abbiamo la possibilità di conoscere anche un Willis giovane, ancora non abbrutito e innamorato di Gwen madre di John e Sarah. Con il tempo però vediamo come il carattere di Willis in stile “o si fa come dico io o quella è la porta”, deteriorerà il rapporto tra i due giovani innamorati e condurrà Gwen lontana da lui e dai loro figli. Da questa non facile separazione nasceranno e cresceranno le divergenze tra Willis e John. In tutto il film vediamo come John cerca di capire le motivazioni che hanno portato a quella rottura. Ma comprenderemo, esplorando a fondo il personaggio di Willis, che quello che dovremmo fare è accettare un individuo per quello che è anziché provare a cambiarlo in quello che vorremmo. Willis d’altronde non è mai andato contro se stesso.Sicuramente è un viaggio impegnativo quello che ci propone Viggo Mortensen con il suo esordio in regia FALLING – STORIA DI UN PADRE. Un percorso che cattura i conflitti alla base delle relazioni e della vita, alla fine del quale non tutto è risolto. Un racconto che ci porta a capire come si possono attraversare le situazioni di contrasto e come sia poi fondamentale il percorso che ti porta all’accettazione e nei migliori dei casi al perdono. Un cammino che sicuramente vale la pena di compiere e che ci ha mostrato ancora una volta la vena artistica di Viggo.

(www.madmass.it)

La parola che potrebbe riassumere l'approccio alla regia di Viggo Mortensen è rigore. È rigoroso, infatti, il suo metodo nel raccontare, ma anche nello stare sul set, davanti alla macchina da presa. Rigoroso è anche il modo di dirigere gli altri interpreti principali, costretti, a dispetto dei ruoli, ad adeguarsi alla profonda convinzione che la recitazione debba rimanere assolutamente sotto controllo. Come ci ha insegnato in tutta la fase della sua maturità artistica, Mortensen predilige un registro che fa della sottrazione il canone imperante. Indipendentemente dalla storia in sé, dalla tipologia di personaggi o dallo stile di scrittura, il suo lavoro ha l'obiettivo di scatenare emozioni, seppur dirompenti, con un crescendo non artificioso. Ora che per la prima volta si è trovato ad essere anche regista di se stesso, è riuscito nell'intento di realizzare un intero film proprio con questa concezione della messa in scena. FALLING, ispirato dal rapporto dell'attore newyorchese con i suoi genitori, è una parabola sull'incomunicabilità fra generazioni, un affresco di un distacco emotivo impossibile da annullare. Nell'opera prima di Mortensen non c'è spazio per riconciliazioni posticce o riflessioni artefatte su possibili finali consolatori: il lieto fine, che pure non c'è, semmai, può essere costituito dall'accettazione, dalla presa di coscienza che così stanno le cose e così resteranno fino alla fine dei giorni.

(www.ondacinema.it)