Sezione Interregionaledelle Tre Venezie

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Imprevisti digitali

Regia: Lefteris Charitos

INTERPRETI: Blanche Gardin, Denis Podalydès, Corinne Masiero, Vincent Lacoste, Benoît Poelvoorde, Denis O'Hare, Michel Houellebecq

SCENEGGIATURA: Benoît Delépine, Gustave Kervern

FOTOGRAFIA: Hugues Poulain

MONTAGGIO: Stéphane Elmadjian

DISTRIBUZIONE: Officine UBU

NAZIONALITÀ: Francia, Belgio, 2020

DURATA: 106 min.

 

Orso d'Argento al Festival di Berlino, 2020

In un quartiere periferico seguiamo le vicende di tre vicini di casa alle prese con il mondo dei social media. Marie, che vive da sola dopo che il figlio adolescente è andato a vivere con l'ex marito, si trova coinvolta nel tentativo di far cancellare dalla rete un video che la riprende in attività sessuale. Bertrand, che non sa resistere alle chiamate di una certa Miranda che chiama da un call center, al contempo cerca di proteggere la figlia che è vittima di cyberbullismo. Christine, che ha perso il lavoro a causa della sua dipendenza dalle serie tv, si è messa ora nel giro del trasporto Uber ma ritiene che la valutazione che le viene attribuita sia nettamente inferiore alla qualità delle sue prestazioni come autista. Da soli hanno poca speranza di ottenere risultati positivi. Ma se si coalizzassero?

La sinossi potrebbe dare l'impressione che questo film, frutto della coppia Delépine-Kerven, sia una sorta di film drammatico apocalittico dove gli individui in lotta contro le multinazionali della comunicazione mettono in atto terribili vendette. Non è così. Siamo dinanzi a una piacevolissima commedia in cui ognuno, almeno in parte, può riconoscersi nella propria quotidianità. I due registi/sceneggiatori hanno di fatto portato alle estreme (e ahimè reali) conseguenze una situazione che avevano proposto nel loro Mammuth. Là un Depardieu in età di pensionamento cercava di ricostruire le contribuzioni versate dalle diverse realtà aziendali presso cui aveva lavorato in età giovanile.

Giunto in una di queste ditte si sentiva rispondere da un addetto che per ottenere soddisfazione ai propri quesiti doveva "andare sul sito". La replica di Depardieu era: "Ma io ci sono sul sito". La virtualità (eravamo nel 2010) iniziava già a contare più della presenza fisica. I tre protagonisti di un decennio dopo si ritrovano a lottare contro mulini a vento la cui collocazione reale è quasi ipotetica e comunque molto lontana e (quasi) irraggiungibile.

Quanto è difficile far cancellare un video per il quale si è stati ricattati e c'è 'qualcuno' a cui potersi rivolgere? La persona la cui voce ti ha affascinato e che ti chiama ogni giorno sarà mai fisicamente incontrabile? Perché le valutazioni che ricevi in rete contrastano con la consapevolezza della tua buona condotta lavorativa mentre sei consapevole che ci sono organizzazioni che influenzano a pagamento i giudizi? (In Bacio Feroce ad esempio Roberto Saviano spiega come la camorra possa far salire o scendere le valutazioni di un esercizio pubblico).

 

Se chi legge conosce la serie Black Mirror sa che in quella sede si è preso in considerazione il presente e si è andati un passo in là. A Delèpine e Kerven questo non è necessario: gli basta guardarsi intorno nell'attualità già più sufficientemente assuefatta e seguire con affetto i loro personaggi per farci ridere. Talvolta di loro ma spesso anche di noi stessi rendendoci con quel riso un pochino più consapevoli di vivere in un davvero pazzo mondo.

(www.mymovies.it)

“E’ morta Kim Kardashian”. “Non è vero, è una fake”. Benvenuti in uno dei film più dissacranti e divertenti dell’anno. S’intitola IMPREVISTI DIGITALI, anche se in originale fa EFFACER L’HISTORIQUE, ovvero dare una pulitina alla cronologia del pc, ed è diretto dai francesi Benoit Delepine e Gustave Kervern. Una coppia di comici satirici irriverenti che ha costruito negli ultimi vent’anni una sua personalissima versione del vivere contemporaneo e dei suoi devastanti ostacoli quotidiani al cinema. Il Pilardosse/Depardieu alle prese con la pensione in Mammuth, la disoccupazione e la lotta di classe di un gruppo agguerrito di donne operaie in Louise Michel, ed ora direttamente la grande mammella a cui siamo appesi oramai senza appello: la globalizzazione tecnologica incontrollata tra internet e telefonia mobile.

(…) IMPREVISTI DIGITALI è una lama tagliente, irridente e politica sulle sovrastrutture che governano inconsciamente il nostro comune agire, ed ha dalla sua anche un certo ruvido, dignitoso, verace legame affettivo con i personaggi che mette in scena. La regia, a livello stilistico, infine, non disdegna la porosità dei nuovi mezzi digitali (la videocamera di telefonini, ad esempio) per sintetizzare sguardo generale degli autori e lo specifico dei protagonisti. I brani di Daniel Johnston, artista cult, scomparso nemmeno un anno fa, autentica scheggia bipolare ed eversiva del mondo musicale statunitense, chiudono il cerchio tempestando il racconto di contrappunti sonori inattesi, creando un cinema apparentemente kitsch, nostalgico, amatoriale, ma nella sostanza terribilmente acuto, formalmente consapevole e spudoratamente contemporaneo. Con un’apparizione fulminante e suicida di Michel Houellebecq.

 (www.ilfattoquotidiano.it)

 

Quello di Benoît Delépine e Gustave de Kervern è un cinema anarchico, sgangherato e divertentissimo. Un cinema che in Italia abbiamo visto con film come Louise Michel, Mammuth o Saint Amour, e che racconta situazioni e personaggi surreali e marginali, eppure in maniera curiosa sempre perfettamente al centro delle questioni del mondo. Anche in questo caso, perché protagonisti di questa storia sono tre personaggi, un uomo e due donne, interpretati magnificamente da Corinne Masiero, Blanche Gardin e Denis Podalydès, ognuno alle prese - come tutti noi - con la vita digitale, con i suoi pregi ma anche con le tante complicazioni che comporta.

(…) Personaggi talmente comuni, e così poco estremi nonostante la caricatura, quelli di IMPREVISTI DIGITALI, da poter essere universali e universalmente comprensibili, e soprattutto capaci di veicolare un umorismo irresistibile e, allo stesso tempo, un senso di schiacciante malinconia. E una sbilenca e sgangherata voglia di riscatto. Per liberarsi da video scomodi o da scarse e mendaci valutazioni, infatti, i tre decidono di prendere la situazione in mano, sventolando gilet gialli e piazzando la loro auto sulla collinetta nel mezzo delle onnipresenti rotonde stradali francesi, ribellandosi alla schiavitù dell'onestà e contattando un hacker che si fa chiamare "Dio" e opera dall'interno di una pala eolica. E volando verso le server farm che custodiscono i loro video della vergogna per cancellarli una volta per tutte.

IMPREVISTI DIGITALI è un film di personaggi, paradossi, satire, dettagli spesso esilaranti. Di cammei folgoranti e capaci di unire commedia e tragedia come quelli di Benoît Poelvoorde (attore che ha lavorato spesso con i registi, qui alle prese col ruolo di un disperato fattorino di una azienda simil-Amazon) e Michel Houllebecq (già protagonista di Near Death Experience, sempre di Delepine e de Kervern e qui nei panni di un aspirante suicida). Un film utopico e utopista, ma non luddista. Perché non è la tecnologia in sé, contro la quale si scagliano i protagonisti, ma l'uso deviato che ne fanno le persone e il Capitale.

(www.comingsoon.it)

       

Siamo tutti dentro un inferno digitale che ci tortura e spia: il suo nome è GAFA (Google, Amazon, Facebook e Apple). Questa la legione di demoni pronta a farci dannare: grovigli inestricabili di carica batterie, video porno messi in rete a nostra insaputa, voci da call center di cui inevitabilmente ci si innamora, desiderio smodato di like, cyberbullismo e dipendenza da serie tv. Ecco solo alcune delle diavolerie da cui siamo circondati raccontate da IMPREVISTI DIGITALI di Benoît Delépine e Gustave Kervern, irriverente commedia satirica tipicamente francese.

"Finché affronteremo i mulini a vento - dicono i registi di uno stupendo e graffiante film come Mammuth con protagonista Depardieu -, potremo anche affrontare il più grande di tutti: il GAFA. I nostri tre eroi, con le loro piccole preoccupazioni quotidiane, sono totalmente schiacciati da questa macchina infernale, ovvero l'onnipotenza della tecnologia digitale, ma ad un certo punto qualcosa li spingerà ad agire insieme per trovare la salvezza".

(www.ansa.it)