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Schede dei film

Elenco schede film

Tenet

Regia: Christopher Nolan

INTERPRETI: John David Washington, Robert Pattinson,

Elizabeth Debicki, Aaron Taylor-Johnson, Clémence Poésy,

Michael Caine, Kenneth Branagh, Dimple Kapadia, Himesh Patel,

Fiona Dourif, Andrew Howard, Martin Donovan

SCENEGGIATURA: Christopher Nolan

FOTOGRAFIA: Hoyte van Hoytema

MONTAGGIO: Jennifer Lame

MUSICHE: Ludwig Goransson

DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Pictures

NAZIONALITÀ: Gran Bretagna, USA, 2020

DURATA: 149 min.

TENET, il film diretto da Christopher Nolan, è ambientato nel mondo dello spionaggio internazionale, dove le nazioni si uniscono, al di là dei loro interessi, per risolvere un enigmatico intrigo. Al Protagonista, un agente ben addestrato e molto sensibile, viene assegnato un importante compito: fermare quella che potrebbe rivelarsi come un'apocalisse planetaria, una minaccia peggiore dell'Armageddon. Ma in questa ardua missione non sarà solo, in suo aiuto accorrerà un partner e sua vecchia conoscenza. L'unico modo per salvare il mondo sembra essere racchiuso in una misteriosa parola, Tenet. Per fronteggiare la minaccia globale, infatti, i due agenti speciali dovranno svolgere le loro azioni in qualcosa al di là del tempo reale e dovranno essere in grado di attuare una manipolazione temporale, nota come inversione. Non si tratta di un viaggio nel tempo, ma di un’alterazione del flusso, che apporta una deviazione al corso naturale cose. L’inversione è l’idea della materia con una sua entropia invertita, quindi attraversa il tempo in senso inverso, relativamente a noi. È un’arma a doppio taglio, perché se impiegata su larga scala potrebbe diventare una forma di terrorismo e allo stesso tempo è il mezzo più efficace che il Protagonista e il suo partner hanno per salvare l’umanità ed evitare una terza guerra mondiale.

Alla base del 99% dei film sui viaggi nel tempo c'è la teoria della relatività di Albert Einstein, su cui ognuno ci ricama le proprie idee narrative. Oppure è un elemento magico quello che permette di spostarsi nel tempo. Christopher Nolan invece invade il campo della termodinamica e ci parla di entropia, la grandezza che misura il disordine molecolare di un oggetto in un ambiente. Prendiamo l'esempio del proiettile che si vede nel film. Una pistola spara un colpo: la dispersione di energia avviene ad ogni passaggio con l'esplosione dentro la canna, le vibrazioni, il percorso nell'aria, l'impatto sulla pietra. Ogni evento crea un disordine, uno scambio di calore tra l'oggetto e l'ambiente. Lo stesso discorso si può applicare alla natura, per comprendere come accadono i fenomeni naturali che sono spontaneamente destinati al disordine. Il valore dell'entropia è sempre in aumento e il processo non è reversibile.

Dal principio di entropia si ricava la percezione dello scorrere del tempo che va in una sola direzione. Christopher Nolan immagina di poter invertire il processo, di ridurre il disordine riportandolo allo stato più ordinato che aveva in precedenza. Da qui l'idea dello scorrere a ritroso del tempo. Il proiettile che fa il percorso inverso sostanzialmente riacquista ordine ed energia andando contro natura.

Annunciato all'inizio del 2019, con il titolo di lavorazione Merry Go Round, TENET è rimasto avvolto da un mistero che si risolverà solo con la sua uscita in sala. Con un budget di 205 milioni di dollari, il più alto mai avuto a disposizione dal regista, TENET è stato girato dal maggio del 2019 in sette diversi paesi: Danimarca (a Rødbyhavn e nel parco eolico offshore di Rødsand), Estonia (Tallin), India (Mumbai), Italia (la Costiera Amalfitana), Norvegia (a Oslo, presso il Teatro dell'Opera e nel quartiere di Tjuvholmen), Regno Unito (Londra) e Stati Uniti d'America (Victorville, in California).

Come già accaduto in passato per i film di Nolan, la sceneggiatura del film è stata tenuta riservatissima; John David Washington e Robert Pattinson, protagonisti del film, l'hanno potuta leggere per la prima volta solo in una stanza chiusa a chiave, e a Michael Caine, che ha girato tutte le sue scene in un solo giorno, sono state consegnate unicamente le pagine coi suoi dialoghi. (…) Dice Nolan: "Credo che di tutti i film che ho fatto questo sia forse quello più orientato verso l'esperienza del pubblico, l'esperienza sul grande schermo. È un film in cui l'immagine e il sonoro devono essere assaporati al cinema su un grande schermo e siamo davvero molto elettrizzati per il fatto che possiate vedere quello che abbiamo fatto. In passato abbiamo fatto dei grandi film, ma in questo l'ampiezza globale e il livello di azione va oltre qualsiasi cosa abbiamo mai tentato prima. Credo che ad aiutarci a raggiungere questo livello sia stata l'esperienza ricevuta dagli action che abbiamo fatto in passato."

(…) Quella di non assegnare un nome al personaggio di John David Washington è stata una saggia decisione. Nolan lo fa per rimarcare due punti fondamentali: 1) il Protagonista siamo noi ed è soltanto attraverso il suo punto di vista che possiamo comprendere l'evoluzione e le contorsioni della trama; 2) il Protagonista è il vero artefice di tutta l'evoluzione degli eventi, solo che lui ancora non lo sa e noi nemmeno.

(www.comingsoon.it)

 

(…)  Il tempo è sempre stato una nozione importante per Christopher Nolan, a partire dall'esempio classico di Memento dove l'intera storia ci viene mostrata all'inverso (e la sequenza iniziale, dove tutto è letteralmente invertito, contiene i primi stralci concettuali e formali di TENET). Dopodiché ci sono stati Insomnia, dove il poliziotto incaricato di indagare su un brutale omicidio si ritrova in un paesino dell'Alaska dove le giornate sono più lunghe del normale, rendendo molto fluida l'idea del tempo che passa; Batman Begins e The Prestige, dove l'arco narrativo dei protagonisti è approfondito tramite flashback (e nel secondo caso c'è il concetto della rivalità che trascende il tempo, poiché nel romanzo di base il conflitto tra Robert Angier e Alfred Borden continua con i loro discendenti); Inception, dove i livelli del sogno dilatano la nostra percezione del tempo fino al punto di non ritorno che è il limbo; Interstellar, dove i viaggi cosmici conducono a un paradosso temporale: e Dunkirk, dove si esplora il conflitto intrecciando tre storie che durano rispettivamente un'ora, un giorno e una settimana.

Non sorprende, quindi, che questo tipo di ossessione abbia un ruolo importante anche in questa sede, arrivando a formare la premessa in quanto ciò che l'anonimo protagonista definisce una "Guerra Fredda temporale". E se da un lato questo comporta un apparato tecnico di fruizione forse non immediata, tra doppioni e situazioni che si ripetono ma al contrario, dall'altro l'idea stessa è spiegata in termini piuttosto elementari, quando Neil evoca la teoria del paradosso del nonno, celebre espressione usata per descrivere i paradossi temporali. In soldoni: se io vado indietro nel tempo e uccido mio nonno, come faccio a esistere e compiere tale azione? È il principio dietro Terminator e vari altri racconti, e il personaggio di Washington lascia intendere che andrà tutto per il meglio applicando la conclusione logica delle parole di Neil: "Se noi siamo qui adesso, non significa forse che abbiamo vinto?".

(https://movieplayer.it)

 

"Non cercare di capirlo, provalo". TENET è come un puzzle monocromatico da diecimila pezzi: complicatissimo, nella più "Nolaniana" delle accezioni. Concetti di entropia, paradossi temporali si intrecciano e accavallano furiosamente, creando un enigma irrisolvibile con una sola visione superficiale della pellicola. (…) Poteva essere una mossa da autogol creare un intreccio così complesso da mettere alla prova la mente di un laureato in ingegneria aerospaziale, eppure Nolan mostra un'abilità unica nel tenere la soluzione dell'enigma sempre nascosta ma percepibile oltre l'orizzonte. In questo modo, fa sì che lo spettatore non si arrenda e non perda mai la voglia di risolverlo.

Impossibile capire tutto alla prima visione. Tanto vale abbandonarsi al flusso e godersi lo spettacolo. Ma ripensandoci, già nel viaggio in macchina dal cinema verso casa, alcuni pezzi e scene sparse, dai ricordi, iniziano a ricomporsi e rimettersi al posto giusto. Piano piano, il quadro generale prende luce e i tasselli acquistano un senso. Questo è certamente un film che non lascia indifferenti.

Lo spettacolo visivo che offre è senza precedenti. Niente può preparare a una prima visione di questo film. La cosa che lascia basiti più di ogni altra è il fatto che Nolan, per girarlo, non abbia praticamente fatto ricorso alla computer grafica quasi per nulla. In un’era di streaming, telefoni, CGI, dove tutto è digitale, questo è il film più "analogico" degli ultimi anni. E si vede. C'è la stessa differenza che si percepisce tra il vedere un acrobata che sfida la gravità in televisione, o vederlo dal vivo al circo.

Tra gli attori, tutti bravissimi, una menzione speciale va a Kenneth Branagh ed Elizabeth Debicki. Le loro scene, costruite di sola recitazione, sono tra le più tese dell'intero film. Lo scontro che vive attraverso i loro occhi, esplicitato in pochissime battute, porta avanti il cuore emotivo del film.

La colonna sonora di Ludwig Göransson non può essere definita in altri termini se non come "magnificamente rumorosa". Riecheggia vagamente di "Hans Zimmeriana" memoria, eppure ha una sua anima autentica e originale. Crea una perfetta commistione tra sonoro e immagini, aumentando la posta in gioco e aggiungendo ansia nello spettatore, costringendolo, con il suo ticchettio costante e inarrestabile eppure al contempo caotico e dissonante, a stritolare i braccioli della poltrona. Più che un film, è un'esperienza. Puro cinema.

 (www.ecodelcinema.com)