Sezione Interregionaledelle Tre Venezie

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Villetta con ospiti

Regia: Ivano De Matteo

INTERPRETI: Marco Giallini, Michela Cescon, Massimiliano Gallo, Erika Blanc, Cristina Flutur, Bebo Storti, Vinicio Marchioni, Monica Billiani, Tiberiu Dobrica

SCENEGGIATURA: Ivano De Matteo, Valentina Ferlan

FOTOGRAFIA: Maurizio Calvesi

MONTAGGIO: Marco Spoletini

MUSICHE: Francesco Cerasi

DISTRIBUZIONE: Academy Two

NAZIONALITÀ: Italia, 2019

DURATA: 88 min.

PRESENTAZIONE E CRITICA

 

 

In VILLETTA CON OSPITI, film diretto da Ivano De Matteo e che si svolge in sole ventiquattro ore, c'è una famiglia borghese piena zeppa di scheletri nell'armadio, di veri peccatori. E questo vale purtroppo anche per chi circonda questo nucleo familiare compreso il prete e il poliziotto. Ci troviamo in una plumbea villetta benestante nel Nord Est d'Italia, una casa ai confini con il bosco dove la natura mette in scena le crudeli ordinarie dinamiche della sopravvivenza.

All'interno della villa si consuma un'inaspettata tragedia: un ragazzo innocente, rumeno, viene ucciso perché scambiato per ladro, ma nessuno in questa piccola comunità protagonista della storia si sente davvero colpevole di quello che è appena accaduto o, forse, a nessuno conviene denunciare la verità.

 

Scritto da De Matteo, insieme alla compagna Valentina Ferlan, anche stavolta il regista attinge alla realtà ed esattamente allo scottante tema delle armi e della legittima difesa. Dicono i due sceneggiatori: "Ci aveva colpito un fatto efferato di cronaca accaduto in un contesto perbene e così abbiamo pensato di raccontare, con candore e leggerezza, una storia cattiva. L'abbiamo ambientata nel Nordest - aggiungono - perché nella provincia ricca c'è più l'idea di difendersi, anche se fatti così succedono ovunque". Spiga il regista: "Parto sempre dalla famiglia con l'idea che, alla fine, in questa istituzione nessuno è salvabile, neppure il mio stesso figlio che a un certo punto potrebbe ubriacarsi e uccidere qualcuno. E - continua - racconto in fondo una storia di ordinaria follia che instilla comunque il dubbio a tutti noi. Vale a dire: che cosa avrei fatto io al posto loro?". Conclude De Matteo che ha annunciato che il suo prossimo film potrebbe trattare del rapporto di un padre con una figlia adolescente, "non mi metto neanche in questo film certo a giudicare, ma quello che in caso vorrei dalle istituzioni è che mi mettessero in condizione di non dovermi trovare in una situazione così". Per il disincantato Marco Giallini, infine, il vizio capitale della contemporaneità: "È il fatto che tutti oggi si sentono più colti, pensano di sapere tutto, come capita sempre di vedere sui social. E questo è un vero e proprio schifo".

(www.ansa.it)

 

 

(…) Uno dei più grandi film della storia del cinema italiano, e tra questi uno dei meno visti e conosciuti, si chiama Signore e signori. Lo diresse Pietro Germi nel 1966, fotografando con straordinaria cattiveria e accuratezza, di incredibile attualità ancora oggi, l'ipocrisia, la falsità, il perbenismo e l'opportunismo della classe borghese. Omaggiato alla lontana da un episodio del Fratelli d'Italia di Neri Parenti e Carlo Vanzina (quello con Jerry Calà e Sabrina Salerno), il film di Germi è stato di certo una fonte d'ispirazione per Ivano De Matteo e Valentina Ferlan nello scrivere VILLETTA CON OSPITI, e nell'ambientarlo in quelle stesse aree: quelle del Veneto più benestante. Villetta con ospiti, però, non è una commedia, per quanto acida: è un noir. E Ivano De Matteo può essere anche felicemente ambizioso, nel suo tentativo di fare un cinema dal forte impianto visivo e narrativo, personale e senza compromessi, ma di certo non è un presuntuoso; uno che pretenda di mettersi sullo stesso piano di un Germi, o di qualche altro grande maestro. Ivano De Matteo si limita a essere e voler essere Ivano De Matteo, e questa è la sua forza e la nostra fortuna.

Il suo film parte senza ansie né smanie. Si prende il tempo necessario per calare lo spettatore in quel mondo, e presentargli i personaggi, lasciando che l'intreccio un po' malato dei loro rapporti emerga lentamente. Personaggi che non sono affatto simpatici, quelli interpretati da Giallini, da Gallo, da Storti, dalla Cescon. Perfino il prete di Marchioni, fin dall'inizio, ha qualcosa di rigidamente untuoso. Magari sono un pelo eccessivamente simbolici, ma mai macchiette grottesche e caricaturali, e mantengono i piedi ben piantati nella realtà. Allo stesso modo, la donna rumena che con loro - o alcuni di loro - ha a che fare, intrepretata dalla bravissima Cristina Flutur, non è il ritratto stereotipato della straniera arrivata in Italia per lavorare, e suo figlio adolescente e ribelle non il teppistello sfaticato che certa gente potrebbe immaginarsi. In qualche modo lo suggerisce lo stesso regista, con quelle punteggiature non troppo insistite che ritraggono da vicino il mondo della natura, il bosco e gli animali: VILLETTA CON OSPITI è un film che - pur volendo esplicitamente mettere personaggi e spettatori di fronte a scelte etiche e morali - sta bene attaccato alla concretezza delle cose, alla loro realtà naturale e naturalista.

La necessità che ognuno dei personaggi sia portatore di qualche istanza, e che si debbano ritrovare e svelare l'un l'altro nello stesso luogo e nello stesso momento, in una drammatica circostanza, sono drammaturgicamente scontate, forse, ma necessarie nel disegno di De Matteo; che non cade mai nell'errore di filmare del teatro, e non si scorda mai le esigenze del cinema, curate al dettaglio con la macchina da presa, la musica, la scelta dei luoghi, il montaggio.

Nel cast fanno tutti la loro parte. Come Flutur, Massimiliano Gallo la fa un po' più e un po' meglio degli altri, nei panni di un poliziotto cinico e amorale, ma al tempo stesso dal carattere fumoso e inafferrabile. Notevole anche, e molto divertente, il piccolo ruolo di Erika Blanc: una sorta di versione spietatissima della mamma di Franca Valeri in Il vedovo.

Ivano De Matteo, al suo sesto film lungometraggio come regista e sceneggiatore, scritto ancora una volta con la compagna di vita Valentina Ferlan, sceglie una "commedia noir" per raccontare una storia borghese ambientata nel Nord Est (il film è stato girato a Bassano del Grappa), che ruota attorno ai sette peccati capitali, rappresentati nei 7 personaggi principali. Non siamo però dalle parti di Seven: uno dei modelli a cui si è dichiaratamente ispirato per le atmosfere è infatti Ascensore per il patibolo di Louis Malle, e in generale ai noir degli anni Cinquanta (…).

 

(www.comingsoon.it)

 

 

Nel suo saggio La semplice arte del delitto, Raymond Chandler critica il genere letterario del giallo inteso come un colorato e divertente puzzle da risolvere, affermando che gli scrittori devono evolversi e lasciarsi paradigmi del genere alle spalle in favore di una finzione ben più realista e cupa. Lo scrittore arriva a profetizzare uno stadio della letteratura in cui verrà rappresentato il mondo in cui lui sentiva di vivere, un mondo dove politici corrotti si lasciano manovrare dalla criminalità organizzata, dove le forze dell’ordine non vengono in aiuto di nessuno, dove il potere è nelle mani di chi ne abusa sempre e comunque. Queste parole non possono che echeggiare con toni profetici nella mente dello spettatore di VILLETTA CON OSPITI. La pellicola è indubbiamente un noir, sebbene la parte iniziale sia all’apparenza più soleggiata, meno claustrofobica. Si tratta di apparenza perché è semplice andare oltre la patina che Ivano De Matteo e Valentina Ferlan dipingono sui loro personaggi e scoprire, invece, tutte le loro grottesche imperfezioni. Anche in piena luce gli archetipi “dabbene” iniziano a rivelarsi per ciò che sono: la madre di famiglia è infelice e ossessiva, il medico non si cura dei propri pazienti, il poliziotto è corrotto ben più a fondo dei contrabbandieri stranieri su cui si sfoga.

 

Queste figure, pilastri in positivo nell’immaginario collettivo delle persone, sono la forza portante di VILLETTA CON OSPITI. Il film risulterebbe ben meno convincente e sfrontato se non fosse per la scelta oculata delle dinamiche in atto all’interno del cast. I due personaggi simpatetici alla fine sono una madre e un figlio, rumeni, costretti a vivere in uno stato di sudditanza economica e morale perché, come Adrian fa notare sin dall’inizio, se la famiglia che dà lavoro alla madre la pagasse il giusto, non dovrebbero farle la carità con i vestiti che il ricco patriarca non vuole più. A fare da contraltare all’onestà di questo nucleo familiare c’è un gruppo di persone che rappresentano tutte, o quasi, forme di potere: una coppia benestante, un medico, un prete, un poliziotto. Tutti questi archetipi danno loro una posizione di vantaggio nei confronti dei più deboli, di cui si approfittano più e più volte, fino a culminare in un atto orribile dalle ramificazioni ancora più agghiaccianti. Si tratta dello stesso mondo descritto da Chandler, in cui però manca il detective salvifico a portare la luce della giustizia nella notte.

La pellicola è girata sapientemente, con tutti i crismi del genere. Non si fanno attendere le inquadrature ravvicinate, i contrasti tra luce e ombra dove si stagliano solo le silhouette di personaggi tanto tridimensionali quanto classici nel senso più ellenico e tragico del termine, le scene mute.

 

Il tutto è accompagnato da una colonna sonora adatta che sembra fagocitare al proprio interno elementi esterni come la suoneria di un cellulare o il campanello di un citofono. Più questi suoni si ripetono, più diventano penetranti, angoscianti, al pari del celebre cuore rivelatore di Edgar Allan Poe. Questo senso di angoscia è rispecchiato in maniera encomiabile da un cast scelto con cura, che ha saputo calarsi nelle proprie parti a regola d’arte. Michela Cescon è incredibile nei panni di Diletta, in particolare durante i momenti di panico più buio che il suo personaggio attraversa. Il tormento pervade anche Sonja, il personaggio della grande Cristina Flutur, ed emerge con prepotenza in uno splendido, struggente contrasto tra la donna e il Commissario Panti, interpretato da un altrettanto talentuoso Massimiliano Gallo, padrone della scena.

(www.ecodelcinema.com)