Fabio De Luigi

DATI TECNICI
Regia
Interpreti
Durata
Genere
Fotografia
Montaggio
Musiche
Distribuzione
Nazionalità
Anno
Presentazione e critica
ll cuore del film di Fabio De Luigi è la famiglia, raccontata nella sua dimensione più autentica, quella di non un luogo ideale ma di uno spazio fatto di contraddizioni, incomprensioni e affetti profondi. Le famiglie presentate sono bellissime, proprio perché imperfette, ognuna con i suoi pregi e difetti. Il film mostra come ogni generazione sia schiacciata sotto il peso delle aspettative imposte dalla società: quelle più tradizionali del passato e quelle più nascoste, ma ugualmente presenti, di oggi. Tematica rafforzata da un grandissimo colpo di scena inserito sapientemente a metà film, che ribalta un’importante prospettiva. Il tutto parte analizzando l’elaborazione del lutto in modo brillantemente leggero, qui la perdita non è solo un evento ma un processo, che porta il protagonista alla sua piena evoluzione. Ed è proprio qui che emerge con forza uno dei messaggi centrali del film: per andare avanti bisogna saper lasciare andare.
Uno degli elementi più riusciti di Un bel giorno è la sua capacità di parlare con estrema sincerità allo spettatore. Il film affronta tematiche importanti senza mai scadere nel pietismo, o nella retorica facile, anzi smorzando sempre con una dose di ironia perfetta. E’ proprio questo equilibrio tra verità emotiva e leggerezza a rendere il racconto così potente.
Attraverso dialoghi brillanti e situazioni divertenti, De Luigi suggerisce che non è mai troppo tardi per ritrovare e riscoprire un amore che sembrava ormai perduto: anche quando tutto appare finito emotivamente, esiste sempre la possibilità di aprirsi per comprendere se stessi, chiedendo scusa e dicendo la verità.
Peccato per una leggera flessione nella seconda parte del film, dovuta all’inserimento repentino di una tematica sociale delicata, che forse meritava un trattamento diverso all’interno dell’opera, ma che assolutamente non rovina l’esperienza complessiva.
La perfetta ironia del film è dovuta, oltre ad una buona scrittura, ai due protagonisti. Fabio De Luigi e Virginia Raffaele hanno dei tempi comici incredibili, e riescono magistralmente a rendere credibili sia i momenti divertenti che quelli più intensi. Ottimo anche il cast dei figli, ogni interprete restituisce con efficacia le peculiarità del suo personaggio. Non sono semplici figure di contorno, ma parti essenziali di un racconto generazionali. Da menzionare anche la spassosa presenza di Antonio Gerardi nei panni di Italo, perfetta spalla comica.
Un bel giorno è così una divertente commedia che riesce a essere leggera e profonda al contempo, confermando Fabio De Luigi oltre che come comico straordinario anche come buon regista. Un film che parla di perdita, di scontro generazionale, di famiglia e di seconde possibilità, ricordandoci che anche dopo il dolore può arrivare, davvero, un bel giorno.
Quando inizia Un bel giorno pensi subito che sia l’ennesimo giorno, o meglio l’ennesimo family. Di nuovo De Luigi nei panni del solito papà con tanti figli (in questo caso ben quattro figlie femmine) all’orizzonte. Con una differenza non più Valentina Lodovini al suo fianco, ma Virginia Raffaele.
L’operazione dunque non cambia, qualche novità però c’è: De Luigi che ne firma la regia e la sceneggiatura insieme a Furio Andreotti e Giulia Calenda, e una nuova coprotagonista femminile. In verità non è nuova neanche la squadra perché la coppia De Luigi-Raffaele l’avevamo già vista in Tre di troppo (2023), terzo lungometraggio di De Luigi. Nessuna novità dunque? Perlopiù sì, ma questa commedia, a metà strada tra ironia e sentimento, un po’ all’Appuntamento sotto il letto, film americano del 1968, riesce nella sua semplicità, anche se con qualche passaggio poco riuscito, a regalarci un po’ di leggerezza. Merito in primis della già rodata coppia De Luigi-Raffaele e della loro alchimia, ma anche delle nuove e dei nuovi interpreti e del giusto equilibrio tra commedia family e rom-com. La trama è semplice e se in Tre di troppo De Luigi e Raffaele vestivano i panni di una coppia felice e senza figli che improvvisamente si ritrova con tre bambini ostinati a chiamarli mamma e papà; qua di ragazzini ce ne sono tanti fin dall’inizio. Tommaso infatti è un vedovo e ha quattro figlie, conduce una vita solitaria, si occupa di infissi e ha deciso di chiudere il mondo fuori diventando una sorta di “monoblocco noioso”, se non che Un bel giorno incontra Lara e tutto cambierà.
Tra alcune gag divertenti, su tutti il personaggio di Italo, unico dipendente di Tommaso, interpretato da Antonio Gerardi, e alcune tematiche delicate come la disabilità e il bullismo (nota di merito va al giovane interprete Leon Castagno nel ruolo di un ragazzo con una sensibilità particolare) affrontate con delicatezza alla fine questa commedia funziona. Non rivoluzionerà il family movie, ma quantomeno allargherà la visione della famiglia e del mondo, non solo quella dei due protagonisti, ma anche del pubblico. E non è poco.
