Sezione Interregionaledelle Tre Venezie

Schede dei film

Elenco schede film

7 donne e un mistero

Regia: Alessandro Genovesi

INTEPRETI: Margherita Buy, Diana Del Bufalo, Sabrina Impacciatore, Benedetta Porcaroli, Micaela Ramazzotti, Luisa Ranieri, Ornella Vanoni

SCENEGGIATURA: Alessandro Genovesi, Lisa Nur Sultan

FOTOGRAFIA: Federico Masiero

MONTAGGIO: Claudio Di Mauro

MUSICHE: Andrea Farri

DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Pictures

PAESE: Italia, 2021

DURATA: 82 min.

Un testo teatrale del 1958 Huit femmes di Robert Thomas e un suo adattamento del 2002, 8 donne e un mistero, diretto da Francois Ozon che nella trasposizione sul grande schermo si inventa una commedia nerissima e piena di numeri musicali. Ci sono questi due elementi imprescindibili alla base di 7 DONNE E UN MISTERO, un film natalizio o almeno così è stato pensato dal regista Alessandro Genovesi che lo riscrive insieme a Lisa Nur Sultan, limando i toni del giallo e virando sulla commedia leggera. Una rilettura più scanzonata e grottesca, con diverse modifiche rispetto all'originale e un cast che riunisce alcune delle migliori interpreti del cinema italiano.

Rispetto all'originale 7 DONNE E UN MISTERO rinuncia ai momenti musicali, ogni personaggio nel film di Ozon si presentava ballando e cantando, un'idea di regia che Genovesi lascia giustamente al suo legittimo proprietario. Le donne da otto diventano sette, l'ambientazione dagli anni '50 si sposta ai '30 ma la storia rimane a grandi linee identica: uno scapestrato gruppo di donne si riunisce nella villa di famiglia per celebrare la vigilia di Natale. Tutto normale se non fosse che una tempesta di neve, i fili del telefono tagliati e un improvviso blackout le bloccherà all'interno dell'immensa casa-mausoleo dove nel corso della notte si è consumato il misterioso omicidio del capofamiglia, Marcello. Nel tentativo di capire chi è l'assassina, che potrebbe nascondersi dietro ognuna di loro, si ritroveranno a fare i conti con ipocrisie, sotterfugi e segreti.

Partirà un labirintico scambio di non detti e invidie passate verranno alla luce scoperchiando un vaso di pandora che fino a quel momento ha gelosamente custodito conflitti familiari e desideri irrisolti: tutto attorno, tra atmosfere hitchcockiane e un tocco alla Agatha Christie, si muovono le eccentriche protagoniste di questo giallo da camera con venature comiche.

A definire le atmosfere della commedia ci pensano anche scenografie e costumi: l'imponente e barocca villa di campagna traboccante di oggetti, le luci che sfarfallano e gli abiti anni '30 che avvolgono i personaggi. La risata invece (a volte un po' troppo ricercata attraverso battute a effetto) è sempre dietro l'angolo a stemperarne i toni.

Il lavoro del cast è apprezzabile. Al nutrito gruppo di attrici il compito di portare in scena il grottesco e la sottesa istanza femminista fino a quella che diventerà la frase manifesto del film: "le donne si aiutano tra di loro, non si fanno la guerra soprattutto se te lo chiede un uomo". Peccato che si faranno la guerra per tutta la durata della storia ognuna con le proprie armi, ognuna rivendicando un fantomatico legame speciale con Marcello e avanzando pretese: Caterina, la piccola ribelle che richiamerà tutte all'ordine, la primogenita devota, la suocera ubriacona e spilorcia (una strepitosa Vanoni al netto di qualche parolaccia di troppo), una moglie fredda e rassegnata, un'avvenente governante venuta dal Sud che "cucina con troppo olio e troppo sale" e dà lezioni di seduzione a zia Agostina, che si esprime con un linguaggio d'antan ed è segretamente innamorata di Marcello e infine la femme fatale Veronica, la sua amante.

 (https://movieplayer.it)

(…) L’immediata differenza apportata da Genovesi rispetto alla storia di partenza, è, prima di ogni altra, nel titolo: le donne là erano otto. La seconda riguarda il genere, in quanto Ozon aveva fondamentalmente fatto un musical, anche se ciò che permane e che il regista di 10 giorni con Babbo Natale mantiene viva rielaborandola, è senza dubbio la linea comica. La pièce uscita alla fine degli anni 50, infatti, era stata parte di un genere che stava iniziando a diffondersi proprio in quegli anni: la commedia thriller. E l’effetto finale che regala 7 DONNE E UN MISTERO, è proprio un condensato dei due stili, con tutte le chicche del caso.

Innanzi tutto, il cast di cui il film dispone è orchestrato in maniera ideale. La capofamiglia è Margherita signora borghese e snob, sposata con Marcello e madre di Caterina e Susanna, che è appena rincasata da Milano per le festività natalizie. Insieme a loro vivono la nonna e la zia Agostina e a servire tutti nella grande casa barocca e dalle note kitsch, c’è l’affascinante governante Maria.

I costumi, le pettinature e i colori con cui tutto è assemblato, sono parte integrante della storia e della linea dei personaggi, nonché dell’intenzione narrativa e stilistica che il regista, insieme alla sceneggiatrice Lina Nur Sultan, tracciano percorrendo un giallo deduttivo intriso di sarcasmo, chiaramente portato avanti dalle interpretazioni delle attrici mattatrici. La trama è strutturata attorno al cosiddetto “enigma della camera chiusa”, nel quale un gruppo di persone si trovano in uno spazio comune e, quando all’improvviso si scopre l’assassinio di uno di loro, s’innesca la caccia al colpevole con relative reciproche accuse e – soprattutto – svelamento degli altarini di ciascuno. In particolar modo nei confronti del rapporto che ognuno aveva veramente col morto.

L’atmosfera ricreata dagli ambienti, dall’aria che si respira tramite la messinscena e la recitazione spesso impettita delle donne, fa calare nello charme degli anni 30, nonostante la semplicità dei dialoghi e la forzatura nella resa di alcune battute.

Ma questo non importa molto, a dire il vero. 7 DONNE E UN MISTERO regala la complicità relazionale che le interpreti hanno instaurato tra loro nel corso delle riprese, e lascia trasparire il loro divertimento nel calarsi in quei ruoli, una su tutte: Ornella Vanoni.

L’impianto crime del film dà un sapore elegante anche all’attrazione che la storia suscita. E rende davvero il prodotto finale perfetto per l’intrattenimento da festività natalizie, non fosse altro che il periodo in cui i fatti si stanno svolgendo è proprio quello. Ciò che in assoluto fa funzionare tutto è la leggerezza con cui viene condotta la storia e quel senso svagato che man mano restituiscono i movimenti che s’innescano tra i personaggi, una sorta di distacco da quello che in parte era stato promesso, a favore di un’armonia tutta al femminile, in barba agli uomini che le fanno bisticciare. In fondo il caso da risolvere e i rospi che le protagoniste via via sputano, sono un pretesto per poi dire qualcos’altro, anche se viene accennato sempre con quella noncuranza paciosa e goliardica. E quel che resta è il gusto per i grandi classici che funzionano sempre, anche quando all’acqua di rose.

 (https://www.cinefilos.it)

 

(…) Ci sembra ingeneroso affermare che 7 DONNE E UN MISTERO, la versione di Alessandro Genovesi e della sua co-sceneggiatrice Lisa Nur Sultan (che fa confluire in un'unica donna di servizio due personaggi degli originali senza che la storia ne risenta minimamente) sia un remake vero e proprio del film di Ozon, perché se ne distacca molto, pur restando fedele alle battute del testo e lasciando ai personaggi gli stessi nomi, ovviamente in versione italiana. Se non appare molto significativo, se non esteticamente, il cambiamento dell'ambientazione temporale dagli anni Cinquanta agli anni Trenta, la storia è resa più divertente sfruttando maggiormente le sue potenzialità comiche ed emerge con più evidenza la struttura di giallo alla Agatha Christie, grazie anche all'utilizzo della musica e dell'ambientazione, uno splendido palcoscenico in cui oggetti, costumi e acconciature diventano parte integrante dell'azione (…).

(www.comingsoon.it)