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70 binladens - Le iene di Bilbao

Regia: Koldo Serra

INTERPRETI: Emma Suárez, Nathalie Poza, Hugo Silva, Fernando Albizu, Bárbara Goenaga, Daniel Pérez Prada, Richard Sahagún, Alexandra Prokhorova

SCENEGGIATURA: Javier Echániz, Juan Antonio Gil Bengoa, Asier Guerricaechebarría

FOTOGRAFIA: Unax Mendia

MONTAGGIO:  Josu Martínez

DISTRIBUZIONE: Filmax

NAZIONALITÀ: Spagna, 2021

DURATA: 110 min.

70 BINLADENS - LE IENE DI BILBAO, il film diretto da Koldo Serra, segue la storia di una madre single sull'orlo della disperazione. Rachel è nel panico: per rivedere sua figlia deve consegnare al più presto 35 mila euro a un assistente sociale corrotto. Ha infatti solo 24 ore di tempo per trovare la somma necessaria, prima che l'ufficio di assistenza ai minori gliela porti via per sempre. Dopo un giro interminabile di banche, si reca nell'unica che non le ha sbattuto la porta in faccia per parlare con il direttore Elías, il quale le ha promesso il prestito a garanzia della casa dei suoi genitori. Sul punto di mettere le mani sui soldi, però, una strana coppia di ladri, Lola e Jonan, decide di rapinare la banca prendendo in ostaggio tutti i presenti. Rachel è disperata e una madre disperata a pronta a fare qualsiasi cosa pur di ottenere ciò che le serve per riabbracciare la sua bambina, compreso manipolare i ladri a suo vantaggio…

(www.comingsoon.it)

 

Brilla più che mai il talento di Koldo Serra capace di sprigionare ritmo e gestire con fluidità una trama che si concentra dentro le quattro mura di una filiale di banca presa d’assalto. Con un occhio di riguardo per “Quel pomeriggio di un giorno da cani”, il film si avvale dell’eccellente interpretazione di un cast di stelle. Emma Suárez (“Julieta”) è Raquel, una donna con un grave problema da risolvere nel giro di poche ore: ha assoluto bisogno di 35 mila euro (i “binladens” nello slang spagnolo sono i biglietti da 500 euro), ma giusto quando riesce a convincere il direttore della banca a concederle il credito subito e in contanti, ecco che una coppia di rapinatori incappucciati (Nathalie Poza e Hugo Silva), irrompe nella filiale nel tentativo di svaligiarne le casseforti. Ma qualcosa va puntualmente storto. Clienti e impiegati sono ora presi in ostaggio, arriva la polizia, comincia la trattativa coi negoziatori. Per Raquel però il tempo a disposizione sta per scadere… Sceneggiatura millimetricamente pianificata, emozione allo stato puro.

Dopo uno splendido esordio nel lungometraggio con Bosque de sombras – dove già si percepiva la passione del regista per il cinema d’azione, dramma e violenza americano degli anni Settanta, come Cane di paglia di Sam Peckinpah e Un tranquillo weekend di paura di John Boorman – e il passo falso rappresentato dall’ambizioso film storico-bellico Gernika, è una gioia vedere come Koldo Serra recuperi l’energia e la capacità di impatto, senza trascurare il ritmo e l’intrattenimento della sua opera prima, con il suo terzo film: 70 binladens. Il titolo, nel caso in cui il lettore non lo sappia, si riferisce a quelle banconote da 500 euro che quasi nessuno ha mai visto, e nasce da una sceneggiatura scritta da Asier Guerricaechevarría, Javier Echániz e Juan Gil Bengoa, che il regista basco ha convertito in uno dei film più ammirati e celebrati durante il festival di Sitges del 2018.

Dire che si tratta di un film su una rapina in banca non significa rivelare molto, perché questo atto criminale avviene pochi minuti dopo l’inizio del film. Ciò che viene dopo, con numerosi e apprezzati colpi di scena che mantengono sempre alta la tensione, lasciano lo spettatore a bocca aperta – e sorridente – davanti a questo 70 binladens che si svolge in una filiale bancaria e nell’adiacente piazza di Bilbao, formata da alte torri di appartamenti grigi.

Come Serra ha riconosciuto nell’intervista rilasciata a Cineuropa, il thriller americano degli anni Settanta è alla base del suo nuovo film, al quale il regista regala un tocco spagnolo che gli conferisce umanità e un certo senso dell’umorismo – e dell’assurdo – che, oltre ad alleggerire il suo carico drammatico, serve a radiografare un paese – questa Spagna del “si salvi chi può!” – corroso nelle sue interiora. Ma, soprattutto, 70 binladens è un film divertente che subordina la sua messa in scena – che si svolge in buona parte al chiuso – al fine di non disperdere la sua energia o diminuire la capacità di sorpresa di cui parlavamo sopra.

Ma non possiamo concludere la recensione di un film così piacevole senza menzionare il suo splendido cast, che incarna con impegno una squadra di personaggi che, nonostante le loro abbondanti miserie, finiscono per farsi amare: c’è una Emma Suárez pronta a tutto; un Dani Pérez Prada che ricopre il ruolo di un poliziotto con il quale il pubblico si identifica fino al midollo e, soprattutto, una Nathalie Poza che fa un grande effetto, col suo aspetto indurito da povero animale ferito.

(www.cinemaspagna.org)

Geniale è 70 BINLADENS – LE IENE DI BILBAO di Koldo Serra (cineasta nato a Bilbao, classe 1975), un film che può essere inserito nel genere dei caper movie (in italiano le pellicole del furto ad effetto, un sottogenere del thriller), a cui si rifà il classico di Quentin Tarantino richiamato nel sottotitolo, ma dallo straordinario tocco leggero. Ambientato in una filiale di banca teatro di una rapina che assumerà toni surreali, fa leva sulla forza dei suoi personaggi, caratteri ben delineati e quasi tutti sopra le righe. Al centro della vicenda c’è una donna (interpretata da una camaleontica Emma Suárez) che prova a chiedere un prestito: ha le ore contate per trovare la somma di 35mila euro. Però, incappando in una strana coppia di rapinatori (lei è Nathalie Poza e lui Hugo Silva), tutta la sua storia prende una piega sorprendentemente spiazzante, grazie anche alla presenza di un poliziotto al tempo stesso empatico e disarmante (Daniel Pérez Prada). Il titolo della pellicola si rifà ai “binladens” che nello slang spagnolo sono i biglietti da 500 euro che come Bin Laden forse nessuno ha mai visto! 70 BINLADENS – LE IENE DI BILBAO è eccezionale: è carico di una vena umoristica incredibile e conserva l’adrenalina della rapina.

(www.opsblognews.it)