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Ali & Ava - Storia di un incontro

Regia: Clio Barnard

INTERPRETI: Adeel Akhtar, Claire Rushbrook, Ellora Torchia, Shaun Thomas, Natalie Gavin, Mona Goodwin, Krupa Pattani, Vinny Dhillon, Tasha Connor, Macy Shackleton, Ariana Bodorova, Sarlota Nagyova, Sienna Afsar, Uzair Ali, Abid Yaqoob

SCENEGGIATURA: Clio Barnard

MUSICHE: Harry Escott

MONTAGGIO: Maya Maffioli

DISTRIBUZIONE: I Wonder Pictures

NAZIONALITÀ: Gran Bretagna

DURATA: 90 min.

Ali & Ava - Storia di un incontro, film diretto da Clio Barnard, sono due persone sole, senza alcuna relazione e apparentemente così differenti da non avere niente in comune. Ali lavora gestendo alcuni appartamenti ed è già sposato, sebbene il suo matrimonio non si affatto felice, a causa di un dolore che lo ha segnato profondamente, portando una distanza affettiva tra lui e la sua moglie. Ava, invece, insegna alle scuole elementari e al momento non è impegnata.
Sin dal loro primo incontro a Bradford, una cittadina industriale nello Yorkshire, i due si piacciono talmente da poter dire che, sì, la scintilla sia decisamente scoccata. Nonostante provengano da due mondi diversi, Ava e Ali sembrano aver bisogno l'uno dell'altra, soprattutto perché riempiranno le loro esistenze vuote di emozioni, che credevano non avrebbero più vissuto, di momenti romantici e di nuove esperienze. In un intero mese trascorso insieme i due stabiliscono una profonda connessione, nonostante entrambi provengano da una situazione sentimentale disastrosa, come Ava, o dalla fine di un matrimonio nel caso di Ali.

(www.comingsoon.it)

 

Con uno stile narrativo molto vicino a quello di un altro celebre regista britannico, Ken Loach, Clio Barnard cattura il fascino del reale, attraverso le intense interpretazioni degli attori del cast, molti dei quali alle prime armi. Shaun Thomas che interpreta Callum, nonostante appaia in poche scene, non si accontenta di essere un rabbioso antagonista, ma riesce a dare tridimensionalità al suo personaggio e a trasmettere i conflitti interiori che lo affliggono.       
Nella pellicola di Barnard non ci sono grandi gesti o dichiarazioni memorabili. Tutto suona estremamente semplice e familiare. Ad esempio, le scene d’amore tra Ali e Ava non vengono mostrate nell’atto fisico ma nel momento in cui i due protagonisti si svegliano fianco a fianco nel letto, le loro mani si intrecciano e – semplicemente – parlano. È un tipo diverso di erotismo e romanticismo che spesso non troviamo nei film. Più tangibile e quotidiano ma non per questo meno dolce o passionale. È interessante notare come la musica sia protagonista di molte delle scene più importanti. Il film si apre con Ali che balla con le cuffie a tutto volume sul tetto della sua auto. Inoltre, i due protagonisti sono legati proprio dal loro amore per la musica: li vediamo scambiarsi le playlist, saltare senza freni sul divano cantando a squarciagola. Sono due persone con un estremo bisogno di esternare sentimenti repressi da troppo tempo.      

La colonna sonora che segue Ali è sempre caotica, accattivante, coinvolgente. Ava invece la musica se la crea da sé. In diverse sequenze la vediamo, infatti, intonare tipiche ballate irlandesi. La regista sfrutta questo meraviglioso personaggio per fare una fotografia di uno spaccato di vita della periferia di Bradford, osservando le comunità immigrate irlandesi, ancora legatissime alle loro radici. Una delle scene più belle del film vede i residenti del quartiere intorno ad un fuoco mentre intonano Grace, canto popolare ispirato alla vita dell’artista irlandese Grace Gifford.

ll fascino di questo film è dovuto in gran parte alla chimica naturale che c’è tra Adeel Akhtar e Claire Rushbrook.  I loro personaggi sono distanti per età, classe sociale, cultura e – specialmente – per gusti musicali. Eppure, dal loro primo incontro non riescono più a stare lontani. Non è il classico espediente narrativo degli opposti che si attraggono ma piuttosto la storia di due persone sole che tirano fuori il meglio l’una dall’altra. Ali & Ava è anche un inno alla bellezza di Bradford e alla dignità e alla resilienza dei suoi abitanti.

(www.cinematographe.it)

Con ALI & AVA – STORIA DI UN INCONTRO, la Barnard torna per la terza volta nello Yorkshire, dove è cresciuta, e in particolare nella cittadina di Bradford, dove erano ambientati anche i film The Selfish Giant e Dark River. Ancora una volta, dunque, la regista racconta quei luoghi, quelle strade, quegli ambienti di periferia dove sembra non poter avvenire nulla di eclatante. L’incontro che avviene tra i due personaggi del titolo sembrerebbe non avere nulla di particolarmente nuovo o diverso rispetto a tante altre storie simili. Eppure, da quest’apparentemente banale evento nasce una storia d’amore attraverso la quale si animano riflessioni valide per ogni spettatore.

Se da un lato una delle questioni centrali del film è l’opposizione di quanti non vedono di buon occhio la relazione tra Ali & Ava, per motivi di età, di etnia e di stato civile, dall’altra vi è la rappresentazione di un amore che non conosce barriere e si spinge oltre ogni ostacolo. La musica che unisce i due protagonisti diventa l’unica rappresentazione possibile di quel linguaggio comune che permette loro di comprendersi, accettarsi e amarsi. Ecco perché le scene che hanno proprio la musica come protagonista risultano non solo tra le più belle del film, ma anche perfettamente comprensibili, proprio sulla base di quella capacità di quest’arte di farsi linguaggio universale, attraverso cui poter comunicare emozioni e stati d’animo meglio delle parole.

Sulla base di quanto fin qui detto, ALI & AVA – STORIA DI UN INCONTRO, potrebbe dare l’idea di essere un film “etereo”, sospeso in una dimensione quasi onirica e frutto dell’interiorità dei due protagonisti. In realtà c’è ben più che questo e con uno sguardo profondamente realista, in particolare sugli aspetti meno piacevoli del racconto, la regista ci ricorda del contesto in cui tale incontro si colloca. Si genera dunque uno scontro tra bello e brutto che è anche uno degli elementi di forza del film. Gli stessi protagonisti, interpretati da due straordinariamente bravi Adeel Akhtar e Claire Rushbrook, sono delle personalità che sfuggono ai canoni estetici che si è fin troppo spesso abituati a vedere sul grande schermo.

La magia del film, che va di pari passo con il messaggio che la Barnard vuole trasmettere, è quello di come l’amore abbia il potere di rendere vivi e dunque bellissimi al di là di tutto. ALI & AVA – STORIA DI UN INCONTRO è un film sulla forza dell’amore, di come questo sentimento possa ridare forza anche a chi ha subito fin troppi duri colpi nel corso della propria esistenza. La forza e l’energia che la Barnard sprigiona con quest’opera supera però di gran lunga le dimensioni del racconto. Da una visione come questa si esce dunque arricchiti, colmi di una rinnovata vitalità.

(www.cinefilos.it)