Sezione Interregionaledelle Tre Venezie

Schede dei film

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Amsterdam

Regia: David O. Russell

INTERPRETI: Christian Bale, Margot Robbie, John David Washington, Anya Taylor-Joy, Robert De Niro, Rami Malek, Michael Shannon, Chris Rock, Zoe Saldana, Taylor Swift

SCENEGGIATURA: David O. Russell

FOTOGRAFIA: Emmanuel Lubezki

MONTAGGIO: Jay Lash Cassidy

DISTRIBUZIONE: Walt Disney Company Italia

PAESE: USA, 2022

DURATA: 134 min.

New York, 1933. Il dottor Burt Berendsen e l'avvocato Harold Woodman sono amici fraterni e colleghi di lavoro, dal giorno in cui il generale Meekins li ha fatti conoscere, sul fronte europeo, durante la prima guerra mondiale. Ed è proprio al cospetto del cadavere di Meekins, con ogni probabilità dovuto ad avvelenamento, che i due si trovano a dover nuovamente guardarsi le spalle, perché qualcuno li vuole morti, o per lo meno al fresco. Determinati a vendicare il loro superiore, Burt e Harold finiscono nella ricca tenuta dei Voze, dove incontrano Valérie, ex infermiera di guerra e grande amore di Harold, sparita nel nulla dodici anni prima. Ad Amsterdam, a quel tempo, i tre avevano giurato di proteggersi a vicenda, e ora rinnovano la promessa, mentre si addentrano tra le maglie di una cospirazione che minaccia di far saltare le fondamenta della democrazia americana.

Il film di David O. Russell è un profluvio di parole, oggetti di scena, personaggi, che tutto impasta ed esibisce. Nel film ci sono Jules e Jim e Chinatown, Man Ray e Aldo Raine, la psicofarmacologia e il birdwatching, la commedia e l'antifascismo, a partire da una storia in buona parte vera e dal desiderio di metterci in guardia, in questi tempi senza amore e senza coscienza, sulla pericolosa tendenza della Storia (quella con la maiuscola) a ripetersi nonostante tutto. Tre amici che promettono di prendersi cura l'uno dell'altro, in qualsiasi situazione, fungono da emblema di ciò che dovrebbe essere e non è, a livello di individui e di nazioni, e di uno stile di vita che crede nella condivisione di avventure e sofferenze (l'amore di Burt per i veterani, quello di Valérie per l'arte) e non mira soltanto all'arricchimento spasmodico e personale. (…) Il divertimento e la convinzione che Christian Bale mette nel suo personaggio, il magnetismo di Margot Robbie, e in generale il modo in cui tutto il cast si presta a lasciarsi deformare dalla lente del grottesco, confermano che interesse e intrattenimento ci sono.

(www.mymovies.it)

Per prima cosa uno potrebbe chiedersi perché questo film s’intitoli AMSTERDAM, anche se racconta una storia newyorchese, americana. Per spiegarlo, basterebbe dire che c’entra una parentesi europea del racconto, un lungo flashback che riguarda gli anni della Prima Guerra Mondiale, e che spiega come e perché i personaggi di Christian Bale, John David Washington e Margot Robbie si siano conosciuti. E allora, vagamente, il significato di Amsterdam, in questo film, può ricordare un po’ il “we’ll always have Paris” di Casablanca.

Torniamo però a New York. La New York del 1933, dove il medico stropicciato, malandato e vagamente tossico di Bale fa coppia con l’amico di una vita, l’avvocato nero di Washington, per indagare su una morte sospetta, e poi su un’altra ancora di cui loro due stessi finiscono per essere i sospettati.

Una vicenda intricata, complessa, tanti personaggi, che fa l’occhiolino al noir colorandolo però di sfumature diverse, facendolo incrociare con la Storia e puntando le sue chip sulle caselle sempre vincenti dell’antirazzismo, dell’antifascismo e della lotta di chi ha poco (o meno) contro coloro che hanno danaro e potere e perseguono solo l’interesse di pochi. C’è l’attualità, quindi, e c’è il genere, e c’è il consueto approccio ludico e un po’ esibizionistico di David O. Russell al cinema, che questo sia scrittura o messa in scena (…).

(www.comingsoon.it)

Una storia affascinante e riccamente intricata che fonde magistralmente fatti storici e finzione per creare un’esperienza cinematografica estremamente attuale. (…)  Lealtà, amicizia, amore e “seguire il dio sbagliato fino a casa” in una qualsiasi di queste aree oltre che nell’arena di un’intera nazione. Trovare delle ragioni di vita, come quelle che i nostri protagonisti avevano trovato nel periodo in cui si trovavano tutti insieme ad Amsterdam, e tenersele strette a dispetto della crudeltà del mondo: questi sono i temi attorno a cui ruota la storia. Gli attori, un cast corale i cui membri non vedevano l’ora di lavorare insieme, cantano, ballano, attraversano il mondo del crimine e si imbattono in eventi storici inaspettati, e sconosciuti nel corso di quest’epica storia. Il film è basato su una storia scioccante e affascinante, ma che racconta anche il tipo di amicizia che le persone amano trovare nella propria vita e che amiamo vedere al cinema. Semplicemente degli amici che si prendono cura l’uno dell’altro in qualsiasi situazione, che sanno vivere e sanno amare la vita a dispetto dei loro problemi ed è questo che li rende degli eroi.

Lo sceneggiatore/regista David O. Russell racconta: “È una storia affascinante e molte persone saranno sorprese di scoprire che queste cose accaddero davvero. È una storia poco conosciuta e questo è elettrizzante per il pubblico. Sta per succedere qualcosa di grosso. È misterioso. È affascinante, è pericoloso e, per tutti questi motivi, si tratta di una storia molto stimolante per me”.

Russell ha visto la storia come un’opportunità per rendere omaggio all’eroismo storico di numerose persone reali che hanno ispirato i suoi personaggi fittizi. Il Generale Gil Dillenbeck, interpretato da Robert De Niro, è ispirato a Smedley Butler, le cui azioni contribuirono a cambiare il corso della storia, mentre il personaggio di Margot Robbie, Valerie Voze, si rifà a svariate artiste dell’epoca.

Per il 369° reggimento di New York, di cui Burt e Harold fanno parte, Russell si è basato sugli Harlem Hell Fighters, un reggimento segregato composto da soldati neri e portoricani che furono inviati in Francia per difendere il loro paese e furono poi costretti a prestare servizio nell’esercito francese, dato che i loro compatrioti americani si rifiutavano di combattere al fianco di soldati che non fossero bianchi. Fu un momento molto significativo nella storia dell’umanità.

(www.globestyles.com)

 

Con AMSTERDAM il regista de Il lato positivo, American Hustle e Joy, aggiunge un importante tassello alla sua filmografia: servendosi di un cast enorme (proprio letteralmente, perché il numero di star è altissimo), David O. Russell firma un’opera straripante, che mescola storia e finzione, dramma e commedia, che è un inno alla vita e all’amore, ma soprattutto all’amicizia in grado di salvare.

Se dal punto di vista dell’intreccio il film è piuttosto ingenuo (non è difficile capire il “mistero” che si cela dietro il complotto che i tre protagonisti cercano di svelare, anche perché il regista non fa che ripeterlo continuamente) è nella regia, nella recitazione, nell’atmosfera e nei bellissimi dialoghi che il film prende il volo.

AMSTERDAM è infatti un concentrato di scambi fitti che non perdono mai un colpo, che arrivano fin quasi a commuovere in alcuni passaggi: perché è un film pieno di cuore, malinconia, visionarietà e alchemica sincronia.

È un patto di sangue quello che lega i tre protagonisti, amici fraterni mai per necessità ma fin da subito per scelta. D’altronde quando conosci una persona in un momento di difficoltà allora quel legame non potrà mia sciogliersi. Perché la difficoltà ci mette a nudo, tira fuori il peggio di noi, e se in quel peggio si è rimasti uniti, allora niente potrà mai scalfire il legame. È proprio Bale però a essere il centro di questo microcosmo di combattenti, inventori, personaggi buffi e sopra le righe, amanti e coraggiosi oratori: un Bale che si trova a interpretare un ruolo meraviglioso, quello di un outsider un po’ triste ma sempre pieno di speranza che si deve destreggiare fra un bulbo di vetro che non vuole saperne di restare nel proprio occhio e una moglie che non ne vuole sapere di riprenderselo in casa. Sarà la storia a insegnargli che tutti meritiamo un amore vero, che ci accetti per ciò che siamo e si prenda il pacchetto completo.

AMSTERDAM infatti è sì una crime story, ma è soprattutto una pellicola romantica, fatta di piccoli gesti che scaldano il cuore.

E poi c’è la guerra, la prima che è ormai finita e inizia a sembrare un ricordo lontano, e la seconda che è invece alle porte. Una guerra che mutila corpi, separa amori, uccide e umilia senza vergogna, direttamente dalle scrivanie delle lussuose ville. Il regista non cela l’avvertimento a questi tempi bui: la storia continua a ripetersi, nonostante tutto, bisogna reagire, combattere e resistere.

AMSTERDAM è un film grottesco, logorroico, sicuramente ripetitivo, però è pieno di creatività, arte, amore, un’opera magnetica e caotica che resta impressa nella mente e nel cuore.

(https://masedomani.com)