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Schede dei film

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Beautiful minds

Regia: Bernard Campan, Alexandre Jollien

INTEPRETI: Bernard Campan, Alexandre Jollien, Tiphaine Daviot, Julie-Anne Roth, La Castou, Marie Benati, Marilyne Canto, Anne-Valérie Payet, Sofiia Manousha, Marie Petiot, Laëtitia Eïdo

SCENEGGIATURA: Bernard Campan, Helene Gremillon, Alexandre Jollien

FOTOGRAFIA: Christophe Offenstein

MUSICHE: Niklas Paschburg

DISTRIBUZIONE: Notorious Pictures

PAESE: Francia, Svizzera

DURATA: 92 min.

BEAUTIFUL MINDS, film diretto da Bernard Campan e Alexandre Jollien, racconta la storia di Louis e di Igor, due perfetti sconosciuti. Il primo è un uomo single che dirige un'impresa di pompe funebri, ha un carattere molto riservato, che lo fa apparire schivo agli occhi dei suoi clienti (quelli vivi ovviamente). Il secondo è un quarantenne disabile a causa di una paralisi cerebrale, ma ha sopperito all'impossibilità di muoversi con una mente geniale. Mentre Louis si dedica anima e corpo nel suo lavoro, Igor, invece, è estraneo al mondo, infatti ignora la vita reale e ogni forma di amicizia. Dopo un casuale incontro, i due si ritroveranno a intraprendere un viaggio assurdo da Losanna verso il sud della Francia a bordo di un carro funebre, durante il quale potranno finalmente sentirsi liberi, togliendosi di dosso i pesi che hanno acquisito durante la loro esistenza. Lungo il viaggio avranno modo di conoscersi più a fondo e di discutere degli argomenti più svariati, come la filosofia di Nietzsche. Finalmente liberi di abbracciare la semplicità, Igor e Louis si sentiranno per la prima volta vivi, condividendo un grande valore come l'amicizia.

(www.comingsoon.it)

 

Se si legge la trama di BEAUTIFUL MINDS non si può non pensare a certi elementi già visti in un altro film francese di qualche anno fa: "Quasi amici". Il primo però prende la sua strada e diventa non solo una storia di amicizia e di evoluzione dei protagonisti, ma anche un prodotto che cerca di smentire i pregiudizi. Cerca di dimostrare che oltre all'apparenza e alle opinioni che si possono avere sulle persone c'è molto altro. Attraverso le vicende vissute, insolite e a volte fuori dall'ordinario, così come la caratterizzazione dei personaggi, i registi ci regalano una storia con un messaggio da cui tutti dovremmo imparare. Ci presenta quelli che la società, sia per una questione di pregiudizi sia di incapacità nell'approcciarsi loro, tende ad escludere. Come spesso accade quando si sceglie di raccontare storie dedicate non è sempre facile trovare una chiave di lettura che risulti neutrale. Ci si deve districare tra una scrittura che non sia offensiva o che non vittimizzi le persone. Beautiful Minds riesce nel suo obiettivo con una sceneggiatura ben fatta e degli attori bravissimi che portano veridicità alla narrazione (…).

Già dal titolo del film BEAUTIFUL MINDS si evince uno dei punti fondamentali che la pellicola vuole sottolineare: la bellezza della mente, riflessione che viene veicolata dal personaggio di Igor. La sua disabilità lo ha da sempre messo in difficoltà sia agli occhi degli altri che dei propri. Con il suo personaggio si vuole smentire il pregiudizio legato all’associazione che c’è tra una persona e la sua disabilità. L’opinione degli altri e il loro approccio verso Igor sono spesso basati non solo sul pregiudizio ma anche sul pietismo. Si cambia il modo di guardare un disabile e troppo spesso si fa fatica ad andare oltre. Un lato positivo del film è legato alla rappresentazione. Per il suo personaggio è stato scelto un attore con disabilità, cosa che spesso nel cinema non accade. La cosa non solo aumenta la veridicità ma fornisce spazio ai diretti interessati che possono avere non solo le stesse opportunità degli altri, ma anche raccontare in prima persona le loro storie. Vediamo poi che un altro importante ruolo è stato ricoperto dalla filosofia. Igor ha letto le riflessioni dei grandi filosofi sui problemi della vita: il non dare peso ai giudizi della gente, proseguire sulla propria strada non facendosi influenzare da essi o godere dei piaceri della vita senza pensare troppo. Da tutto questo Louis imparerà molto. Anche il suo personaggio deve gestire i pregiudizi legati al lavoro che, come accade ad Igor, è ciò che lo definisce agli occhi degli altri. Quasi tutti si allontanano quando scoprono il suo lavoro oppure ne sono affascinati, ma lo guardano sempre con diffidenza.  La pellicola riesce a trattare dei temi come quello della disabilità e della morte in maniera intelligente, rispettosa e anche ironica, senza sminuirle o sfociare nell’irrispettoso. Il tono ironico e leggero che pervade il film lo rende una visione piacevole. Anche la regia con il suo sguardo intimo, fatti di primi piani e carrellate, ci permette di conoscere meglio i personaggi e farci entrare nelle loro storie. Il tutto è accompagnato da una colonna sonora che armonizza la narrazione. Tra i difetti c’è l’eccessiva quantità di massime filosofiche dispensate da Igor. Se ne comprende l’importanza, ma le sue battute sono in gran parte rielaborazioni di concetti filosofici, finendo per sovraccaricare il suo personaggio. Per non parlare poi di alcune situazioni che sono a volte prevedibili. Nel complesso BEAUTIFUL MINDS rimane un film interessante e ben strutturato che ci invita a riflettere sulla considerazione che abbiamo degli altri, a guardare oltre le apparenze e invita ad una relativizzazione dei vari problemi e di quelle difficoltà che ci sembrano in apparenza insormontabili.

(www.today.it)

Beautiful Minds è il racconto di un viaggio attraverso il Sud della Francia e di due persone che imparano l'importanza di condividere i propri dolori ritrovando, finalmente grazie all'amicizia, la serenità.  Il genere cinematografico dell'on the road è da sempre perfetto per raccontare l'evolvere dei personaggi di un film. Di esempi ce ne sono a bizzeffe; il cinema, soprattutto quello americano, è ricco di incredibili storie su strada. Come se i chilometri macinati rappresentassero il tempo che scorre, con il passato che rimane indietro e cessa di pesare sull'individuo, lasciando spazio ad un futuro in cui si ha la libertà di potersi riscrivere, dando vita ad una rinnovata esistenza.  E BEAUTIFUL MINDS  di Bernard Campan e Alexandre Jollien è difatti un classico on the road, in cui i protagonisti iniziano il loro viaggio in un modo e alla fine di questo, sono due persone completamente diverse. È in fondo un film sul valore dell'amicizia, e primo fra tutti, ha il pregio di esser davvero ben scritto, di farsi forte di una sceneggiatura che fila dritta e senza intoppi.

(www.mymovies.it)

(…) I suoi migliori amici sono Nietzsche, Socrate, Spinoza e tutti i filosofi che ha conosciuto dando sfogo alla sua immane curiosità e divorando libri su libri: Igor è un uomo gentile, che nasconde una profondità pronta a palesarsi a chi è disposto a confrontarsi con lui. La disabilità non è la caratteristica che satura la caratterizzazione del personaggio, ma un suo tratto in dialettica costante con una tridimensionalità ben più sfaccettata e, di conseguenza, lontana da ogni stereotipo. Così come avulso da ogni cliché è il personaggio di Louis che in qualunque altro film del genere partirebbe da una situazione di velata discriminazione per giungere ad “accettare” la diversità del suo compagno di viaggio. La naturalezza con cui Louis si relaziona a Igor sin dal loro primo incontro rivela, invece, tutta l’attenzione alla rappresentazione di questo BEAUTIFUL MINDS, capace di piegare gli stilemi del buddy movie ad un racconto estremamente consapevole.

Non si nasce uomini, lo si diventa” diceva Erasmo. BEAUTIFUL MINDS mette in scena l’umanità con delicatezza. Un’umanità in grado di meravigliarsi e sorridere come Igor. Un’umanità che si riscopre ed è in continua evoluzione come Louis. Il contrasto tra la vitalità straripante del primo e il mestiere del secondo, ormai abituato al contatto quotidiano con la morte, genera un cortocircuito scoppiettante destinato a sancire la nascita di un’amicizia sincera. Un’amicizia intesa come comunione di due anime in fondo oneste e pure nonostante tutti i difetti. Due uomini che valorizzano le loro fragilità senza proclami o retorica, ma con la prassi quotidiana di chi assapora la vita in tutta la sua irresistibile squisitezza e la sua ineluttabile amarezza. Sempre, però, con un sorriso stampato sulle labbra.

(www.spettacolo.eu)