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Schede dei film

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Bla Bla Baby

Regia: Fausto Brizzi

ATTORI: Alessandro Preziosi, Matilde Gioli, Massimo De Lorenzo, Maria Di Biase

SCENEGGIATURA: Fausto Brizzi, Paola Mammini, Herbert Simone Paragnani, Mauro Uzzeo

FOTOGRAFIA: Federico Annicchiarico

MONTAGGIO: Luciana Pandolfelli

MUSICHE: Bruno Zambrini

PRODUZIONE: Eliseo Multimedia con Rai Cinema

DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

PAESE: Italia, 2022

DURATA: 94 min.

"Ogni favola è un gioco, è una storia inventata, ed è vera soltanto a metà", canta Edoardo Bennato sui titoli di coda. La recensione di BLA BLA BABY, il nuovo film di Fausto Brizzi, inizia dalla fine. Perché le parole di Edoardo Bennato ci spiegano in qualche modo che cos'è BLA BLA BABY: un gioco, una storia che parte da un presupposto fantastico, che un uomo riesca a capire che cosa dicono i bambini, e ci costruisce sopra una trama, neanche troppo scontata. È una storia inventata, certo, ed è vera soltanto a metà. Nel senso che ci racconta molte situazioni reali in cui i genitori si trovano con i loro bimbi piccoli, ma poi prende i bambini e fa fare cose possibili solo nei cartoni animati. BLA BLA BABY è questo: un cartoon fatto con attori, una commedia sentimentale, anche un po' action e heist movie. A conti fatti, un film per famiglie che in Italia non si fa molto spesso.

Luca, quarantacinque anni è un ex surfista che lavora in un asilo nido aziendale, quello dell'azienda ecologica Green Light, e ogni giorno, insieme alle sue colleghe, teme l'arrivo dei bambini e i loro continui pianti. Una sera, a casa dell'amico e scienziato Ivano (Massimo De Lorenzo), mangia un omogeneizzato alla platessa "contaminato" e appena ritirato dal commercio. E teme il peggio. In fondo, un ragazzo che venne morso da un ragno ha acquisito dei superpoteri. Ma che superpotere avrà Luca? Lo scopre il giorno dopo all'asilo: è sentire le voci. Ma non nel senso che è impazzito. No, sente le voci dei bambini. E così capisce che cosa chiedono: chi vuole bere, chi ha fatto un brutto sogno e vuole essere preso in braccio, chi deve fare i bisogni. I bambini, poi, parlano forbito e usano in congiuntivi. Capita, se la madre ha due lauree.

 

BLA BLA BABY potrebbe sembrare un remake non dichiarato di Senti chi parla. Ma in fondo è molto diverso da quel film. In Senti chi parla le voci dei bambini non erano effettive, gli adulti in scena non le sentivano. Erano solo una traduzione dei loro pensieri, ad uso e consumo di noi spettatori, che eravamo gli unici ad ascoltarle. È come se noi, come dei narratori onniscienti, potessimo leggere loro nel pensiero, non certo chi stava accanto a loro. L'uso della parola, poi, era essenzialmente comico. Di qui l'idea, nell'adattamento italiano - fortunato dal punto di vista del richiamo e degli incassi - di usare voci comiche famose, come quella di Paolo Villaggio, e poi Anna Mazzamauro e Renato Pozzetto. BLA BLA BABY è qualcosa di molto diverso. Intanto c'è un personaggio che sente davvero i bambini, è consapevole di sentirli, così come i bambini sono consapevoli di essere ascoltati. Questo fa sì che tra il protagonista e i piccoli ci sia un vero dialogo, uno scambio di opinioni. E questo fa sì che le parole dei bambini non siano semplici gag, ma contribuiscano a far sì che i bambini entrino nella trama.

Brizzi in questi anni di carriera l'ha declinata in vari modi. in modo più nostalgico, più volgare, più sexy, più amaro. Non è subito chiaro, ma il film di Brizzi è in fondo una classica commedia a due, la storia del tentativo di Luca di conquistare l'amata, con il piccolo, geloso e protettivo, ad essere prima ostacolo e poi alleato. Certo, c'è anche una sottotrama, quella del tentativo, un po' subdolo e un po' meschino, di creare un'app che permetta ai genitori di capire che cosa hanno in mente i figli, che diventa heist movie a action quando è chiaro che De Bortoli (Cristiano Caccamo), il numero uno della Green Light, ha in mente un piano losco.

Quello che lascia un po' perplessi è Il fatto è che i bambini ragionino e parlino come degli adulti. Non solo usano i congiuntivi, ma fanno dei ragionamenti propri dei più grandi. È un po' come il protagonista di Baby Boss, che è a tutti gli effetti un adulto in un corpo da bambino. Potremmo dire che tutto questo è poco credibile, ma che senso avrebbe dirlo? In un film come questo, la sospensione dell'incredulità è tutto. È un gioco, come dicono le parole di Edoardo Bennato.

BLA BLA BABY è un film di attori, tutti piuttosto in parte. Il più sorprendente è Alessandro Preziosi, in un ruolo inedito: è il bidello sorridente e piacione con baffetto da sparviero, un po' furbo e meschino, ma in fondo anche lui propenso ad innamorarsi. Il suo interesse è una donna in carriera, Matilde Gioli, qui nel ruolo della donna algida, perfetta nel ruolo, che già sappiamo si scioglierà. Uno dei padri che portano i bambini all'asilo è Nicolas Vaporidis, attore feticcio e simbolo del cinema di Brizzi, che finalmente ritorna con lui. Il suo nuovo look, cranio rasato e barba lunga, gli dona, e di fatto cambia completamente la sua allure di eterno bravo ragazzo ingenuo e imbranato di Notte prima degli esami, e gli apre una nuova fase della carriera. Nel cast, tra le maestre d'asilo c'è la surreale Maria Di Biase e poi c'è Massimo Di Lorenzo, nei panni dello scienziato Ivano, che tutti ricorderanno come interprete di uno degli sceneggiatori in Boris. Fausto Brizzi sembra, con il suo cinema, farci vivere tutte le stagioni del cuore. Ci ha raccontato lo stato nascente dell'amore e le cotte platoniche dei tempi del liceo (Notte prima degli esami), i tradimenti e la fine di un amore (Ex), i rapporti tra uomini e donne (Maschi contro Femmine) e l'amore come nostalgia del passato (Forever Young). Ora che Brizzi è diventato papà, ci racconta il meraviglioso mondo dei figli, la vita che ti cambia, il difficile lavoro del genitore. È interessante vederlo crescere e cambiare le sue storie. E anche il messaggio finale. Non ci devono essere superpoteri, né bambini che parlano. "Basta scorciatoie. se voglio capire mio figlio, mi devo impegnare".

 (https://movieplayer.it)

 

(…) BLA BLA BABY sembra la trasposizione tricolore di grandi classici anni ’80 come Mamma ho perso l’aereo di Chris Columbus e Senti chi parla di Amy Heckerling, ma il cinismo dei bambini protagonisti ci porta dalle parti dell’ironico e ben più sarcastico Ted di Seth MacFarlane. Qui a parlare non è un erotomane orsetto, bensì degli innocenti che esprimono il loro disappunto sull’atteggiamento dei genitori troppo spesso al cellulare, che ogni giorno scaricano i figli all’asilo come fossero pacchi postali e che utilizzano “Tippy”, una app che suona quando i piccoli vengono dimenticati sul sedile posteriore dell’auto. I bambini diventano grandi nella sceneggiatura firmata da Brizzi assieme a Paola Mammini, capace di sfruttare l’apparenza innocua e infantile per rendere ancora più speziate le cattiverie e il turpiloquio, certamente funzionale, della strana coppia resa comica dalla competizione tra il piccolo Martino che non risparmia frasi di sfida verso il piacione quarantenne Luca: “Il più grande ostacolo tra te e mia mamma sarò io”.

 

Fausto Brizzi, dopo La mia banda suona il pop del 2020, gira questa commedia con uno stile differente e inusuale per il suo cinema, servendosi dei notevoli effetti speciali con cui in alcune scene ricrea totalmente i bambini in digitale. Alessandro Preziosi è bravo nei panni del bidello supereroe che trova nell’omogenizzato alla platessa quello che Superman trovava nella kryptonite e Braccio di ferro negli spinaci. BLA BLA BABY è una commedia divertente e gradevole che si pone l’obbiettivo di virare verso un pubblico abituato alle grandi produzioni internazionali Disney e Pixar. Stando alla definizione per cui la commedia sta nella polpa piuttosto che nella spina dorsale, BLA BLA BABY potrebbe risultare un’opera non particolarmente originale in quando deve molto del suo spunto iniziale alle grandi commedie del passato, ma il suo compito è quello di far ridere e lo fa sulla falsariga del film a cui si è ispirato conservandone anche le situazioni comiche talvolta implausibili e surreali.

(www.sentieriselvaggi.it)

 

"Ogni favola è un gioco, è una storia inventata, ed è vera soltanto a metà", canta Edoardo Bennato sui titoli di coda. La recensione di BLA BLA BABY, il nuovo film di Fausto Brizzi, inizia dalla fine. Perché le parole di Edoardo Bennato ci spiegano in qualche modo che cos'è BLA BLA BABY: un gioco, una storia che parte da un presupposto fantastico, che un uomo riesca a capire che cosa dicono i bambini, e ci costruisce sopra una trama, neanche troppo scontata. È una storia inventata, certo, ed è vera soltanto a metà. Nel senso che ci racconta molte situazioni reali in cui i genitori si trovano con i loro bimbi piccoli, ma poi prende i bambini e fa fare cose possibili solo nei cartoni animati. BLA BLA BABY è questo: un cartoon fatto con attori, una commedia sentimentale, anche un po' action e heist movie. A conti fatti, un film per famiglie che in Italia non si fa molto spesso.

Luca, quarantacinque anni è un ex surfista che lavora in un asilo nido aziendale, quello dell'azienda ecologica Green Light, e ogni giorno, insieme alle sue colleghe, teme l'arrivo dei bambini e i loro continui pianti. Una sera, a casa dell'amico e scienziato Ivano (Massimo De Lorenzo), mangia un omogeneizzato alla platessa "contaminato" e appena ritirato dal commercio. E teme il peggio. In fondo, un ragazzo che venne morso da un ragno ha acquisito dei superpoteri. Ma che superpotere avrà Luca? Lo scopre il giorno dopo all'asilo: è sentire le voci. Ma non nel senso che è impazzito. No, sente le voci dei bambini. E così capisce che cosa chiedono: chi vuole bere, chi ha fatto un brutto sogno e vuole essere preso in braccio, chi deve fare i bisogni. I bambini, poi, parlano forbito e usano in congiuntivi. Capita, se la madre ha due lauree.

BLA BLA BABY potrebbe sembrare un remake non dichiarato di Senti chi parla. Ma in fondo è molto diverso da quel film. In Senti chi parla le voci dei bambini non erano effettive, gli adulti in scena non le sentivano. Erano solo una traduzione dei loro pensieri, ad uso e consumo di noi spettatori, che eravamo gli unici ad ascoltarle. È come se noi, come dei narratori onniscienti, potessimo leggere loro nel pensiero, non certo chi stava accanto a loro. L'uso della parola, poi, era essenzialmente comico. Di qui l'idea, nell'adattamento italiano - fortunato dal punto di vista del richiamo e degli incassi - di usare voci comiche famose, come quella di Paolo Villaggio, e poi Anna Mazzamauro e Renato Pozzetto. BLA BLA BABY è qualcosa di molto diverso. Intanto c'è un personaggio che sente davvero i bambini, è consapevole di sentirli, così come i bambini sono consapevoli di essere ascoltati. Questo fa sì che tra il protagonista e i piccoli ci sia un vero dialogo, uno scambio di opinioni. E questo fa sì che le parole dei bambini non siano semplici gag, ma contribuiscano a far sì che i bambini entrino nella trama.

Brizzi in questi anni di carriera l'ha declinata in vari modi. in modo più nostalgico, più volgare, più sexy, più amaro. Non è subito chiaro, ma il film di Brizzi è in fondo una classica commedia a due, la storia del tentativo di Luca di conquistare l'amata, con il piccolo, geloso e protettivo, ad essere prima ostacolo e poi alleato. Certo, c'è anche una sottotrama, quella del tentativo, un po' subdolo e un po' meschino, di creare un'app che permetta ai genitori di capire che cosa hanno in mente i figli, che diventa heist movie a action quando è chiaro che De Bortoli (Cristiano Caccamo), il numero uno della Green Light, ha in mente un piano losco.

Quello che lascia un po' perplessi è Il fatto è che i bambini ragionino e parlino come degli adulti. Non solo usano i congiuntivi, ma fanno dei ragionamenti propri dei più grandi. È un po' come il protagonista di Baby Boss, che è a tutti gli effetti un adulto in un corpo da bambino. Potremmo dire che tutto questo è poco credibile, ma che senso avrebbe dirlo? In un film come questo, la sospensione dell'incredulità è tutto. È un gioco, come dicono le parole di Edoardo Bennato.

BLA BLA BABY è un film di attori, tutti piuttosto in parte. Il più sorprendente è Alessandro Preziosi, in un ruolo inedito: è il bidello sorridente e piacione con baffetto da sparviero, un po' furbo e meschino, ma in fondo anche lui propenso ad innamorarsi. Il suo interesse è una donna in carriera, Matilde Gioli, qui nel ruolo della donna algida, perfetta nel ruolo, che già sappiamo si scioglierà. Uno dei padri che portano i bambini all'asilo è Nicolas Vaporidis, attore feticcio e simbolo del cinema di Brizzi, che finalmente ritorna con lui. Il suo nuovo look, cranio rasato e barba lunga, gli dona, e di fatto cambia completamente la sua allure di eterno bravo ragazzo ingenuo e imbranato di Notte prima degli esami, e gli apre una nuova fase della carriera. Nel cast, tra le maestre d'asilo c'è la surreale Maria Di Biase e poi c'è Massimo Di Lorenzo, nei panni dello scienziato Ivano, che tutti ricorderanno come interprete di uno degli sceneggiatori in Boris. Fausto Brizzi sembra, con il suo cinema, farci vivere tutte le stagioni del cuore. Ci ha raccontato lo stato nascente dell'amore e le cotte platoniche dei tempi del liceo (Notte prima degli esami), i tradimenti e la fine di un amore (Ex), i rapporti tra uomini e donne (Maschi contro Femmine) e l'amore come nostalgia del passato (Forever Young). Ora che Brizzi è diventato papà, ci racconta il meraviglioso mondo dei figli, la vita che ti cambia, il difficile lavoro del genitore. È interessante vederlo crescere e cambiare le sue storie. E anche il messaggio finale. Non ci devono essere superpoteri, né bambini che parlano. "Basta scorciatoie. se voglio capire mio figlio, mi devo impegnare".

 (https://movieplayer.it)

 

(…) BLA BLA BABY sembra la trasposizione tricolore di grandi classici anni ’80 come Mamma ho perso l’aereo di Chris Columbus e Senti chi parla di Amy Heckerling, ma il cinismo dei bambini protagonisti ci porta dalle parti dell’ironico e ben più sarcastico Ted di Seth MacFarlane. Qui a parlare non è un erotomane orsetto, bensì degli innocenti che esprimono il loro disappunto sull’atteggiamento dei genitori troppo spesso al cellulare, che ogni giorno scaricano i figli all’asilo come fossero pacchi postali e che utilizzano “Tippy”, una app che suona quando i piccoli vengono dimenticati sul sedile posteriore dell’auto. I bambini diventano grandi nella sceneggiatura firmata da Brizzi assieme a Paola Mammini, capace di sfruttare l’apparenza innocua e infantile per rendere ancora più speziate le cattiverie e il turpiloquio, certamente funzionale, della strana coppia resa comica dalla competizione tra il piccolo Martino che non risparmia frasi di sfida verso il piacione quarantenne Luca: “Il più grande ostacolo tra te e mia mamma sarò io”.

Fausto Brizzi, dopo La mia banda suona il pop del 2020, gira questa commedia con uno stile differente e inusuale per il suo cinema, servendosi dei notevoli effetti speciali con cui in alcune scene ricrea totalmente i bambini in digitale. Alessandro Preziosi è bravo nei panni del bidello supereroe che trova nell’omogenizzato alla platessa quello che Superman trovava nella kryptonite e Braccio di ferro negli spinaci. BLA BLA BABY è una commedia divertente e gradevole che si pone l’obbiettivo di virare verso un pubblico abituato alle grandi produzioni internazionali Disney e Pixar. Stando alla definizione per cui la commedia sta nella polpa piuttosto che nella spina dorsale, BLA BLA BABY potrebbe risultare un’opera non particolarmente originale in quando deve molto del suo spunto iniziale alle grandi commedie del passato, ma il suo compito è quello di far ridere e lo fa sulla falsariga del film a cui si è ispirato conservandone anche le situazioni comiche talvolta implausibili e surreali.

(www.sentieriselvaggi.it)