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Elizabeth

Regia: Roger Michell

FOTOGRAFIA: George Fenton

MONTAGGIO: Joanna Crickmay

DISTRIBUZIONE: Lucky Red

AESE: Gran Bretagna, 2022

DURATA: 100 min.

Questo film utilizza immagini di repertorio che dagli anni ’30 del Novecento fino agli anni '20 del Nuovo Millennio raccontano la storia di una delle regnanti più longeve del mondo. Anzi: non “una” ma “la”. Queen Elizabeth entra infatti nel Guinness dei primati per essere la sovrana britannica che più a lungo si è seduta sul trono. Roger Michell offre un eccezionale ritratto che è sia celebrativo sia irriverente, raccontando sotto ogni aspetto la sovrana che più di tutte è stata un'icona del secolo scorso e anche del nuovo Millennio. Un mito intramontabile, una leggenda vivente che viene festeggiata nell'anno del suo Giubileo da record.

ELIZABETH racconta il behind the scene della vita di The Queen. Il racconto procede attraverso tasselli di un grande puzzle che sono filmati d'archivio. Ogni documento storico si rivela a incastro perfetto, andando a comporre un affresco e un mosaico enormi e perfetti della regina Elisabetta. Dagli incontri con Nixon per il tè - con un principe Carlo di otto anni che scorrazza attorno a lei - al momento successivo all’Incoronazione, sono tanti i momenti indelebili della storia di questa leader che vengono narrati qui, in maniera molto coinvolgente.La si vede dopo l’Incoronazione, giovane ed entusiasta come solo una regina così poco matura (nel senso anagrafico del termine) potrebbe essere, mentre scende dalla carrozza e quasi fa cadere a terra la corona.

Sono presenti anche molti istanti prima di quello spartiacque della sua esistenza, ossia la seduta ufficiale sul trono: momenti intimi e preziosissimi verranno inanellati in questo diario affascinante, che ci svela la donna più famosa del mondo di cui pochi conoscono la vera essenza, celata dalla compostezza richiesta dalla corte cui fa capo. Elizabeth va oltre gli iconici tailleur color pastello con cui abbiamo imparato a conoscere e ad amare la sovrana inglese: questo documentario valica le apparenze, oltrepassa ciò che tutti noi già conosciamo. E ci mostra anche momenti in cui Elisabetta era ancora solo Elisabetta, quando prima di essere incoronata la vediamo ballare libera e felice, come una qualsiasi teenager che ancora non sa cosa l'aspetta dietro l'angolo, ossia la responsabilità che le cambierà totalmente e inevitabilmente la vita.

Di questo documentario non solo il soggetto è un mito ma anche l'occhio registico. Pure Roger Michell è infatti un nome assai celebre della cultura e del costume del Regno Unito. Il regista britannico è scomparso nel settembre 2021, all'età di 65 anni. Nel 1999 ha diretto il cult movie Notting Hill, una delle più famose commedie romantiche della storia di questo genere. Dopo il successo di quella love story scritta da Richard Curtis con protagonisti Julia Roberts e Hugh Grant, Michell ha lavorato a Hollywood, girando nel 2002 Ipotesi di reato con Ben Affleck e Samuel L. Jackson. Nel 2014 il regista rivelò ai microfoni della BBC che aveva deciso di concentrarsi su lungometraggi ambientati in Europa, Inghilterra in primis.  Si è dedicato molto anche al teatro, riscuotendo un enorme successo come regista di pièce di Nina Raine, Harold Pinter e Dylan Thomas, tra gli altri. Figlio di un diplomatico britannico, Roger Michell era nato in Sudafrica, dopodiché aveva vissuto per anni a Beirut, Damasco e Praga. Da ragazzo è rientrato nella sua Inghilterra, il Paese che ha sempre considerato la sua casa. Il fatto di aver dedicato il film ELIZABETH a quella che di fatto è la “padrona” della sua casa, ossia la Regina del Regno Unito, rende questo documentario un vero atto d'amore nei confronti della sua sovrana e della sua terra.

(https://tg24.sky.it)

 

C'è ancora qualcosa da dire sui 70 anni di regno della regina Elisabetta II? La televisione britannica ha approfondito ogni ramo dell'albero genealogico dei Windsor: The Crown ha levato il velo sul volto privato di un'implacabile istituzione pubblica, lavori del calibro di The Queen (2006) e Spencer (2021) hanno riempito alcuni degli spazi vuoti rimanenti. Il defunto Roger Michell tenta di trovare una nuova prospettiva su un percorso ben battuto in ELIZABETH: A PORTRAIT IN PART (S). Immerso nell'affetto e nella gentile irriverenza, il suo documentario impressionistico di filmati d'archivio offre riflessioni stravaganti su una vita di doveri e servizi.

Roger Michell e la montatrice Joanna Crickmay (che ha anche curato il montaggio di Michell's Tea With The Dames, 2018) deve aver visto una montagna di materiale per arrivare a un film finale compatto. Spiegandosi sotto titoli come Il discorso della regina, In sella, Mummy e Horribilis, il film svolazza da soggetto a soggetto come un'ape in cerca di polline. Allo stesso tempo, presenta un ricordo malinconico di sette decenni di Primi Ministri e sfilate, feste e anteprime, ritratti, feste in giardino, targhe svelate e alberi piantati. Ci sono funzioni statali e chiacchiere, sfarzo e protocollo infiniti. Non puoi fare a meno di ammirare la resistenza di una donna che ha sopportato una giostra senza fine di obblighi ripetitivi.

Michell è attratto dalla nozione di monarchia come spettacolo. Le prime scene dei preparativi per un banchetto reale ricordano infatti gli allestimenti di un palcoscenico o l’ambientazione una scena e vediamo anteprime di film in cui la formazione potrebbe includere Marilyn Monroe, Peter O'Toole o Sophia Loren, ma la regina rimane sempre l'attrazione principale. Michell la rappresenta come una figura a metà strada tra un'iconica star del cinema e una creazione da favola, bilanciando la teatralità con l'informalità: la regina non sembra mai più rilassata o spontanea di quando si gode una giornata alle corse, facendo il tifo per il proprio cavallo. ELIZABETH, però, è anche il ritratto di una Gran Bretagna perduta, segnata da feste di strada e deferenza indiscussa. (…) Il film è attraversato da una colonna sonora musicale eclettica che va da Robbie Williams a George Formby, da Stormzy a Gracie Fields e alla breve composizione di Lennon e McCartney Her Majesty. Sentiamo frammenti di osservazioni fatte da Tony Blair e Harold Wilson. È ampio e affettuoso senza essere del tutto acritico. Ci sono menzioni passeggere della morte di Diana, l'intervista alla BBC dell'incidente d'auto del principe Andréj, l'incendio al castello di Windsor, un addio in lacrime allo yacht reale Britannia, la transizione dall'Impero al Commonwealth, i molti errori di valutazione e battute d'arresto. Anche se si dice sempre che la regina non abbia mai concesso un'intervista o condiviso pubblicamente un'opinione, il film sembra includere tutte le sue stesse parole che non siano mai state ascoltate prima.

L'impressione duratura di Elizabeth è quella di una donna che ha resistito a tutte le tempeste, rimanendo una figura di stabilità poiché i primi ministri sono andati e venuti, il mondo è cambiato ed irriconoscibile, i bambini hanno affrontato i loro travagli e i fedeli cari sono morti. Alla fine, qualunque cosa accada, lo spettacolo deve continuare.

(www.screendaily.com)