Sezione Interregionaledelle Tre Venezie

Schede dei film

Elenco schede film

Femminile singolare

Regia: James Bort, Rafael Farina Issas, Kristian Gianfreda, More Raça, Matteo Pianezzi, Adriano Morelli, Elena Beatrice, Daniele Lince

INTEPRETI: Monica Guerritore, Catherine Deneuve, Violante Placido, Agnese Claisse, Pierre Deladonchamps, Dorothée Gilbert

SCENEGGIATURA: Claudio Del Punta, Doriana Leondeff

FOTOGRAFIA: Patrizio Patrizi

MONTAGGIO: Claudio Del Punta

DISTRIBUZIONE: Artex Film

PAESE: Italia

DURATA: 92 min.

ll punto di forza di FEMMINILE SINGOLARE è il suo soggetto: la donna sì, ma non solo una donna, una donna in azione, che non si arrende. Una donna che si ribella alle congiunzioni avversative. Una donna che resiste alle difficoltà e alle tradizioni che schiavizzano. Una donna che rompe il silenzio davanti agli abusi psicologici e denuncia la violenza. Una gravidanza che potrebbe minare il coronamento di un sogno nel primo episodio Nascita di una stella; il vestito da sposa che una madre vorrebbe vedere indossato da sua figlia si trasforma in ossessione nel secondo capitolo, mentre in Ballerina, episodio diretto da Kristian Gianfreda, troviamo la sorprendente recitazione di Agnese Claisse nel ruolo di una prostituta. Una giovane donna viene scaricata di notte da un’auto, si rialza in una periferia desolata e sale su un autobus dove realtà e sogno si confondono fino al finale di ispirazione felliniana, surreale, fantastica, onirica. Poi c’è la cultura maschilista e patriarcale sottolineata in Lei in cui Zana è una ragazzina che prende una decisione coraggiosa, quando a sua madre viene chiesto di tacere su quello che le accade. Si passa anche per Waitin For incentrato sul rapporto madre figlia (tra esperienze vissute e amore reciproco) e per Hand In Cap, con Violante Placido nel ruolo di una madre che vive con il figlio ventenne affetto da gravi danni motori e neurologici, ma che come tutti richiede amore. Chiude il ciclo Revirgination, ambientato in Albania, qui si vede una giovane coppia di innamorati che decide di sposarsi, ma si scontra con una tradizione ancora presente in alcune culture: la pratica di un test della verginità durante la prima notte di nozze.

Non viviamo nelle favole, almeno non ancora, e la dura verità è che gli stereotipi di genere e il sessismo esistono e alimentano abusi psicologici e ogni altro atto di violenza. Femminile Singolare è un’opera ben organizzata e omogenea nella sua struttura narrativa articolata in episodi che mantiene alta l’attenzione di chi guarda. Le parole lasciano i lividi nei primi tre capitoli che esplorano i sogni infranti delle protagoniste e diverse forme di abuso psicologico, mentre rivelano una più intensa e più emozionante realtà nella seconda tranche di episodi che affronta aggressioni fisiche: violenze, malattie, interventi sul corpo (per rispettare le tradizioni ed evitare divorzi, ripudio, vergogna e addirittura morte). Il fil rouge però è una compatta risposta femminile: tutte le donne protagoniste di queste storie intervengono, rompono il silenzio, si ribellano, combattono e denunciano. Seguendo ARTEX Film FEMMINILE SINGOLARE è un progetto realizzato con la speranza di aggiungere un mattone in più nella consapevolezza collettiva dei diritti umani e delle donne in particolare “. Ma non vi aspettate un’esaltazione della donna. Ci sono sette storie che accadono nella realtà e un messaggio di fondo: “Attente, chi vi ama non vi farà mai sentire inadeguate”.

 (www.cinematographe.it)

(

…) La scelta della data di uscita è in onore al giorno in cui nel 2011 è stata firmata la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e domestica, nota anche come Convenzione di Istanbul. Un film che attraverso sette storie diverse regala un caleidoscopio di sfumature femminili, tratteggiando le anime di donne coraggiose, resilienti, capaci di rompere il silenzio, di denunciare le violenze, di lottare per la loro libertà e dignità. (…)

FEMMINILE SINGOLARE è un film che racconta con delicatezza e veridicità la condizione attuale delle donne, che sono fragili e forti, emancipate e sottomesse, che portano sulle proprie spalle il peso delle incombenze famigliari, che faticano ad occupare incarichi lavorativi adeguati, che vedono spesso calpestati i loro diritti, che si trovano a fare i conti con aggressioni fisiche e verbali. Ma che sanno anche ribellarsi agli stereotipi, ai pregiudizi, alle cattiverie, alle culture retrograde e che non rinunciano a sognare, ad essere se stesse e a inseguire le proprie aspirazioni.

Perché, come dice Mademoiselle Jean a Emma nell’episodio “Rise of a Star”: “alcuni vogliono farti credere che i sacrifici siano necessari, ma non ascoltarli. Non rinunciare a nulla. Puoi essere una donna, una madre, una ballerina”. Ogni donna va rispettata e deve essere lasciata libera di ascoltare il proprio cuore e di scegliere la propria strada.

(www.spettacolomusicasport.com)

 

Ognuno dei film è preceduto da una citazione autoriale e perfettamente calzante al tema trattato: Khalil Gibran, Susanna Casciani, Rita Levi Montalcini, Jill Churchill, don Oreste Benzi, Pier Paolo Pasolini, Claude Nougaro. Le narrazioni sono omogenee e, complessivamente, rendono giustizia alle varie condizioni sociali, economiche e morali di ciascuna protagonista. C’è Emma, una eccezionale Dorothée Gilbert, étoile francese, prossima a andare al Bolshoi Ballet. Incinta di tre mesi, non ha nessuna intenzione di rinunciare al Bolshoi tanto quanto alla sua maternità. Nessuno degli amici sembra sostenerla. Una splendida come autorevole maestra del cinema, Catherine Deneuve è la sola a parlare al femminile, del femminile, con un intenso calore che genera una speranza: è la Nascita di una stella, per la regia di James Bort. Monica Guerritore, protagonista del secondo capitolo firmato da Rafel Farina Issas, L’abito da sposa, che ci riporta in un’Italia povera, misera di cultura. Madre, operaia, sogna per l’unica figlia un matrimonio da favola e ogni sacrificio è vòlto all’acquisto di un abito che acquista il valore del sacro. Sacro solo per lei. Kristian Gianfreda firma Ballerina, il terzo episodio. Nicoletta, giovane prostituta viene malmenata e abbandonata sulla strada. Nei suoi ultimi pensieri rivive il suo esordio nella vita, le botte del padre, gli abusi subiti, le violenze. Solo il sogno permane, quello di essere una ballerina. Ajo (Lei) è Zana, di origine musulmana, del Kosovo, nella regia di More Raca. Unica figlia in una famiglia di stampo patriarcale, sta per essere data in sposa a uno sconosciuto, in un matrimonio combinato. Mentre la madre sopporta le percosse continue del marito, Zana azzarda la fuga in un sorriso contagioso. Così seguono le storie di altre figure femminili, meno chiare delle precedenti. In queste la brevità del racconto non ha facilitato l’efficacia della narrazione e anzi l’ha prescritta come troppo affrettata e quasi banalizzata. Con Waiting For, Matteo Pianezzi, mette in scena la storia di una ragazza che vive il rifiuto di sua madre alla sua relazione con una donna. Non solo, aggiunge la malattia della madre che, senza speranza, si affida alla magia. Troppa carne al fuoco, si direbbe, e mal cucinata. Un’altra storia è quella di Revirgination di Elena Beatrice e Daniele Lince. Una giovane ragazza dell’Est teme il rito, ancora in uso in molte culture, del lenzuolo appeso alla finestra dopo la prima notte di nozze sul quale dovrà esserci il sangue della verginità. È disposta per questo, all’imenoplastica, cioè la ricostruzione dell’imene. Ultimo, ma non ultimo nell’ordine degli episodi, è Hand in the Cap di Adriano Morelli. Una matura Violante Placido è madre di un ragazzo disabile che sta vivendo l’età delle pulsioni sessuali. “Non è possibile essere una madre perfetta, ma ci sono milioni di modi per essere una buona madre” (Jill Churchill), recita la citazione scelta. Violante Placido decisa e intensa, incarna quest’aforisma nella docilità di una madre alle prese con la disabilità feroce di un figlio, nella forza di una madre che, come ogni madre, è capace di ogni forma di bene per i propri figli. Nella ricchezza degli stimoli che FEMMINILE SINGOLARE ha voluto consegnare allo spettatore si rende merito a ciascuno dei registi la buona riuscita di ogni singolo frammento dovuto anche alle perfette performance delle attrici.

(www.cinema4stelle.it)