Sezione Interregionaledelle Tre Venezie

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Finale a sorpresa - Official Competition

Regia: Mariano Cohn, Gastón Duprat

INTEPRETI: Penélope Cruz, Antonio Banderas, Oscar Martinez, Irene Escolar, Melina Matthews, Pilar Castro, Manolo Solo, Carlos Hipólito

FOTOGRAFIA: Arnau Valls Colomer

MONTAGGIO: Alberto del Campo

DISTRIBUZIONE: Lucky Red

PAESE: Spagna

DURATA: 114 min.

In concorso alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia del 2021, tra le presentazioni speciali al Festival di Toronto e nella sezione di apertura del Festival di San Sebastian.

FINALE A SORPRESA, il film diretto da Mariano Cohn e Gastón Duprat, vede protagonista Lola Cuevas un'eccentrica e affermata regista a cui è stata commissionata la regia di un film da un imprenditore miliardario megalomane deciso a lasciare il segno nella storia.
L'ambiziosa impresa richiede i più grandi talenti, così Lola scrittura due stelle della recitazione: il divo sciupafemmine di Hollywood, Félix Rivero e il capofila del cinema e del teatro impegnato, Iván Torres. Due attori agli antipodi ma entrambi leggende, con un carisma e un ego ineguagliabili, sono costretti da Lola ad affrontare delle prove esilaranti e originali che li metteranno a dura prova. Riusciranno a superare la loro rivalità per dare vita a un capolavoro?

(www.comingsoon.it)

 

Al centro del racconto una corposa componente meta-cinematografica a metà tra il truffautiano Effetto notte e il fantastico Cassavetes de La sera della prima con cui raccontare il dietro le quinte, là dove si crea la magia: «Lo scopo è di mostrare, attraverso la finzione, come gli attori creano le emozioni. Il pubblico vedrà i meccanismi, le tecniche, le tattiche e le procedure che vengono usate». Gli fa eco Duprat che di FINALE A SORPRESA sottolinea proprio la particolarità della sua componente meta-linguistica capace di andare oltre le colorite vicende produttive per arrivare all’analiticità delle emozioni: «Non c’è nessun film che mostri esattamente i meccanismi a cui ricorrono gli attori per farci piangere, per farci ridere, per creare delle emozioni. Finale a sorpresa indaga proprio su questo rapporto complesso e straordinario».

A detta di Duprat è stata proprio l’unicità della componente meta del racconto di FINALE A SORPRESA ad attirare l’attenzione dei suoi interpreti: «Sono stati sedotti dalla possibilità di realizzare un film in cui potessero parlare del loro mestiere e riflettere su questioni che riguardano questa professione dalla prospettiva di chi la conosce. Finale a sorpresa ruota attorno alle prove che precedono le riprese di un film. Ogni prova funziona in modo quasi autonomo e auto-conclusivo ed è un’affascinante masterclass su come questi tre talentuosi attori creano emozioni con il pubblico». Elementi come il processo di creazione artistica, la competenza professionale, l’ego, il bisogno di prestigio e riconoscimento nella carriera di un’interprete, le differenti scuole di recitazione, tutti scandagliati da FINALE A SORPRESA per un’opera destinata non soltanto a tecnici e addetti ai lavori ma anche al grande pubblico ricco di curiosità e spirito critico.

(www.hotcorn.com)

 

All’inizio ci fa ridere il magnate, un po’ ignorante, che concepisce un’opera d’arte come un modo per farsi promozione, avanzando però capiamo che anche per quei tre addetti ai lavori il cinema e l’arte in generale sono un modo per arrivare ad altro. FINALE A SORPRESA è una commedia potentissima, con un ritmo indemoniato, e quindi i tre sono caricature dei propri ruoli. L’attore con esperienze hollywoodiane, vanitoso, ricchissimo e pieno di sé è la parodia di quello che Banderas stesso è stato in un certo momento della sua carriera; l’attore teatrale è una fenomenale presa in giro di un certo tipo di figura intellettuale che disprezza l’arte commerciale ma sotto sotto desidera con forza un successo vero e non è meno egomaniaco dell’altro; la regista infine è un’esagerazione delle figure intellettuali del cinema, uno stereotipo che tuttavia Penelope Cruz rende vivissimo. È proprio lei la grande leva che manovra il film. Finalmente lontana dai ruoli che le vengono sempre assegnati, al di fuori della propria comfort zone, è una bomba, dominante, sexy, divertente e piena di assurdità che non si fa fatica ad immaginare conosca bene e abbia incontrato più volte nella sua carriera. Recitasse sempre così, con questa forza e questa capacità di sorprendere non avrebbe rivali al mondo.

Se c’è una cosa presa in giro in questo film è l’ordinaria piccineria umana. Tutti vogliono essere qualcosa che non sono, tutti parlano di arte nel senso più alto, tutti hanno desideri e aspirazioni eccezionali, e la comicità viene proprio da come tutto ciò in realtà sia portato avanti per nascondere le finalità più bieche ed egoiste. Un grande film fatto per molti soldi, una grande interpretazione che maschera il desiderio di primeggiare sull’altro attore, la voglia di recitare entrambi i ruoli, la possibilità finalmente di avere un tipo di riconoscimento che manca. Cohn e Duprat hanno girato diversi film sul mondo dell’arte, sul mondo che gira intorno alla produzione artistica, su come tutto si regga su una patina di parole, concetti astratti e palloni gonfiati. Sono cinici e disillusi eppure realizzano film di eccezionale fattura, opere d’arte (le loro) per davvero. Lo si vede bene in questo che è il primo film ad un budget maggiore e con attori importanti a cui potrebbero delegare il lavoro comico e invece continuano a scrivere e girare scene in cui l’umorismo passa per la recitazione tanto quanto per gli oggetti o le scenografie o anche il sonoro.

(www.wired.it)

 

Pur essendo un film che critica il cinema, o meglio le sue spinte più estreme, i suoi tic, le sue nevrosi e i suoi clichè, FINALE A SORPRESA rimane un’opera smaccatamente e volutamente cinematografica. Curata nei minimi dettagli, la fotografia è netta e pulita, ferma, comunicativa e simbolica. Il suono cristallino segue l’andamento della narrazione, si diverte a giocare con il pubblico. I dialoghi sono fitti in alcune scene, praticamente inesistenti in altri. Il ritmo è scandito, i salti di atmosfera frequenti. Sembra che questo film voglia dirci “guardate questi clown che cercano di portare avanti le loro istanze, le loro velleità ridicole ignorando tutto quello che hanno intorno, dimenticandosi della realtà” ma senza mai dimenticare a sua volta di essere anch’esso un prodotto audiovisivo, tecnicamente pulito, curatissimo.

(www.dituttounpop.it)