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Schede dei film

Elenco schede film

Generazione low cost

Regia: Julie Lecoustre, Emmanuel Marre

INTEPRETI: Adèle Exarchopoulos, Mara Taquin, Alexandre Perrier, Arthur Egloff

SCENEGGIATURA: Julie Lecoustre, Emmanuel Marre

MONTAGGIO: Nicolas Rumpl

DISTRIBUZIONE: I Wonder Pictures

PAESE: Belgio, Francia, 2021

DURATA: 110 min.

Presentato in concorso alla Settimana della Critica del Festival di Cannes 2021 e alla 39esima edizione del Torino Film Festival.

GENERAZIONE LOW COST, film diretto da Julie Lecoustre e Emmanuel Marre, racconta la storia di Cassandre una giovane assistente di volo che lavora per una compagnia aerea low cost. Nota su Tinder con il soprannome "Carpe Diem", Cassandre ama vivere alla giornata, senza preoccuparsi troppo, e ancora di più adora divertirsi. Peccato che questa sua vita in apparenza piena, impegnata e frenetica, non sia altro che un'esistenza vuota e priva di ogni singolo legame, che la costringe a spostarsi di continuo senza mai restare troppo tempo in un posto. Mentre vende articoli durante i voli, Cassandre sogna di poter lavorare un giorno per una compagnia più importante e di livello superiore, ma nel frattempo non arretra di un passo e continua a vivere la sua caotica routine. Un giorno, però, la ragazza perde il volo e per la prima volta si ritrova ferma in un posto più a lungo di quanto abbia mai fatto negli ultimi anni. Questo imprevisto la mette di fronte al mondo, quello dove lei non ha costruito legami, alle sue origini e a un evento passato, che non ha mai superato.

 (www.comingsoon.it)

 

GENERAZIONE LOW COST film ha incantato all’ultima edizione del Festival di Cannes dove era in concorso alla Semaine de la Critique. Il titolo originale , Zero Fuck Given, diretto dalla coppia di registi Julie Lecoustre e Emmanuel Marre, racconta la vita di Cassandre, una giovane hostess che lavora per una compagnia aerea low cost. Feste, divertimento, una vita in scalo tra un volo e l’altro, senza troppe responsabilità e curandosi poco del futuro. Cassandre sembra soddisfatta della sua vita frenetica scandita dai viaggi, finché un imprevisto non la costringe a tornare a casa e fare i conti con nodi irrisolti e mai realmente affrontati. Adèle Exarchopoulos – protagonista della Palma d’Oro La Vita di Adele per cui ha vinto il César come migliore promessa del cinema francese – torna sul grande schermo nei panni di una giovane donna che rappresenta un’intera generazione in cerca del suo posto nel mondo.

Il film getta uno sguardo freddo e clinico all’interno delle intense procedure di lavoro di Cassandre. Lei e molte altre (prevalentemente) donne vengono preparate per diventare manager di volo. Un’inquadratura statica di quattro minuti ci mostra ciascuno di loro guardare direttamente nella telecamera, recitare un saluto ai propri passeggeri e poi fissarli, sorridendo per 30 secondi ininterrotti. Se alcune di queste performance vengono considerate scadenti, ricevono un commento critico dal loro manager invisibile. L’insensibilità che Cassandra dimostra nei confronti un viaggiatore che porta un bagaglio a mano troppo grande infastidisce lo spettatore ma allo stesso tempo riflette la stessa l’insensibilità che l’industria aerea riserva a Cassandra. La personalità non tra le qualità più apprezzate: “Posso essere più bionda se questo può far felici i clienti”, dice Cassandra a un potenziale manager in una videochiamata, senza battere ciglio. Gli assistenti di volo sono una razza relativamente trascurata quando si tratta di essere interpretati nei film. Hanno il compito spesso ingrato di avere a che fare con il grande pubblico dopo/durante la parte meno affascinante della loro vacanza o viaggio di lavoro. In un ambiente sociale sempre più ostile, aggravato solo dalla pandemia, sono state spesso vittime di aggressioni verbali.

La mancanza di un obiettivo nella vita di Cassandra è un sintomo dell’efficienza spietata che si impone ai lavoratori. GENERAZIONE LOW COST si svolge in modo frastagliato e senza fretta e racconta di una generazione di giovani che spesso trovano nel lavoro un modo per riempire il silenzio delle disillusioni.

(www.thespot.news)

 

(…) A tratti GENERAZIONE LOW COST sembra prendere la direzione di un film dei Dardenne, o, addirittura, di un film alla Ken Loach, per come pare volere denunciare le condizioni lavorative dei dipendenti di queste compagnie low cost. C'è un momento, ben preciso, nel quale il film sembra andare in questa direzione: è quando entrano in scena i sindacalisti. È una scena già vista in film dove si parla di nuove forme di lavoro: i sindacalisti provano a dire che i lavoratori hanno dei diritti, che devono lottare per farli rispettare, ma loro sembrano non curarsene, non capire, non reagire. Ricordate Valerio Mastandrea in Tutta la vita davanti? "Non ho proprio tempo di fare la rivoluzione" dice una delle hostess. È una frase simbolo di una generazione.

Eppure, proprio mentre sembra andare in una direzione precisa, GENERAZIONE LOW COST, all'improvviso, svolta e ne prende un'altra. Come in quei cambi di rotta e di turno che capitano alle protagoniste del film. Che si addentra nei drammi personali di Cassandre, che ha appena perso la madre in un incidente. Il film racconta anche questo fatto in linea con tutto il resto che ha raccontato finora: non con scene madri, ma con una semplice telefonata a un call center in cui Cassandre non può cambiare il proprio piano telefonico perché le scheda è intestata alla madre. È un piccolo episodio, ma che riesce in poco tempo a far capire lo spaesamento della protagonista. Così come procede spaesato il film. È un film che a volte stupisce piazzando, in colonna sonora, un brano di Vangelis. GENERAZIONE LOW COST è così, e probabilmente è così perché deve rappresentare una generazione precaria.

A tenerci incollati a un film fortemente imperfetto, ma vitale, è proprio lei, Adèle Exarchopoulos, che regala al film molta verità, aderenza al ruolo e quel modo un po' distratto e incurante di portare la sua bellezza. A volte sembra non rendersene conto, sembra non volerla valorizzare. Ma il suo corpo e il suo volto, ogni volta che appare sullo schermo, rimangono impressi. Il rossetto rosso decora - e in qualche modo ingabbia, stilizza - le sue labbra carnose, e rende più adulto e serioso quel suo volto particolarissimo, che ha ancora un certo che di infantile. È ancora una ragazza in divenire, in un suo personale romanzo di formazione, come ne La vita di Adele. Uscirete dalla sala in sintonia con lei, imbronciati, ma con un senso di speranza.

(www.movieplayer.it)