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I Molti Santi del New Jersey

Regia: Alan Taylor

INTERPRETI: Michael Gandolfini, Vera Farmiga, Alessandro Nivola, Jon Bernthal

SCENEGGIATURA: David Chase, Lawrence Konner

FOTOGRAFIA: Kramer Morgenthau

MONTAGGIO: Christopher Tellefsen

DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Pictures Italia

NAZIONALITÀ: Usa, 2021

DURATA: 120 min.

I MOLTI SANTI DEL NEW JERSEY è ambientato negli anni Sessanta, nell'epoca delle rivolte di Newark e dei violenti scontri tra italo-americani e afro-americani e soprattutto tra le rispettive gang. Il film ripercorre la storia di Tony Soprano, incentrandosi soprattutto sulla sua giovinezza e sugli anni di formazione e raccontando come il suo mentore, Dickie Moltisanti, lo abbia foggiato nel mondo del crimine organizzato. La giovinezza di Tony coincide proprio con il momento in cui i gangster rivali si ribellano al boss DiMeo e alla sua famiglia.

Dickie è coinvolto in prima persona in queste insurrezioni e sarà un vero esempio per Tony, perché capace di gestire più situazioni in contemporanea senza mai dimenticare le responsabilità legate alla sfera personale. L'ascendete che ha Dickie sul giovane Tony porteranno quest'ultimo a plasmarsi da giovane inesperto nel noto boss mafioso. Un'educazione criminale che gli ha permesso di ascendere fino alla conquista di un ruolo di rilievo e del potere.

(www.comingsoon.it)

Prequel della serie I Soprano, I MOLTI SANTI DEL NEW JERSEY è un gangster movie che racconta mafiosi italoamericani dalla vita piccolo borghese, travolta dal mondo che cambia intorno a loro. Siamo naturalmente dalle parti di Quei bravi ragazzi di Scorsese, evocato anche da Ray Liotta tra i protagonisti, ma il periodo coperto dal racconto è più ridotto - tra fine anni Sessanta e inizio anni Settanta - e il registro è meno iperbolico. C'è una gran colonna sonora di brani del tempo, ma non c'è il ritmo scatenato di Scorsese perché, come già nei Soprano, lo sguardo di David Chase sulla mafia è rivolto soprattutto alla famiglia, alle interiorità dei personaggi e alla comunità che si forma tra loro.

I MOLTI SANTI DEL NEW JERSEY è uno studio linguistico e antropologico sul mondo che ha preceduto i Soprano: ne contiene in luce gli elementi e pure molti protagonisti ancora giovani, ma li mostra nel loro "momento di gloria", quando erano eleganti e sfacciati di fronte alla legge. Si tratta del resto del periodo che nella serie veniva rimpianto come una sorta di età dell'oro e non a caso questi sono anche gli anni della formazione di Anthony, poi più noto come Tony, che assiste alle esplosioni di violenza del padre Johnny, alla madre bisognosa di cure che rifiuta di considerare, e alla prima crisi di un mondo che gli sembrava intramontabile. Johnny finisce in galera, Hollywood Dick pure esce di scena e, verso la fine del film, aumentano le sparatorie e i morti. Inoltre il quartiere di Newark dove vivono inizia a cambiare volto con il diffondersi della comunità afroamericana. Che ovviamente, sulla scia di quello che hanno fatto gli italiani e altre etnie prima di loro, vanta intraprendenti individui decisi a uscire dalla povertà con la criminalità.

Il film non è interessante solo in quanto prequel, anzi si regge benissimo sulle proprie gambe e nella parabola di Dickie, che crede di essere migliore e dei suoi compari rozzi e razzisti, ma non riesce a uscire dalla loro ombra, non c'è solo il crepuscolo di un'era che contiene i semi della propria fine. C'è la tragedia umanissima della difficoltà di sfuggire a quello che siamo, a come siamo stati forgiati.

Nei passaggi più originali del film, Dickie cerca di redimere una violenza commessa visitando e portando conforto allo zio in carcere, che sembra dotato di una saggezza tanto sopra le righe da dare un tono quasi onirico a queste sequenze. Non c'è dunque una psicanalista come Jennifer Melfi a mettere Dickie di fronte a se stesso, ma c'è una figura fantasmatica dalla filosofia zen e dalla passione per il jazz, musica nera per eccellenza. La presenza degli afroamericani, dove Harold è quasi un coprotagonista, è poi un forte elemento di differenza rispetto a I Soprano e allarga il film a riflessioni sulla società e il suo trattamento delle minoranze etniche, mettendone due a confronto in periodi diversi della loro parabola. I fan andranno in solluchero per Livia interpretata da Vera Farmiga, per lo zio Junior con le fattezze di Corey Stoll, così come per le versioni più giovani del terzetto di aiutanti di Tony: Silvio Dante, Pussy Bompensiero e Paulie.

Ha poi un fascino tutto suo il giovane Michael Gandolfini nel ruolo che fu di suo padre James, che rivive letteralmente nella carne del figlio come in una sorta di trasmigrazione. Chase e il suo regista Alan Taylor riescono però ad andare oltre il fan service raccontando un protagonista che nei Soprano veniva solo nominato e il cui arco narrativo è compiuto e dolente a un livello profondo, dal valore universale.

(www.mymovies.it)

(…) È proprio Moltisanti il protagonista assoluto del prequel di una delle serie tv più amate e premiate di sempre: zio del futuro e iconico boss Tony Soprano che nel film vediamo prima bambino paffutello e imbranato e poi adolescente che già rivela i tratti del leader e la tendenza alla violenza prendendo come modello proprio lo zio Dickie. Il giovane Soprano è interpretato dal 22enne Michael Gandolfini, figlio del compianto James, vincitore di un Golden Globe e di tre Emmy, la cui performance ne I Soprano rimarrà negli annali delle serie tv. Il figlio, impressionante per la somiglianza fisica con il padre, rende così un commovente omaggio al genitore e al suo personaggio.

I MOLTI SANTI DEL NEW JERSEY rientra ovviamente nel genere gangster con le classiche dinamiche delle guerre tra clan, delitti truculenti, tradimenti tra associati, vendette e questioni d’onore, e Dickie Moltisanti, cognome che ironicamente dà il titolo al film, è il tipico gangster che non si fa scrupoli ad ammazzare chi gli manca di rispetto, anche per una parola sbagliata, anche se si tratta di una persona cara. La voce di Christopher Moltisanti, uno dei personaggi principali della serie, che parla dall’aldilà (viene infatti ucciso dallo zio Tony Soprano) e che apparirà in una scena da neonato, racconta le vicende di Dickie e anche del suo stretto rapporto con il nipote Tony Soprano che vorrebbe diventare un giocatore di football ma inconsapevolmente prenderà la strada della criminalità come lo zio.

Gli aspetti che sicuramente gli appassionati dei I Soprano apprezzeranno nel film sono le atmosfere e i riferimenti non forzati a molti personaggi della serie: Alan Taylor, che ha diretto il film da una sceneggiatura del creatore della serie David Chase e Lawrence Konner, delinea aspetti dei caratteri che nello show sono ovviamente più definiti: a partire dal già citato Tony Soprano che da subito manifesta una predisposizione alla criminalità ma anche un’attenzione alla salute mentale (la serie comincia con lui che decide di farsi seguire da un’analista per i suoi attacchi di panico), come quando si preoccupa della evidente depressione della madre Livia consigliandole di prendere degli antidepressivi. Oltre alla signora Soprano vediamo la sorella di Tony Janice, una giovanissima Carmela che diventerà la moglie di Tony, Silvio Dante, Paulie Walnuts  e Junior Soprano.

I MOLTI SANTI DEL NEW JERSEY arriva al cinema 14 anni dopo la fine de I Soprano, segno che si tratta di una serie fondamentale nella storia della tv che non conosce tempo, occasione per un rewatch o per una prima visione.

(www.cinematographe.it)