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Il gatto con gli stivali 2 - L’ultimo desiderio

Regia: Joel Crawford

INTERPRETI : Joel Crawford, Antonio Banderas, Florence Pugh, Olivia Colman, Samson Kayo, Harvey Guillen,

John Mulaney

PAESE: USA,2022

DURATA: 100 min.

DISTRIBUZIONE: Universal Pictures

SCENEGGIATURA: Paul Fisher

MONTAGGIO: James Ryan

MUSICHE: Heitor Pereira

PRESENTAZIONE E CRITICA

IL GATTO CON GLI STIVALI 2: L'ULTIMO DESIDERIO è il secondo capitolo di una serie che nasce come spin-off di Shrek e che vede come protagonista, come si può facilmente intuire dal titolo, Il Gatto con gli Stivali, conosciuto dal grande pubblico in Shrek 2. Ritroviamo, nel doppiaggio originale, alcuni degli attori che hanno prestato la voce nel capitolo precedente come ovviamente Antonio Banderas (Gatto) ma anche Salma Hayek (nel ruolo di Kitty) e nuove voci come quella di Olivia Colman (Mamma Orso), Florence Pugh (Riccioli d'Oro) e Wagner Moura nel ruolo del Grande lupo cattivo.

In questa nuova avventura Gatto improvvisamente realizza che gli è rimasta l'ultima delle sue nove vite, quindi la prossima volta che morirà sarà quella definitiva, proprio quando il Grande Lupo Cattivo gli dà la caccia per ucciderlo. Decide così di mettersi sulle tracce della leggendaria Stella dei Desideri attraverso la quale potrà esprimere il desiderio di riavere indietro le vite perse. Non sarà però solo in questo viaggio avventuroso, tra nuovi amici, vecchie conoscenze e altri personaggi che mirano ad ottenere per primi il tanto desiderato obiettivo finale, Gatto dovrà affrontare molti pericoli e, soprattutto, dovrà imparare a fidarsi degli amici e a fare gioco di squadra.

Sicuramente una nota positiva di questo secondo capitolo, rispetto al primo, è l'evoluzione del personaggio principale. Viene esplorato il lato più umano e intimo di Gatto, che deve confrontarsi con le proprie paure e i propri conflitti interiori, deve imparare a conoscere meglio se stesso per potersi migliorare, tutto ciò rende il personaggio meno macchiettistico e più a tutto tondo. Altro punto a favore è sicuramente l'introduzione dei nuovi personaggi, sia dalla parte dei cattivi che di quella dei buoni, oltre al ritorno dell'interesse amoroso di Gatto, Kitty/Zampe di velluto. Tutti contribuiscono a rendere la storia più divertente ed interessante.

La DreamWorks offre come sempre uno spettacolo visivo molto interessante, con scene corali ben orchestrate e mondi nuovi tutti da esplorare, oltre a ciò, questa volta, cerca anche di sperimentare ed osare un po’ di più, utilizzando, in alcune scene, una tecnica di disegno più tradizionale, che ricorda i cartoni di un tempo, con sequenze più pittoriche e artigianali, che ben si sposano con il resto della pellicola e rendono il prodotto finale sicuramente più interessante. Spesso i secondi capitoli sono un po’ più deboli dei primi, ma non è questo il caso perché la pellicola è divertente ed interessante, sia per i più piccolini ma anche per i più grandi.

(www.movietele.it)

IL GATTO CON GI STIVALI 2 - L'ULTIMO DESIDERIO, un decennio dopo il primo spin-off su uno dei personaggi più divertenti di Shrek (nonché uno dei personaggi più noti delle favole popolari) compie parecchi atti temerari.

Il primo è quello di arricchire l'animazione computerizzata di elementi pittorici e richiami alle favole illustrate secondo tecniche di disegno tradizionali, abbinando questa cura formale, che restituisce in parte la magia del "fatto a mano", alla velocità frenetica cui il regista Joel Crawford ci ha abituato con I Croods. La seconda è affrontare di petto il tema della mortalità, della quale il Lupo Cattivo è un'incarnazione davvero spaventosa (tanto che per gli under 6 va spesa una parola di cautela). Se nelle fiabe tradizionali il confronto con la morte era frequente (e terapeutico), in quelle contemporanee sembra essere stato eliminato in favore dell'illusione di un'immortalità da supereroe.

Il Gatto invece dovrà scoprire che una vita sola può bastare, e che bisogna usarla bene, accantonando quella tracotanza che ha reso celebre il suo personaggio nella versione DreamWorks. Antonio Banderas doppia di nuovo se stesso nel ruolo (peccato che il suo italiano sia ormai quasi privo di accento spagnolo!), e il lavoro di adattamento dei dialoghi è strepitoso, con una scelta dei termini (uno per tutti: "gatto da grembo") azzeccatissima. Questa è in assoluto la maggiore virtù di IL GATTO CON GI STIVALI 2: far ridere di gusto, anche grazie a insolite scelte di doppiaggio che comprendono l'incongruente (ma spassosa) inflessione dialettale di Riccioli d'Oro e i tre Orsi.

I cinefili noteranno i numerosi richiami alla regia di Sergio Leone, con tanto di "triello" (moltiplicato per più di tre personaggi), e alle partiture da spaghetti western di Ennio Morricone, con tanto di utilizzo evocativo del fischio (il compositore qui è il brasiliano Heitor Pereira), ma ci sono anche i riferimenti allo Zorro di Banderas o ai Pinocchio del passato. In buona sostanza IL GATTO CON GI STIVALI 2 è un sequel coraggioso e creativo che aggiunge cura formale, scelte interpretative inaspettate e una morale parafilosofica al suo predecessore, spingendolo un bel passo più avanti.

(www.mymovies.it)

(…) Con scene d’azione molto divertenti soprattutto dal punto di vista visivo e grazie a una grafica nettamente migliorata rispetto al capitolo precedente, IL GATTO CON GLI STIVALI 2: L’ULTIMO DESIDERIO è un sequel perfettamente riuscito. Il film di animazione della Dreamwork riassume all’interno molti temi importanti tra cui il rapporto di ognuno di noi con la morte e il fatto che, a volte, tutto quello che desideriamo è davanti ai nostri occhi.

Più cupo nei toni rispetto al suo predecessore ma in ogni caso estremamente divertente, la pellicola mette lo spettatore davanti a una profonda riflessione riguardo a ciò che è davvero importante nella vita: i legami familiari e le amicizie. L’introduzione del piccolo Perrito impreziosisce maggiormente tutto il contesto, la sua dolcezza conquisterà tutti. Come negli altri film della DreamWorks, anche qui la narrazione è piena di rimandi al mondo delle favole classiche e sono presenti molti easter eggs, citazioni ed omaggi. Dal punto di vista grafico, l’unione di alcune scene in 3D ed altre in 2D, specialmente nelle scene di combattimento, è una scommessa vinta.

La pellicola, in alcune scene di azione, rimanda molto a un classico Western di Sergio Leone come ammesso ai nostri microfoni dal regista Joel Crawford: «Ho sempre amato i western, sin da bambino, ma il mondo di Leone era completamente diverso. Credo di avere visto per primo per Per un pugno di dollari e questa versione potenziata dei film che già amavo mi ha affascinato, credo siano stati per me i primi supereroi, perché erano in qualche modo indistruttibili. E poi, le colonne sonore di Ennio Morricone erano insuperabili».

(www.ciakmagazine.it)