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Il sesso degli angeli

Regia: Leonardo Pieraccioni

INTEPRETI: Leonardo Pieraccioni, Sabrina Ferilli, Marcello Fonte, Gabriela Giovanardi, Eva Moore, Maitè Yanes, Valentina Pegorer, Giulia Perulli, Massimo Ceccherini, Massimiliano Vado, Bruno Santini, Fabien Lucciarini

SCENEGGIATURA: Leonardo Pieraccioni, Filippo Bologna

FOTOGRAFIA: Fabrizio Lucci

MONTAGGIO: Patrizio Marone

MUSICHE: Gianluca Sibaldi

DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

PAESE: Italia

DURATA:  91 min.

IL SESSO DEGLI ANGELI, film diretto da Leonardo Pieraccioni, segue le vicende di Don Simone un prete di frontiera che dà messa in una piccola cappella in difficoltà. Il sacerdote non sa come invogliare i ragazzi a frequentare la comunità cristiana, perché troppo presi dal mondo dei social. Un giorno Don Simone riceve la notizia della dipartita di un suo zio un po' sui generis, che viveva in Svizzera. Il parente gli ha lasciato in eredità un'attività molto redditizia proprio a Lugano e il prete, fiducioso di poter aiutare la sua comunità con il denaro guadagnato, si precipita in Svizzera. Giunto sul posto, scopre che l'attività molto fruttuosa è un bordello, governato dalla maitresse Lena. Amareggiato, vede il sogno di ravvivare il suo oratorio e mettere a posto la sua chiesa andare in fumo. Cosa sceglierà di fare Don Simone? Seguirà il consiglio dello zio, che ha sempre dubitato della sua fede cristiana? Arriverà in suo soccorso una persona, che farà chiarezza nella sua mente confusa e piena di domande senza risposta.

(www.comingsoon.it)

(…) Il regista toscano mostra, con estrema ironia, come il mestiere più antico del mondo sia in realtà richiesto da un parterre di pubblico molto variegato, dallo studentello in cerca di avventure proibite all'uomo d'affari che spende quasi ogni sera il suo gettone di presenza. Per tre quarti d'opera si tende a pensare che Pieraccioni voglia in qualche modo tirare le orecchie a decenni di politica italiana bigotta e insensibile sul tema, ancora incapace ad accettare e legalizzare business di questo tipo - che nella realtà si svolgono nel massimo rispetto delle regole, anche sanitarie ovviamente. Sul finale però il tono cambia e si torna su frequenze più democristiane, se ci passate il termine. È vero che la commedia può essere un'arma più affilata della spada, quando si tratta di criticare o denunciare (Mario Monicelli avrebbe potuto dirci qualcosa di spessore, a riguardo), il principale obiettivo di Leonardo Pieraccioni però è di farci divertire, il pensare è eventualmente un accessorio facoltativo, che spetta a ognuno di noi.

Qualche sfumatura critica si può intuire ne IL SESSO DEGLI ANGELI, parliamo in ogni caso di un'opera leggera, utile a farci passare 90 minuti in allegria, che il mondo è già pesante di suo al di fuori della sala. L'autore toscano è ovviamente maestro in questo e sul fronte del ritmo non ne sbaglia una, si arriva alla fine in un batter d'occhio anche grazie alla simpatia delle ragazze protagoniste e delle spalle comiche ben selezionate. Come tradizione, torna accanto a Pieraccioni anche Massimo Ceccherini, questa volta negli sboccati abiti del defunto zio Waldemaro, che persino dall'aldilà (sotto forma di sogno, proiezione, incubo) è in grado di rivoltare come un calzino il linguaggio e la linearità dell'intero film. A molti apparirà caricaturale, a noi però è sembrato un innesto funzionale, una scossa elettrica dal corretto voltaggio.

(www.cinema.everyeye.it)

 Il titolo, partendo da un contesto ecclesiastico divertente e fonte di affidabili gag, parla di prostituzione in modo per nulla dozzinale, anzi, fornendo degli interessanti spunti di riflessione. L’argomento, per come viene posto all’interno de IL SESSO DEGLI ANGELI, è affrontato con maturità, serietà e anche con un certo progressismo, andando contro tutto quel filone di commedie pecorecce che ne parlano in maniera scabrosa, senza peli sulla lingua, ma al solo scopo di far divertire sfruttando elementi sessualmente espliciti. Da questo punto di vista, il film di Pieraccioni si pone elegantemente, da un lato senza fare critiche sterili, dall’altro senza scadere nella volgarità facile e becera.

L’incontro tra l’universo sessuale del bordello di Svizzera con il piccolo mondo austero e religioso di don Simone oltre a vivere di contrasti che garantiscono una costruzione di battute sempre diverse, forniscono anche un altro argomento importante di confronto. L’amore (in questo caso per Dio), probabilmente la tematica onnipresente nella filmografia del comico fiorentino, cambia forma e aspetto, diventa più maturo, consapevole, rigido per certi versi, posto in tentazione da un gruppo di donne che invece incarnano la passione sfrenata e inconsapevole che invece era più presente nei primi titoli dell’autore. Con tutto questo sostrato riflessivo, il lungometraggio ha richiesto un cast che sapesse reggere adeguatamente il tema della prostituzione e della sessualità senza che questo diventasse una mera macchietta all’interno dell’opera. Oltre allo stesso Pieraccioni, convincente dall’inizio alla fine in quanto la sua interpretazione di un parroco svela delle inedite prospettive autobiografiche, la vera sorpresa è rintracciabile in Marcello Fonte. L’attore, che ha ottenuto la sua popolarità per la sua incredibile performance attoriale in Dogman di Garrone, questa volta indossa delle vesti insolite che all’inizio sono effettivamente stranianti.

(www.cinematographe.it)

(…) Un soggetto che avrebbe potuto portare Pieraccioni a scegliere le strade più facili; quelle del doppio senso, della volgarità gratuita, della battuta da cinepanettone di antica memoria. Eppure Pieraccioni riesce a evitare tutto questo gestendo con una certa sicurezza una sceneggiatura tutto sommato credibile e accettabile che riesce a tenere il passo. La prima mezz’ora è quella dell’equivoco e delle risate. Poi, una volta scoperta la verità, don Simone scivolerà lentamente in una crisi personale con tanto di dubbi in agguato dietro gli angoli. Se ne Il ciclone era un gruppo di ballerine di flamenco che turbava la vita familiare di un casolare di campagna, ne IL SESSO DEGLI ANGELI è un parroco di provincia a "entrare" nel quotidiano di un bordello di classe alterandone il ritmo peccaminoso.

Sarebbe troppo facile accanirsi contro gli autori invocando una "profondità" che neppure Pieraccioni andava cercando. Piuttosto va detto che Pieraccioni coraggiosamente abbandona le strade facili che ne hanno fatto un vincente del box office. A 57 anni era forse il momento di complicarsi la vita (o meglio la carriera) azzardando la ricerca di una sincerità che negli ultimi film si era un po’ persa. L’autore Pieraccioni ha forse obbligato il regista Pieraccioni a fare un passo in avanti pur ponderandone i rischi. Anche per questo IL SESSO DEGLI ANGELI è un film da difendere. Per anni i benpensanti si sono lamentati dell’eccessiva quantità di parolacce nelle commedie italiane. Pieraccioni riesce persino ad evitare le parolacce per cercare la risata facile. Impresa quasi impossibile, eppure raggiunta. Ah…nel film c’è anche Sabrina Ferilli... che fa la Ferilli, presenza sexy e conturbante nel ruolo della tenutaria della casa di appuntamenti. Sì è vero, ha ragione Pieraccioni; questo film non andrà a Cannes e non vincerà nessun David di Donatello, ma probabilmente vincerà ancora una volta la stima e l’affetto del pubblico. Anche di chi forse aveva perso l’abitudine al suo cinema. E forse questo è il premio più bello per Pieraccioni. Sicuramente ne terrà conto nella nuova fase della sua carriera che è appena iniziata. Anche di chi si è commosso alla prima proiezione del film.

(www.lanazione.it)