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Incroci sentimentali

Regia: Claire Denis

INTERPRETI: Juliette Binoche, Vincent Lindon, Grégoire Colin, Mati Diop, Bulle Ogier, Issa Perica

SCENEGGIATURA: Claire Denis, Christine Angot

FOTOGRAFIA: Eric Gautier

MONTAGGIO: Emmanuelle Pencalet

DISTRIBUZIONE: Europicture

NAZIONALITÀ: Francia

DURATA: 116 min.

Festival di Berlino 2022 - Premio Orso d'argento per il miglior regista a Claire Denis

PRESENTAZIONE E CRITICA

Sara e Jean rientrano nel loro appartamento di Parigi dopo una vacanza al mare. Insieme da un decennio dopo aver entrambi vissuto vite precedenti sono una coppia solida, la cui intesa è totale e il rapporto molto tenero. Lei è una giornalista radiofonica, lui un ex-giocatore di rugby che ha passato del tempo in carcere. Un giorno per strada Sara intravede il suo ex, François, attraverso il quale ha conosciuto Jean. Subito dopo, François propone a Jean un'opportunità di lavoro insieme, e diventa così una presenza invisibile e pervasiva nella vita della coppia.

Fenomenale maestra del cinema europeo, Claire Denis torna con un film tra i più radicati nell'intimità domestica in tutta la sua filmografia, solitamente costruita piuttosto sulla tensione tra l'esotico e il familiare. Imbrigliata dalle circostanze produttive durante la pandemia, Denis prende possesso di una relazione e di un piccolo appartamento parigino per farlo deflagrare dall'interno, assieme a due attori enormi che la conoscono bene. La conosce bene anche Christine Angot, che qui adatta uno dei suoi romanzi assieme alla regista, dopo aver già lavorato con lei su L'amore secondo Isabelle.

La semplicità lineare della storia - sulla carta il più tradizionale dei "lui, lei, l'altro" - non tragga in inganno, perché INCROCI SENTIMENTALI coglie di sorpresa a ogni sua curva, e la psicologia dei personaggi diventa un labirinto di doppiezza e perversione. Tutto inizia da un'acqua cristallina e corpi in armonia, perché quello tra Sara e Jean è un "discorso amoroso" del tutto sano, ancora in divenire, e Denis ci tiene a mettere in chiaro che in questa relazione non c'è banalmente del marcio in attesa soltanto di essere svelato.  Lo stacco successivo, sulla fine di una vacanza e il rientro a casa parigino, è il preludio alla costruzione di un'atmosfera di magistrale disagio e sottile angoscia, che precede perfino l'ingresso della figura sfuggente e spettrale di François. Ben prima di mettere in crisi i suoi personaggi, Claire Denis dipinge qualcosa di profondamente autentico in un particolare luogo e un particolare tempo. È una Parigi che ha assorbito la pandemia, in cui si percepisce una pesantezza aggiunta, e le notizie preoccupanti dal mondo si infiltrano attraverso il lavoro in radio di Sara. Uno dei temi del film è quello dell'"arma a doppio taglio", che torna nella canzone omonima dei Tindersticks nei titoli di coda, a suggellare un'ottima colonna sonora.

Doppio taglio come quello che farà male sia a Sara che a Jean, come quello che ferisce loro stessi, e come l'esperienza di una Parigi minacciosa, piena di disturbi sensoriali, ma in cui questa coppia ha comunque trovato un equilibrio. Perfino l'appartamento in cui si svolge la gran parte del film rispecchia questo motivo; bello per gli standard del posto, ma dagli spazi limitati. Accogliente, ma ruvido con il suo cemento esposto. Aperto e privo di pareti, ma giocato sullo spartiacque del terrazzo, vero campo di battaglia e di re-incontro che delimita i territori di coppia.

(www.mymovies.it)

In aperta antitesi con il romanticismo edulcorato ma soprattutto la nuova egemonia del puritanesimo in un cinema sempre più terrorizzato dal politicamente corretto, Claire Denis sceglie ancora l’autenticità cruda dei corpi, della passione amorosa raccontata senza escamotage, come un conturbante tranche de vie.

Il Cinema torna così una spia nella casa dell’amore, un occhio discreto che scruta negli interni, le stanze chiuse, raccontando l’attaccamento, forse la perfino la dipendenza emotiva e fisica di due esseri umani, la loro crisi, l’esplosione della rabbia e della gelosia, così come lo smarrimento della protagonista, interpretata dalla solita, incredibile Juliette Binoche.Claire Denis e la sua protagonista ci portano così al cuore di un dramma umano raccontato con straordinario realismo, senza monologhi interiori, narratori onniscienti o verità rivelate, che restano forse sconosciute allo spettatore come agli stessi protagonisti.

Siamo esattamente al polo opposto di un film come Don’t worry darling, dove la passione amorosa non è che una coreografia sul grande schermo, mentre i protagonisti Olivia Pugh e Harry Styles restano sempre rigorosamente vestiti. Di contro, qui Vincent Lindon e Juliette Binoche non hanno alcuna remora di mostrare ogni piega della carne.

Corpi non più giovani, forse imperfetti se confrontati agli standard della Società dell’immagine, eppure in grado di scuotere intensamente lo spettatore proprio in virtù dell’insolita, inaspettata verità di quelle lunghe sequenze d’amore, raccontate senza stacchi, senza censure. Claire Denis firma così un film incredibilmente essenziale, minimale, girato quasi esclusivamente in interni, capace di esaltare al massimo ogni sguardo, ogni silenzio, ogni dettaglio infinitesimale della grandissima interpretazione di questi tre attori, impegnati a riscrivere in modo assolutamente unico e personale il copione del dramma della gelosia.

Se amate la verità delle emozioni al cinema, l’immagine e la parola più che i mirabolanti effetti speciali, allora non potete assolutamente perdervi INCROCI SENTIMENTALI.

(www.lascimmiapensa.com)