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La California

Regia: Cinzia Bomoll

INTERPRETI: Giulia e Silvia Provvedi, Alfredo Castro, Paola Lavini, Andrea Roncato, Stefano Fregni, Piera Degli Esposti, Riccardo Frascari, Eleonora Giovanardi, Orfeo Orlando, Stefano Pesce

SCENEGGIATURA: Cinzia Bomoll, Piera Degli Esposti, Christian Poli

FOTOGRAFIA: Maura Morales Bergmann

DISTRIBUZIONE: Officine UBU

NAZIONALITÀ: Italia,Cile 2022

DURATA: 100 min.

Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2022 nella sezione Freestyle

PRESENTAZIONE E CRITICA

La California, Modena, Italia. Sì, La California, con l'articolo davanti: non si tratta di un refuso, ma di una località sita in piena Emilia. Per dirla con Piera Degli Esposti, qui voce narrante alla propria ultima corsa (e anche sceneggiatrice insieme a Christian Poli e alla regista Cinzia Bomoll), La California è una distesa di campi di grano che arriva fino all'orizzonte, dove non c'è niente, ma dove può succedere di tutto. Effettivamente, in questo film ipercinetico, che inizia con una ragazza che sembra guardarsi allo specchio rivedendo sé stessa morta in una vasca da bagno adagiata in mezzo alla campagna, succede effettivamente di tutto.

Dopo l'incipit appena accennato, ambientato in pieni anni '90, l'orologio del racconto torna indietro fino ai primi '70, quando le due gemelle che ne saranno il fulcro - Alice e Ester - vengono concepite da una coppia di sedicenni: lui un anarchico detto Yuri il punk, e lei Palmira, una compagna con Lenin al collo, il PCI nel cuore, e una carriera alla FGCI bruciata per la loro nascita, a suo dire. Da qui alla fine, gli eventi seguiranno l'ordine cronologico, e i salti temporali in avanti saranno scanditi dai notiziari che segnalano eventi storicamente importanti: la strage di Bologna (1980), il crollo del Muro di Berlino (1989), la discesa in campo di Berlusconi o la morte di Kurt Cobain (1994) (…).

 (www.filmtv.it)

 

La pianura emiliana. Un allevatore di maiali punk e le sue (belle) figlie gemelle. Una mamma un po’ sbilenca. E poi ancora un odioso e viscido industriale della plastica che gira in Miura, due misteriosi e affascinanti esuli cileni, e poi la parrucchiera, e la barista, e i tre avventori sempre seduti fuori, dal bar. Anche quando piove. Una storia di sogni (infranti), di provincia e di sorellanza, di famiglia e d’amore.

Una cosa è indubitabile: a LA CALIFORNIA non mancano né l’originalità, né la voglia di osare qualcosa di insolito e non conforme al panorama, comunque ultimamente più coraggioso del solito, del cinema italiano.

Che LA CALIFORNIA, che poi è l’opera terza da regista di Cinzia Bomoll (anche produttrice, sceneggiatrice, scrittrice e tante altre cose), sia un film obliquo, rispetto a quel panorama e alla sua linea dell’orizzonte, lo dice pure il cast: che se può contare sulla voce narrante di Piera Degli Esposti, schiva nomi noti e inflazionati per mettere assieme Lodo Guenzi e Eleonora Giovanardi, Andrea Roncato e Alfredo Castro (sì, proprio quello di Pablo Larraín), Vito Bicocchi e Nina Zilli, Stefano Pesce e Angela Baraldi. Protagoniste, invece, Le Donatella, al secolo Silvia e Giulia Provvedi, che dopo questo esordio a naso qualcun altro deciderà di utilizzare: magari ancora un po’ acerbe, ma nemmeno troppo, e talentuose e con una presenza scenica notevole.

C’è qualcosa, per forza, nell’aria della provincia emiliana, padana, romagnola, che oltre a caratterizzare i luoghi in maniera inconfondibile, e a dare vita ad atmosfere affascinanti, stimola la creatività. Basti pensare al numero di cantanti, scrittori, poeti e artisti di vario genere che da lì sono arrivati (o lì sono arrivati) per conquistare poi la loro California, il loro resto di un mondo.

Ci prova anche Bomoll, facendo salda leva su quell’immaginario fatto di provincia familiare e universale, innestandosi sopra quel che già esiste da tempo, ed è stato mostrato (pensiamo agli Offlaga Disco Pax, per dirne una) ma che in un certo qual modo è ancora curiosamente inaspettato: maiali e punk, tanto per fare un esempio facile. Il fantasma del PCI e Kurt Cobain. La storia conta, certo. Quella di due gemelle unite, amiche, rivali, sorelle. Quella che lega il loro passato al loro futuro, passando per le crisi e le rotture e le brutture del presente. Una storia che è di sorellanza e di formazione, un thriller e una commedia, una vicenda di rispecchiamenti e di capovolgimenti. Ma, più della storia, in LA CALIFORNIA contano gli sprazzi e gli scorci (fotografati da Maura Morales Bergmann), le battute e le espressioni, gli sguardi e gli episodi, gli screzi e le bevute. Tutti assieme, tutt’altro che slegati, compongono un caleidoscopio di immagini, parole e sensazioni che fanno sentire un calore nella pancia, e parecchia simpatia. Come un bicchiere di rosso del contadino, un tortellino in brodo, l’abbraccio di una sorella, di un nonno, di amico o di un fantasma.

(www.comingsoon.it)

 

La geografia è il più crudele dei saperi. Terre lontane che scopri essere vicine, raggiungibili, fughe che puoi sognare e programmare perché sai esattamente dove sono loro e dove sei tu. Con la geografia fai tutto questo anche da un paese, una frazione, che è persino difficile da trovare nel nulla sterminato dei campi e dei capannoni emiliani. Ester e Alice ci provano. Provano ad usare questa conoscenza assieme a tante altre (i poster di Ian Curtis e Kurt Cobain, "L'ombra del suicidio" di Carlo Bernari e "La campan"a di vetro di Sylvia Plath) per, semplicemente, andare via. In California, naturalmente. Nel doppio del loro piccolo borgo, che è sempre assolato ma ha un oceano di fronte, che è vuoto sì ma puntellato di megalopoli. Da "La California", Modena, in California, USA, sdoppiandosi e abbracciando quel riflesso, tenendo tutto assieme e sempre assieme. Come fanno loro due: Ester, ombrosa, temuta, respingente ma attrattiva (quella che dorme sotto il poster del frontman dei Joy Division); Alice, radiosa, richiesta, accogliente ma refrattiva (quella che dorme sotto il poster del leader dei Nirvana). Sorelle gemelle il cui giuramento si riverbera e si rinnova ad ogni nuova fase della vita - rimanere unite, scappare mano nella mano.

Sono una forza centripeta e centrifuga, Ester e Alice. Si attraggono e si respingono, tenute assieme da un punto cieco che viene continuamente attaccato da tutto quello che gli sta attorno, dal dritto e dal rovescio di quel piccolo mondo un po' cazzaro che è La California, frazione in provincia di Modena: la pianura sterminata che diviene agorafobica, la natura campestre inquinata dagli scarichi, le strade senza fine che portano in nessun luogo; e chi ci sta sotto quel cielo e sopra quella terra, i comunisti dei circoli ora spettatori televisivi, gli imprenditori locali strafatti di coca, i musicisti e i capostazione che non ce l'hanno fatta. Loro due resistono a tutto e a tutti, e quel centro sarà abbattuto soltanto da Pablo, il figlio del cileno compañero. No, nemmeno da lui, ma da un sentimento nuovo: l'amore, quello vero, che significa perdita.

Il nuovo film di Cinzia Bomoll è una questione personale. È cresciuta in quei luoghi, parla in quel modo, ci è tornata per scrivere. Passava dalla frazione "La California" quando era bambina per andare a trovare la nonna e tutta quella sfera emotiva e vitale torna e ritorna ancora (nel suo ultimo libro "La ragazza che non c'era" e in uno suo più vecchio, "Lei che nella foto non sorrideva", a cui questo LA CALIFORNIA si ispira).

Ma quello che c'è dentro appartiene anche ad altri: Silvia e Giulia Provvedi, le interpreti di Ester e Alice, gemelle dal nome d'arte Le Donatella e anche loro di Modena; Piera Degli Esposti, bolognese, venuta a mancare l'anno scorso e voce narrante del film; e poi Lodo Guenzi, Andrea Roncato, Angela Baraldi.

Tutti questi nomi non sono solo azzeccate e precise scelte di casting territoriale, ma direzioni da seguire per sciogliere il grumo che sta nella bassa emiliana: c'è la scommessa (vinta, e non per poco) di puntare sulle Provvedi, starlette disinvolte di X-Factor, L'Isola dei Famosi, Grande Fratello VIP; la compianta Piera, che ha portato nel film un intero personaggio (Saetta) nato dalle storie e dalle amicizie di quella terra; le voci di Lodo Guenzi e Angela Baraldi, che rinnovano ancora una volta l'amore dell'Emilia per il cinema e la musica.

C'è tutto questo e anche di più ne LA CALIFORNIA, un coming of age nostrano chiazzato di thriller, riflesso storto di quello che siamo e che potremmo essere. Qui, o in California. Ovunque essa sia.

(www.mymovies.it)