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Lunana: il villaggio alla fine del mondo

Regia: Pawo Choyning Dorji

Genere: Drammatico
Anno: 2021
Regia: Pawo Choyning Dorji
Attori: Sherab Dorji, Kelden Lhamo Gurung, Ugyen Norbu Lhendup, Pem Zam, Sangay Lham, Chimi Dem
Paese: Bhutan
Durata: 110 min
Distribuzione: Officine Ubu
Sceneggiatura: Pawo Choyning Dorji
Fotografia: Jigme Tenzing
Montaggio: Gu Hsiao-Yun
Produzione: Dangphu Dingphu: A 3 Pigs Production

Lunana: Il villaggio alla fine del mondo, il film diretto da Pawo Choyning Dorji, racconta la storia vera di Ugyen, un giovane insegnante del Bhutan moderno, che si sottrae ai suoi doveri mentre progetta di andare in Australia per diventare un cantante.
Come rimprovero, i suoi superiori lo mandano nella scuola più remota del mondo, in un villaggio chiamato Lunana, per completare il suo servizio. Dopo un viaggio di 8 giorni di cammino, Ugyen si ritrova esiliato dalle sue comodità occidentalizzate.
A Lunana non c’è elettricità, né libri di testo e nemmeno una lavagna. Sebbene poveri, gli abitanti del villaggio porgono un caloroso benvenuto al loro nuovo insegnante, ma lui deve affrontare lo scoraggiante compito di insegnare ai bambini del villaggio senza alcuno strumento didattico a disposizione. Preso dallo sconforto, è sul punto di decidere di tornare a casa, ma poco a poco inizia a conoscere le difficoltà nella vita degli straordinari bambini a cui insegna, tanto da sentirsi cambiato grazie alla straordinaria forza spirituale degli abitanti del villaggio.

(www.comingsoon.it)

Ugyen è un giovane insegnante di città che sogna di lasciare il Bhutan per raggiungere l'Australia e lì diventare un cantante. Intanto però, dato il suo scarso rendimento viene inviato per punizione a completare l'incarico a Lunana un paesino con 56 anime che si trova ad 8 giorni di cammino e ad un'altezza di 4.800 metri. Lì manca qualsiasi comfort. La scuola non è altro che una stanza in cui si deve scrivere sul muro perché non esiste una lavagna. I bambini però sono molto affettuosi e partecipi tanto da spingerlo a farsi arrivare del materiale didattico dalla città. Il sogno dell'Australia resisterà a una inattesa e calorosa accoglienza comunitaria?

Lunana - Il villaggio alla fine del mondo è un viaggio tra due mondi all'interno della stessa nazione compiuto da un giovane maestro che parte, di malavoglia, per insegnare e finisce con l'apprendere un possibile e inaspettato modo diverso di vivere.

(www.mymovies.it)

In Lunana: Il villaggio alla fine del mondo, è il viaggio tra le montagne a costituire il mezzo, strumento e veicolo unico per la riscoperta della propria soggettività. E nel raggiungere la remota località di Lunana – situata a 4.800 metri d’altitudine – Ugyen intraprende un percorso esistenziale, più che fisico. In un pellegrinaggio dallo statuto conciliatorio, in cui le aspirazioni di alterità geografica (l’Australia) cedono il passo ad una forza centripeta, rivolta adesso verso l’interno (e, dunque, verso il cuore del paese). Un tragitto che Dorji (saggiamente) delinea attraverso l’incontro/scontro di tecnologia digitale e spirito analogico. Vivendo nella capitale occidentalizzata, Ugyen non ha alcuna possibilità di scoprire se stesso, con l’ultra-digitalizzazione dell’ambiente metropolitano a cannibalizzarne i rapporti emotivi. L’unico modo che ha per evadere dal senso di smarrimento, e di ritrovare nel contempo le coordinate esistenziali, è sostituire l’assuefazione tecnologica con l’essenzialità della natura. Una transizione ontologica destabilizzante, che il cineasta filtra attraverso un senso fenomenologico dello spazio, per condurre il protagonista all’accettazione (definitiva) della cultura originaria della propria terra. E per quanto la distanza (geografica, umana, identitaria) tra Ugyen e gli abitanti di Lunana sembri (in apparenza) incolmabile, il disvelamento delle radici culturali ne rivela una connessione naturale. È solo specchiandosi nei volti dei suoi studenti/bambini, sullo sfondo di un’autoctonia ritrovata, che il protagonista può arrivare a comprendere (e a formare) la propria identità, iscritta adesso in una spazialità pacificatrice.

L’essenzialità di linguaggio (e di narrazione) di cui si serve Lunana: Il villaggio alla fine del mondo, rispecchia una semplicità di racconto che trascende la mera cornice filmica. La propensione alla linearità narrativa, riflette non solo la spontaneità della storia, ma anche la povertà di mezzi con cui è stata portata sullo schermo. Nel girare su un remoto declivio di montagna con un “cast” locale – che mai aveva recitato, né visto un film – Dorji esalta la semplicità comunicativa a centro paradigmatico del racconto, fugando ogni pretesa di profondità. Tutto in direzione di un’opera onesta e coerente, in cui la sincerità espressiva degli interpreti è fonte, origine e magma di una narrazione propriamente autoctona, che richiama l’iconografia di Non uno di meno (Zhang Yimou, 1999) in virtù di una connotazione fortemente identitaria. Il testamento di un racconto lineare, che sull’onda dell’irripetibile candidatura agli Oscar, trascende i suoi (ristretti) confini spaziali, per comunicare immaginariamente con il mondo intero.

(www.sentieriselvaggi.it)