Sezione Interregionaledelle Tre Venezie

Schede dei film

Elenco schede film

Rumba therapy

Regia: Franck Dubosc

INTERPRETI: Franck Dubosc, Louna Espinosa, Jean-Pierre Darroussin, Catherine Jacob, Marie-Philomène Nga, Michel Houellebecq

SCENEGGIATURA: Franck Dubosc

FOTOGRAFIA: Ludovi Colbeau-Justin

MONTAGGIO: Samuel Danési

MUSICHE: Sylvain Goldberg, Matteo Locasciulli

DISTRIBUZIONE: Lucky Red

 PAESE: Francia, 2022

DURATA: 102 min.

PRESENTAZIONE E CRITICA

La danza è una forma di espressione che viene a volte messa in secondo piano e attribuita solo alle donne, considerata sinonimo esclusivamente di femminilità e talvolta di sessualità. Questo è ciò che pensa anche Tony: un uomo di mezz'età rozzo, maschilista, razzista, impacciato, e soprattutto solitario, che però subisce un cambiamento radicale da quando il ballo entra nella sua vita.

Potremmo definire Tony, interpretato da Franck Dubosc (il quale dirige anche la pellicola) come un uomo abitudinario, che si accontenta della sua vita così com'è e non desidera nulla di più. Fa l'autista di scuolabus, è in buoni rapporti con i colleghi ma li tiene a distanza senza considerarli amici, non ha una famiglia, non ha persone a cui tiene e ciò gli va bene. Quando però fa un infarto e capisce che la sua esistenza è appesa a un filo decide di cambiare, scegliendo come "ultimo desiderio" di incontrare sua figlia Maria.

Nel corso di RUMBA THERAPY non ci viene mai spiegato il perché Tony decida di abbandonare la compagna nonché madre di sua figlia quando la bimba aveva appena dieci mesi, ma quando si reca dalla vecchia fiamma questa gli dice dove trovare Maria. La ragazza, ormai adulta, lavora come insegnante di danza latinoamericana; il protagonista è risoluto nel rivelarle di essere suo padre, ma per farlo dovrà riuscire ad avvicinarvisi, e l'unica soluzione è proprio imparare a ballare. Ha inizio quindi il percorso di sviluppo di Tony, quasi una bildungsroman che lo porta lentamente ad abbandonare i modi e le abitudini passate, costruendo pezzo per pezzo una nuova identità. Il protagonista, inizialmente un muro invalicabile, si scompone mattone per mattone, lasciando alle persone che lo conoscono degli spiragli per poterlo finalmente conoscere meglio e svelando la sua vera personalità, seppur in modo impacciato e insicuro. "Morire è facile, la parte difficile è vivere", queste sono le parole che un medico improponibile - ma di questo parliamo in seguito - dice al protagonista dopo il suo primo infarto, ancora nel letto d'ospedale. E queste parole non potrebbero essere più che vere per Tony, il quale fa una fatica immensa a uscire dal suo guscio e soprattutto ad accettare l'aiuto delle persone che lo circondano e che, a differenza di quanto egli pensi, in realtà tengono a lui.

Prima fra tutte vi è Fanny, vicina di casa di Tony che non solo si distacca dagli altri personaggi secondari di RUMBA THERAPY in quanto non rappresenta una caricatura comica di stereotipi cliché del genere, ma ruba la scena a ogni apparizione. La donna svolge infatti il ruolo di compagna di ballo per il protagonista, imparando passo passo insieme a lui a danzare e, al contempo, sviluppandovi un'amicizia vera e sincera. Potremmo quasi definirla un angelo custode per l'uomo solitario, nonché un elemento nevralgico all'interno del suo percorso di crescita. Per quanto riguarda gli altri personaggi, questi sono a dir poco eccentrici, nonché uno dei pochi veri elementi comici all'interno di RUMBA THERAPY. Nonostante la pellicola venga inserita nel genere infatti, non aspettatevi gag o risate copiose, bensì una storia leggera e scorrevole.  Ovviamente è la danza a essere il cuore pulsante del film: almeno un terzo dei 102 minuti totali di narrazione è occupato da scene di persone che ballano, ma queste non diventano mai noiose o ripetitive. A ogni canzone Tony subisce un'evoluzione, non solo nella sua tecnica inizialmente discutibile, ma soprattutto interiore; la rumba gli entra nel sangue poco a poco, fino a diventare una vera passione, un ossigeno senza il quale non può vivere.

Franck Dubosc svolge un lavoro eccellente nei panni del protagonista, sia per quanto riguarda la recitazione di per sé che come ballerino. Il miglioramento del personaggio nella danza latinoamericana va pari passo con quello caratteriale, e fin dall'inizio del film, per quanto sia una persona rozza e scorbutica, non possiamo non provare un forte senso di empatia verso di lui. Nel corso della narrazione lo spettatore diventa quasi il suo cheerleader, provando felicità per i suoi successi o passi avanti e quasi frustrazione per ogni fallimento.

(www.movieplayer.it)

 

Tony Quentin guida uno scuolabus e guarda la vita dallo specchietto retrovisore. Tutti giorni lo stesso tragitto fino a quando il cuore si ferma cambiando la sua prospettiva esistenziale. Sopravvissuto all'infarto, riprende la sua vita, a cui adesso vuole dare una chance. Per recuperare il tempo perduto rivede la ex moglie e rintraccia la figlia che non ha mai conosciuto. Maria ha una trentina d'anni e insegna la rumba nel cuore di Parigi. Timoroso e impacciato, Tony si iscrive al suo corso con un falso nome e si lascia guidare dalla musica.

Con Tutti in piedi, Franck Dubosc attirò l'attenzione della critica, che prima di allora non si era mai accorta di lui. A prenderlo sul serio è sempre stato il pubblico assicurandogli con gli incassi un successo clamoroso (Camping).  La commedia romantica, diretta e interpretata da Dubosc nel 2018, segnava allora un nuovo orizzonte ribadito da RUMBA THERAPY, dove ancora una volta mente e si fa passare per un altro. Disabile ieri, ballerino (in)abile oggi, costruisce il racconto intorno a una menzogna prontamente smascherata per concentrarsi sulla relazione padre-figlia, una figlia abbandonata alla nascita. Al ritmo gongolante della rumba, il film affronta il passato drammatico del protagonista senza perdere il suo umorismo e senza cercare secondi gradi di lettura. Al suo personaggio di seduttore mitomane, l'attore aggiunge un paio di baffi e una trama melodrammatica per confondere le lacrime con le risate. Il risultato è un film gentile che conta sul volto emaciato di Michel Houellebecq, figura dell'eccesso iper-lucido e depresso, e quello familiare di Jean-Pierre Darroussin, membro 'della banda Guédiguian, abituato al cinema sociale e impegnato. Insieme animano una commedia umana che assume il suo soggetto greve e gioca quando serve la carta del funambolismo poetico, come nella scena muta della sala da ballo o in quell'ultima rumba che toglie gli anni alla figlia di Tony, per poterla stringere bambina in un abbraccio riparatore e paterno. Patrick Chirac ha appeso al chiodo il costume e ha ceduto il passo a un personaggio più discreto, abbigliato come Johnny Hallyday e complesso come un genitore in recupero. E alla maniera del suo eroe popolare, Franck Dubosc, one-man-show dall'humour esuberante, è invecchiato, non sa come esprimere le sue emozioni ma spera di migliorare.

(www.mymovies.it)