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Ticket to Paradise

Regia: Ol Parker

INTERPRETI: George Clooney, Julia Roberts, Sean Lynch, Arielle Carver-O'Neill, Maxime Bouttier, Billie Lourd, Kaitlyn Dever, Lucas Bravo

SCENEGGIATURA: Daniel Pipski, Ol Parker

FOTOGRAFIA: Ole Bratt Birkeland

MONTAGGIO: Peter Lambert

DISTRIBUZIONE: Universal Pictures

NAZIONALITA’: USA, 2022

DURATA: 104 min.

PRESENTAZIONE E CRITICA

È da tempo che le belle rom-com di una volta, le commedie romantiche che hanno raggiunto il loro apice negli anni Novanta, non passano per le sale dei cinema. Da una decina d’anni a questa parte, la commedia si è rintanata sulle piattaforme streaming, salvo qualche saltuario caso che è riuscito a finire sul grande schermo. Forse ha ragione George Clooney quando, parlando al New York Times, dice: «Non abbiamo apprezzato il raccolto eccezionale di commedie romantiche che avevamo allora». E allora ci ha pensato Ol Parker a rendere loro giustizia e a omaggiarle. TICKET TO PARADISE arriva nelle sale italiane – non poteva fare altrimenti – carico di star power, a partire dai suoi protagonisti: George Clooney e Julia Roberts.  Era dai tempi di Ocean’s Twelve che i due non si ritrovano a condividere le scene, soprattutto quando entrambi sono stati lontani dalla commedia per diversi anni. Ma la cosa non si nota, e nel film si calano nei dialoghi scattanti e nei gesti della commedia con naturalezza. Ol Parker, già regista di Imagine Me & You e Mamma Mia! Ci risiamo, torna alla commedia vecchia scuola per creare un film che, davvero, avrebbe potuto essere realizzato anche venti o trent’anni fa. Insieme ai due divi di Hollywood, anche Kaitlyn Denver, Billie Lourd, Maxime Bouttier e Lucas Bravo.

Julia e George sono Georgia e David, una coppia felicemente divorziata dopo il matrimonio quando ancora troppo giovani. L’unica cosa che li accomuna ancora, a quanto sembra, è la figlia Lily (Kaitlyn Denver), che si è appena laureata con il massimo dei voti alla scuola di legge e come regalo ha ottenuto un viaggio a Bali con la sua migliore amica. Georgia e David sognano già per lei un futuro brillante negli Stati Uniti, ma i tropici sembrano avere altri piani: Lily si innamora di un pescatore di alghe e decide di rimanere lì per sposarlo. La commedia ci mette davvero poco per imbastire la sua trama: nonostante riescano a malapena a sopportarsi, i due sofisticati genitori devono unire le forze per impedire che avvenga.

TICKET TO PARADISE non è certo la novità che rivoluzionerà il genere, e la cosa più bella è che nemmeno vuole esserlo. Per una volta i cliché non sono lì per sopperire a una mancanza nella sceneggiatura, ma perché senza di questi il film non funzionerebbe come invece succede. Ol Parker parla di un’ispirazione alla commedia vecchia scuola nei dialoghi e nella costruzione della sua storia, anche se in realtà il film sembra esserci dentro in tutto e per tutto. È prevedibile? Sì. È sdolcinato? Anche. Si capisce dopo un quarto d’ora di film come andrà a finire? Assolutamente. È questo che rendeva le care vecchie commedie romantiche così amate, ed è questo che rende il film una visione che cattura dall’inizio alla fine senza troppe pretese.

l film di Ol Parker si potrebbe davvero assimilare a grandi classici come Il diario di Bridget Jones, Love Actually e Notting Hill, per ricordare un’altra grande impresa della Roberts. Il lusso, i magnifici paesaggi dei tropici, una vita spensierata in mezzo alla natura e i cocktail a bordo piscina sono solo l’ambientazione moderna di una storia vista e rivista, che però non stanca mai. È inevitabile che TICKET TO PARADISE punti buona parte della sua autorialità sui nomi che può vantarsi di mettere sullo schermo, ma anche questo faceva parte del gioco, in fondo. Attori e regista, comprese due delle star più redditizie di Hollywood, si mettono a disposizione nel tentativo di far risorgere ciò che resta della magia di un certo tipo di cinema. Nemmeno a dirlo, ci sono davvero riusciti.

(www.hotcorn.com)

 

Un uomo e una donna, in montaggio alternato, raccontano a degli amici di quella volta che lui ha chiesto a lei di sposarla. Tutto magico, tutto sorprendente, tutto perfetto, da sogno. Solo che, lo capiamo alla fine del discorso, poi i due si sono lasciati dopo cinque anni. Inizia così il film TICKET TO PARADISE la pellicola che vede due divi di Hollywood, amatissimi, come George Clooney e Julia Roberts di nuovo insieme dopo Ocean's Twelve, e per la prima volta come protagonisti di un passo a due. TICKET TO PARADISE è una commedia sentimentale che occhieggia ai film della Guerra dei Sessi degli anni Quaranta, ma con due protagonisti leggermente più maturi di quelli che di solito troviamo in questo tipo di film. George Clooney e Julia Roberts sono già di per sé sinonimo di riuscita di una commedia che funziona su tempi comici perfetti e uno script prevedibile come dev'essere.(…)

(…) TICKET TO PARADISE vive di certezze, di due attori che non si discutono. George Clooney, lo andiamo dicendo da quando lo abbiamo visto in Un giorno per caso, dà il suo meglio da attore brillante: aplomb, eleganza, faccia di bronzo abbinata alla sua bellezza ne fanno l'erede di certi attori del cinema classico, alla Cary Grant. Quanto a Julia Roberts, lei con le commedie sentimentali ci è nata, pur avendo dimostrato in carriera di saper fare tutto. Come abbiamo detto, la commedia sentimentale, quella che richiama al Guerra dei Sessi degli anni Quaranta, solitamente vede in scena attori più giovani. Ma il bello sta proprio qui: George Clooney e Julia Roberts sono perfettamente credibili nel ruolo di due persone non più giovanissime, ma ancora aitanti e affascinanti, tanto da poter ancora farci credere di riuscire a scatenare attrazione e passione. E tutto questo, senza voler apparire giovani per forza, o più giovani di quel che sono. Il sorriso e i capelli brizzolati di Clooney, il sorriso e le gambe lunghissime di Julia Roberts ci sono sempre, e in più c'è qualche lieve ruga che non fa affatto male, anzi.

Le due star sono in scena in una commedia della Working Title, casa di produzione specializzata in rom com, in uno di quei film che quasi non si fanno più. Sono due attori che, già da soli e ancor di più insieme, possono essere in grado di portare al cinema un pubblico che forse ha perso un po' l'abitudine di andarci. Noi, ovviamente, ci speriamo. George Clooney e Julia Roberts si muovono così in un film che è una sorta di Ti presento i miei più raffinato e romantico. Il divertimento punta ovviamente sui litigi tra i due, sui rapporti tra padre e futuro genero, ma anche sullo scontro di civiltà e di abitudini tra gli americani e il popolo di Bali, e a quei momenti lost in translation che si creano. E poi sull'architettura di continui piani dei due genitori (che sono gli stessi, ma ognuno dei due rivendica come i suoi) per mettere i bastoni tra le ruote ai due ragazzi. Una strategia da Cavallo di Troia, come la chiama David: mostrarsi amici, accondiscendenti, e poi colpire di sorpresa.

(www.movieplayer.it)