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Una notte da dottore

Regia: Guido Chiesa

INTERPRETI: Frank Matano, Diego Abatantuono

SCENEGGIATURA: Guido Chiesa, Alessandro Aronadio, Renato Sannio

FOTOGRAFIA: Emanuele Pasquet

MONTAGGIO Alberto Masi

DISTRIBUZIONE: Medusa Film

NAZIONALITÀ: Italia, 2021

DURATA: 85 min.

Roma. Pierfrancesco Mei è un medico scorbutico, cinico e pieno di acciacchi che lavora come guardia medica notturna. Una notte incrocia al ristorante Mario, un rider che fa consegne a domicilio. Poco dopo ha un incidente fortuito con lui. Il ragazzo non si è fatto niente ma la bicicletta è distrutta. Dopo l'impatto invece Pierfrancesco invece si muove a fatica e, a causa di un colpo di sciatica, non riesce più a mettersi alla guida. Per non perdere entrambi il lavoro, trovano un accordo. Mario si finge medico al posto suo e Pierfrancesco gli fornisce le istruzioni attraverso un auricolare. L'auto del dottore viene invece utilizzata per fare le consegne. Il ragazzo si trova all'inizio totalmente impreparato, poi riesce a prendere gradualmente confidenza con il suo nuovo 'ruolo'.

Un altro remake per la Colorado Film e anche per Guido Chiesa. Dopo Belli di papà e Ti presento Sofia, il regista gira il rifacimento di Chiamate un dottore!, una commedia francese dove Diego Abatantuono e Frank Matano riprendono i personaggi interpretati da Michel Blanc e Hakim Jemili rispettivamente nei ruoli del dottore e del rider (…).

(www.mymovies.it)

Diego Abatantuono e Frank Matano per la prima volta insieme nel nuovo film di Guido Chiesa. Il regista torinese conferma la sua ormai tradizionale predisposizione per i remake offrendoci stavolta quello di una commedia francese del 2019, Docteur? di Tristan Séguéla. Abatantuono interpreta un anziano medico, male in arnese, guardia medica notturna che scorrazza in macchina per le sempre suggestive strade di Roma. Matano è un giovane raider, ottimista e col sorriso sulle labbra, che per le stesse strade consegna cibo in bicicletta. Inevitabile, lo esige la commedia, lo scontro tra i due: il giovane raider si ritrova quindi con la valigetta del dottore in mano, un auricolare sempre in un orecchio, in costante collegamento col vero medico. Impossibilitato a scendere dalla macchina, sarà lui a ‘telecomandare’ il povero ragazzo a compiere interventi sempre più improbabili e impegnativi, in un crescendo di comicità che tocca livelli elevati.

La lunga notte passata forzatamente insieme invita inoltre i due protagonisti alla reciproca confidenza, persino il burbero medico pian piano si apre col ragazzo, rivelando un tragico passato. Un film ben riuscito, ben diretto, in cui non manca una buona fotografia. Suggestive le riprese dall'alto, che seguono i due protagonisti negli spostamenti in macchina per le vie di Roma. Una città in grande spolvero, che fa da perfetta cornice silenziosa a quest'avventura on the road dei due 'quasi amici' per caso. Alla sicurezza del navigato dottore si contrappone la tenera ingenuità di Mario, sempre disponibile all'aiuto, anche quando non dovrebbe. Tra le risate si evince la denuncia delle difficoltà del lavoro del rider, non solo sottopagato, ma soggetto anche alle intemperanze del cliente.

Il punto di forza del film risiede nell’alchimia instaurata tra i protagonisti: Abatantuono, ormai un monumento a se stesso, recita anche, letteralmente, da fermo, Matano è il giovane apprendista stregone, all’inizio un po' pasticcione, che all’alba si è trasformato in aspirante Jedi. Una coppia ben assortita, che speriamo di vedere di nuovo all’opera, magari in un progetto originale.

(www.ecodelcinema.com)

Talvolta i remake sono meglio degli originali. È il caso di UNA NOTTE DA DOTTORE che è chiaramente il rifacimento della (comunque carina) commedia francese di Tristan Séguéla uscita lo scorso anno.

Presentato ad Alice nella città, il nuovo film di Guido Chiesa (Cambio tutto!; Ti presento Sofia; Classe Z e tanti altri) vede protagonisti Diego Abatantuono, nei panni di Pierfrancesco Mai, guardia medica notturna, e Frank Matano, in quelli di Mario, un rider trentenne che consegna cibo a domicilio. Per una serie di strane coincidenze i due si scambieranno le identità (…) Pieno di acciacchi, burbero, disilluso, cinico e a un passo dalla radiazione il primo; viceversa scattante, empatico, simpatico, generoso e semplice il secondo. Le differenze con l’antecedente sicuramente non mancano: la critica sociale (nel francese sulla scia dell’ultimo film-denuncia sui nuovi schiavi di Uber di Ken Loach Sorry We Missed You) qui è meno forte, e l’ambientazione ovviamente è differente, non una Parigi natalizia, ma una Roma deserta (il film è stato girato durante la pandemia). L’inedita coppia Abatantuono- Matano, nata in una trattoria romana tra code alla vaccinara e fagioli con le cotiche, è davvero esilarante, ancor più di quella d’oltralpe composta da Michel Hakim e Blanc Jemil, che comunque funzionava alla grande.

Il risultato è una commedia nella quale si ride, si riflette e ci si commuove persino un po’. Empatica, proprio come il rider che, con i suoi modi buffi e simpatici, con i suoi sorrisi e le sue battute, varca la soglia di qualsiasi porta e soprattutto, pur non sapendo usare lo stetoscopio, raggiunge il cuore di qualsiasi paziente. E quello degli spettatori.

 (www.cinematografo.it)

 

Da un’intervista con il regista:

UNA NOTTE DA DOTTORE è solo all’apparenza un film-commedia, perché sotto il pretesto comico dell’incontro tra due personaggi diametralmente opposti, nasconde un tema ben più delicato e universale: la paternità, e il suo inevitabile correlato, l’essere figli. Scopriamo così che il cinismo e il malessere esistenziale di Pierfrancesco non sono solo il frutto dell’età e delle delusioni della vita, quanto della difficoltà di assumersi fino in fondo la responsabilità che l’essere genitori richiede e prevede. Quello che fa difetto al burbero dottore non è il sentimento, bensì la ben più complicata e concretissima semplicità dell’essere presente, anche a costo di mettere da crediti non contrattuali parte le proprie ambizioni, fossero anche nobili come quelle di chi lavora per migliorare il mondo, ma talvolta non vede i bisogni di chi gli sta più vicino. Finendo magari, come accade a Pierfrancesco, per ritrovarsi atrofizzato anche nei sentimenti. Altrettanto, per quanto in modo rocambolesco, Mario si ritrova investito di un ruolo che richiede responsabilità. Inizialmente senza volerlo, il medico gli regala quella fiducia in sé che ogni figlio dovrebbe ricevere dal padre. E con questa iniezione di autostima il giovane rider può avviarsi verso la vita adulta, dove la sua generosità e genuinità non saranno più oggetto di scherno, ma le armi per destreggiarsi tra gli ostacoli del mondo. Girare un film tutto di notte è stato emozionante. Ancor di più in una Roma resa deserta dalla pandemia, perfettamente aderente al viaggio verso il giorno dei due protagonisti. Il film è stato scritto sempre pensando a Diego e Frank, tanto che non ho dovuto quasi dirigerli. Lasciandoli liberi di agire, loro sono riusciti a portare a compimento quello che avevamo immaginato in fase di sceneggiatura, fino a raggiungere una profondità che ha finito per trascendere le nostre intenzioni originali. Sono molto orgoglioso del cast. Un ricordo particolare va ad Antonio Salines. Penso sia stato il suo ultimo film e ci tengo a dedicarglielo, con il rimpianto di non averlo conosciuto prima e la certezza che nell’eternità, se lui lo vorrà, sarà uno di quegli attori di cui non farò mai più a meno”.

(https://www.cineblog.it)