Sezione Interregionaledelle Tre Venezie

Schede dei film

Elenco schede film

Zlatan

Regia: Jens Sjögren

INTERPRETI: Granit Rushiti, Emmanuele Aita, Cedomir Glisovic, Håkan Bengtsson, Dominic Andersson Bajraktati, Merima Dizdarevic

SCENEGGIATURA: Jakob Beckman, David Lagercrantz

FOTOGRAFIA: Gösta Reiland

MONTAGGIO: Henning Mark

DISTRIBUZIONE: Lucky Red e Universal Pictures

NAZIONALITÀ: Svezia, Danimarca, Olanda, 2021

DURATA: 100 min.

ZLATAN ripercorre la vita e la carriera del campione Zlatan Ibrahimović, noto per essere stato candidato per sei volte come FIFA World Player of the Year e undici volte al Pallone d'oro. È il primo calciatore ad aver giocato in sette squadre della Champions League, ma in questo ambito ha anche un altro primato meno positivo: è stato il giocatore più espulso della lega. Noto in tutto il mondo per il suo talento, Ibrahimović ha fatto parte dei più forti team del globo, dall'Ajax alla Juventus, dall'Inter al Barcellona per poi tornare in terra italica con il Milan, dal Psg al Manchester United, toccando le sponde americane con il LA Galaxy. Un vero fuoriclasse che a 39 anni continua a giocare, mostrando che per lui e per il suo talento non c'è età. Tornato a calciare con il Milan, Zlatan ha sempre riconosciuto nell'Italia la sua seconda patria, che lo ha consacrato a mito del calcio.

Il film, però, non ripercorre solo la carriera calcistica di Ibrahimović, ma anche la sua vita, soprattutto quella antecedente alla sua fama. Nonostante lui stesso abbia affermato che "si può togliere il ragazzo dal ghetto, ma non il ghetto dal ragazzo", il giovane di Malmö sembra essere uscito dal ghetto per diventare un'icona leggendaria.

(www.comingsoon.it)

Nella selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma arriva il momento del film Zlatan, il biopic in cui il regista svedese Jens Sjögren disegna il suo ritratto di uno dei giocatori più amati del calcio moderno: Zlatan Ibrahimović. Se lo scorso anno con Mi chiamo Francesco Totti, documentario di Alex Infascelli, la Festa ha reso omaggio al talento del capitano giallorosso, oggi lo fa con Ibrahimovic, portando sul grande schermo un racconto di formazione e di riscatto.

Zlatan è un bambino la cui famiglia è immigrata in Svezia dai Balcani. Vive in periferia con la madre, Merima Dizdarević, e i due fratelli. È un bambino irrequieto e problematico, soprattutto a scuola, dove la madre è spesso convocata dalla preside. È allergico alla disciplina e si mette spesso nei guai. Quando però i suoi piedi incontrano un pallone, non lo lasciano più. Inizia a giocare sui campetti vicino casa e poi entra nelle squadre locali, fino ad arrivare, anni dopo, nelle giovanili della squadra svedese Malmö FF. Ma il suo problema è ancora la disciplina, il rigore, il rispetto delle regole. Zlatan vuole solo giocare e fare gol e mostra scarso spirito di squadra. Perciò viene ripreso spesso dall’allenatore. Ormai è un adolescente ed è andato a vivere col padre, Cedomir Glisović, un uomo senza mezzi, che si lascia andare e non si occupa di lui, lo lascia a se stesso. Nonostante la sfiducia altrui e un ambiente familiare problematico, Zlatan continua il suo percorso, che lo porta sempre più in alto, fino ad approdare all’Ajax. La sua carriera, però, decollerà davvero solo quando riuscirà a mettere tutto il suo desiderio di rivalsa al servizio del gioco e della squadra.

Il regista Jens Sjögren – con un passato da chef, conduttore tv, attore – racconta Ibrahimović senza fare un’agiografia e senza dare alcun giudizio sul giocatore. Compone un classico racconto di formazione e di riscatto, articolato in un susseguirsi di flashback e flashforward. Disegna la parabola ascensionale del giocatore tenendo sempre al centro sia il talento, che il non essere accettato, il sentirsi sempre additato per il suo comportamento. Un problema caratteriale che gli viene dalla sua formazione umana, dalla famiglia, dalle privazioni, dallo spirito di rivalsa che cova e trasforma in aggressività. Sjogren sceglie la forma filmica piuttosto che la documentaristica, dà il suo taglio al lavoro, concentrandosi sui momenti che lo interessano, ovvero le fasi che precedono il grande successo, poiché, come si dice nei titoli di coda: “il resto è storia del calcio”.

I due ragazzi che interpretano Ibrahimović nelle varie fasi della sua formazione, prima Dominic Andersson Bajraktati e poi Granit Rushiti, offrono buone interpretazioni e nel cast è presente anche l’italiano Emmanuele Aita, nel ruolo del procuratore sportivo Mino Raiola. (…) Il racconto procede lineare, come una classica storia di formazione e riscatto, che parte da una famiglia disagiata come ce ne sono tante. Una storia in cui la voglia di riuscire e di essere accettati è più forte delle difficoltà.

(www.cinefilos.it)

Per anni sull’Olimpo del calcio mondiale, adesso alla veneranda età di quarant’anni (una cifra spropositata per il mondo dello sport) Zlatan Ibrahimović è uno di quei giocatori che ancora riescono a fare la differenza, confermando quello status di “eterno” che viene riservato a lui e pochi altri giocatori in grado di lasciare un simile segno nel mondo del calcio. Ovunque sia stato, in un modo o nell’altro, ha fatto la differenza ed ha fatto parlare di sé: Malmö, Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, Milan, Paris Saint Germain, Manchester United, Los Angeles Galaxy e ora di nuovo il Milan. Ibra è un uomo che, ancor prima che al suo talento con i piedi, deve tutto alla sua mentalità: una cultura della vittoria e del lavoro maniacale che lo hanno portato ad essere un giocatore pressoché unico nel suo genere. E allora in molti, spesso, si chiedono da dove nasca questa sua attitudine, questa sua sicurezza di sé. La storia, negli anni, è stata raccontata più e più volte, tra libri e interviste. Ma, in perfetto stile Zlatan Ibrahimović, non era abbastanza, ed ecco che arriva in sala ZLATAN, produzione congiunta tra Svezia (paese d’origine del campione), Danimarca e Paesi Bassi, biopic con l’obiettivi di narrare sul grande schermo la vita e la leggenda di uno degli attaccanti più forti della storia del calcio.

ZLATAN è il più classico dei biopic: racconta la vita, che diventerà leggenda calcistica, del suo protagonista e lo fa, per l’appunto, mettendo al centro il diretto interessato. In particolare, in questo caso Ibrahimović è il protagonista assoluto del racconto. Altri biopic hanno mostrato la vita della persona che volevano raccontare affiancandola a quella delle figure importanti della sua vita, ma in ZLATAN questo non succede. Il calciatore è il protagonista assoluto del racconto, soprattutto quando è più piccolo e per forza di cose deve condividere la sua vita con gli adulti. Il piccolo Ibra è, in un certo senso, ben più interessante della versione adulta, già più vicina a quella che conoscono tutti. Il film sotto questo punto di vista opera un buon gioco di spola tra momenti dell’infanzia e dell’adolescenza e momenti in cui si segue il professionista, non risultando mai noioso, anche per chi magari conosce già la storia. La pellicola riesce a concentrarsi tanto sul giocatore quanto sull’uomo, sulla persona dietro il calciatore e non è cosa da poco. ZLATAN si prende i suoi tempi e ogni aspetto viene raccontato nel migliore dei modi.

Dal punto di vista registico, la storia che si racconta è sostanzialmente molto semplice e non c’è bisogno di virtuosismi tali da valorizzare le immagini. La messa in scena è sicuramente curata e vengono fedelmente riprodotti gli anni Anni Ottanta e gli Anni Novanta a livello di vestiario e ambienti, soprattutto dal punto di vista dell’abbigliamento calcistico, con quei kit dallo stile totalmente differente rispetto a quelli cui sono abituati oggi i tifosi e che strappano sempre un sorriso ai nostalgici. Ciò che ruba l’occhio sono sicuramente le scene di calcio giocato, con la palla in azione e i giocatori in movimento. Sotto questo punto di vista ZLATAN è una piccola perla, perché questi momenti sono assolutamente fluidi e molto piacevoli e facili da seguire, girati in maniera fresca e moderna, con un montaggio veramente interessante soprattutto nel finale del film (i fan più sfegatati del giocatore avranno già capito a quale gol ci si sta riferendo). ottime.

Per quanto riguarda gli attori, vale la pena soffermarsi perlopiù su Granit Rushiti, attore che interpreta lo Zlatan Ibrahimović adolescente e adulto. La scelta di casting, per quanto lui non sia identico al giocatore, è azzeccata e l’attore ha poi fatto un ottimo lavoro in quelle che sono le movenze e, cosa veramente impressionate, la risata di Ibra, assolutamente identica. Da segnalare la presenza di Emmanuele Aita, il Ferdinando Badali boss della malavita siciliana di Suburra – La Serie, che nella pellicola interpreta un giovane Mino Raiola, recitando in inglese e trasmettendo molto bene l’essenza del personaggio, specialmente nella scena del primo incontro tra l’agente ed il giocatore.

ZLATAN è un film che certamente appassionerà i tifosi del Milan, gli amanti del calcio o, più in generale, quelle persone curiose della storia che c’è dietro determinate icone sportive. Che piaccia o non piaccia, Zlatan Ibrahimović è uno di quegli atleti che ha lasciato indelebilmente il segno nello sport che ha praticato e qui tutta la sua storia viene raccontata in modo assolutamente degno. Il film dà il meglio di sé nelle sequenze d’azione in partita, dove montaggio e regia si fondono alla perfezione, regalando momenti molto belli da vedere: ZLATAN è decisamente un must per tutti quelli che sono innamorati del gioco del calcio.

(https://redcapes.it)