E-I-E-I-O (Sic@Sic)

Noemi Arfuso

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Il film immagina la scomparsa improvvisa dell’umanità per opera di misteriose entità sintetiche incaricate di sterminarla. Attraverso immagini di videosorveglianza raccolte in tutto il mondo, il found footage costruisce un mondo osservato ma ormai privo di esseri umani. Le due voci robotiche, apparentemente fredde, manifestano invece emozioni e comportamenti sorprendentemente umani, mettendo in discussione la propria missione. Di fronte ad animali come cani e gatti, le entità mostrano la propria incapacità di riconoscere un vero nemico. Il film rovescia così la prospettiva antropocentrica, suggerendo che proprio le forme di vita considerate subordinate potrebbero sopravvivere. Nato nel laboratorio Nouvelle Bug, E-I-E-I-O usa ironia e assurdo per riflettere su tecnologia, sorveglianza, intelligenza artificiale e rapporto tra specie.
DATI TECNICI
Regia
Noemi Arfuso
Durata
10 min.
Genere
Cortometraggio
Anno
2026

Presentazione e critica

Cosa succederebbe se tutti gli esseri umani scomparissero improvvisamente per mano di misteriose entità sintetiche? E, soprattutto, quale forma di vita potrebbe avere la capacità di opporsi a uno sterminio tanto immorale quanto ingiustificato?

È da questa domanda che prende avvio E-I-E-I-O, cortometraggio fantascientifico diretto da Noemi Arfuso e presentato alla Settimana Internazionale della Critica. Un’opera che guarda al futuro attraverso il linguaggio della sorveglianza e del found footage, trasformando immagini apparentemente ordinarie in frammenti di un mondo sul punto di scomparire. Al centro del film due voci robotiche e una successione di immagini provenienti da videocamere di sorveglianza raccolte in diverse parti del mondo. All’inizio lo spettatore è spiazzato: strade, piazze, automobili, negozi e scene di vita quotidiana scorrono davanti agli occhi senza che sia immediatamente chiaro cosa stia accadendo.

Poi, lentamente, il quadro si ricompone. Gli esseri umani scompaiono improvvisamente; a commentare quanto accade sono le due entità sintetiche, le cui conversazioni, apparentemente sconclusionate, rivelano progressivamente il vero obiettivo della missione: eliminare la razza umana.

La fantascienza di Arfuso si costruisce così su un paradosso: le entità incaricate di sterminare l’umanità finiscono per manifestare comportamenti profondamente umani. Le loro voci esprimono rabbia, frustrazione, ironia, amore per la musica e persino una certa insofferenza nei confronti della missione. Quello che dovrebbe essere un piano freddo e perfettamente razionale diventa progressivamente un dialogo assurdo e surreale, nel quale le due creature arrivano persino a mettere in discussione il senso del proprio compito. L’ironia diventa quindi uno degli strumenti principali attraverso cui E-I-E-I-O mette in crisi l’immagine della macchina infallibile. C’è però qualcosa che le due entità non riescono a comprendere fino in fondo: gli altri esseri viventi. Di fronte alla presenza di cani, gatti e animali non umani, le creature sintetiche sembrano incapaci di riconoscere un vero nemico. È proprio questa ingenuità a trasformarsi nella loro debolezza. Il cortometraggio ribalta così una delle domande canoniche della fantascienza: se una forma di intelligenza superiore decidesse di eliminare l’umanità, cosa potrebbe sopravvivere? La risposta di Arfuso è insieme ironica e profondamente post-umanista: forse proprio ciò che l’essere umano ha sempre considerato subordinato, marginale o semplicemente altro da sé.

Visivamente, E-I-E-I-O nasce da un lavoro radicale sul found footage. Le immagini di videosorveglianza diventano il materiale attraverso cui costruire una realtà nuova, manipolata dal montaggio e privata della presenza umana. La scelta delle CCTV non è soltanto estetica. Le telecamere osservano tutto, ma non comprendono nulla: registrano la scomparsa dell’umanità mentre le due voci fuori campo tentano di attribuirle un senso. È proprio nella distanza tra ciò che le immagini mostrano e ciò che le voci raccontano che nasce l’effetto straniante del film.

Noemi Arfuso è una regista e artista visiva, lavora tra cinema documentario e sperimentale, con particolare attenzione agli archivi e all’ecologia visiva. Il cortometraggio nasce nel contesto di Nouvelle Bug, residenza e laboratorio creativo dedicato all’esplorazione dei nuovi linguaggi cinematografici, promosso dal regista Andrea Gatopoulos. Un percorso particolarmente vicino alle questioni affrontate da E-I-E-I-O: negli ultimi anni Gatopoulos ha infatti sviluppato un cinema interessato all’intelligenza artificiale, al monopolio delle macchine e alle trasformazioni della realtà attraverso strumenti tecnologici e nuove forme di manipolazione delle immagini. Found footage, VFX e montaggio diventano così strumenti per interrogare il rapporto tra ciò che vediamo e ciò che riteniamo reale.

“Una commedia post-umanista intrisa di un’ironia disarmante, realizzata interamente attraverso immagini di videosorveglianza raccolte in tutto il mondo”. È una definizione che restituisce bene lo spirito di E-I-E-I-O: una commedia distopica che utilizza l’assurdo per parlare di tecnologia, controllo e rapporto tra specie. Dietro l’idea apparentemente semplice di due entità che vogliono sterminare gli esseri umani si nasconde una riflessione più ampia sulla presunta superiorità dell’intelligenza, sulla fragilità dei sistemi di controllo e sulla possibilità che, alla fine, siano proprio le forme di vita considerate più semplici a sopravvivere. In un mondo osservato incessantemente dalle telecamere, E-I-E-I-O suggerisce allora un’ultima, paradossale possibilità: forse per immaginare il futuro dell’umanità bisogna smettere, per un momento, di guardare agli esseri umani.

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