Eyes Wide Shut

Stanley Kubrick

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Liberamente ispirato al romanzo Doppio sogno di Arthur Schnitzler, Stanley Kubrick sposta la Vienna degli Anni Venti a una New York natalizia, particolarmente artificiale e straniante. Al centro della storia c’è la coppia formata dal dottor Bill Harford e da sua moglie Alice, interpretati da Tom Cruise e Nicole Kidman. Apparentemente perfetti, benestanti e felici, inseriti in un contesto sociale privilegiato, i due vedono incrinarsi le proprie certezze dopo una confessione di lei su una sua attrazione fisica nei confronti di un ufficiale di Marina intravisto durante una loro vacanza. Confessione che apre una frattura irreversibile. Da quel momento infatti, il film si trasforma in una discesa ipnotica nel territorio del desiderio, della gelosia e della paura.
DATI TECNICI
Regia
Stanley Kubrick
Interpreti
Nicole Kidman, Tom Cruise, Madison Eginton, Jackie Sawiris, Sydney Pollack
Durata
156 min.
Genere
Drammatico
Sceneggiatura
Stanley Kubrick, Frederic Raphael
Fotografia
Larry Smith
Montaggio
Nigel Galt
Musiche
Jocelyn Pook
Distribuzione
Warner Bros., Lucky Red per la riedizione del 2026
Nazionalità
Gran Bretagna
Anno
1999

Presentazione e critica

Attesissimo, beatificato a priori, questo film ha chiuso tre parabole: ricerca, carriera e vita. È quasi naturale che Kubrick, dopo tanto rigoroso, totale, maniacale e mistico impegno, non gli sia sopravvissuto. È un altro allarmante elemento del mito di Eyes Wide Shut e dell’autore, che ha sempre fatto film diversi, affrontando (e risolvendo a modo suo) questo e quel tema della vita e del cinema. Qui pone il suo suggello, la verità ultima, sul sesso, che è certamente più importante, per fare un solo esempio, della fantascienza.

Il regista si ispira a un racconto di Arthur Schnitzler, Doppio sogno, ambientato nella Vienna degli anni venti, e traspone la vicenda nella New York dei giorni nostri. Alta borghesia, alto censo, belle case, bella gente. Cruise è il medico William Harford, e Kidman è sua moglie Alice. A un party la coppia corteggia e si fa corteggiare (venialmente), ma tornando a casa lei gli confessa di aver recentemente provato un’attrazione irresistibile per un ufficiale. William sembra sorriderci, ma la rivelazione lavora sulla sua coscienza e nei suoi incubi. Immagina la moglie in atti sessuali con l’ufficiale. Cambia il suo rapporto con il sesso, cede alla corte della figlia di un suo paziente, esce nella notte e incontra una prostituta, non resiste alla tentazione di partecipare a un’orgia. Anche il sesso con sua moglie si trasforma. E anche la sua vita si trasforma. Perché il sesso è una cosa seria e misteriosa, dolorosa e, soprattutto (ed ecco Kubrick) pensata. Il sesso è di certo a lungo e fortemente rappresentato, ma Kubrick si è abbondantemente guadagnato la franchigia di artista (come Fellini), dunque lo stile tutto soccorre.

Tuttavia l’autore, per la versione americana, ha nascosto certi particolari. Potrebbe essere inteso come una sorta di metafora del dispetto, di un americano che ha scelto di vivere a Londra e che da tempo non ha voluto far cinema negli USA, mecca del cinema: “le nascondo l’essenza, che tengo per gli evoluti europei”. Il resto è ormai cronaca-leggenda, appunto: i quasi tre anni di lavorazione, certi attori assunti poi protestati, come Keytel e Malcovich, e le crisi matrimoniali-sessuali di alcuni protagonisti, a cominciare dalla coppia regina Tom-Nicole. Chissà se è tutto vero.

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Eyes Wide Shut è l’ultimo film diretto da Stanley Kubrick – scomparso lo stesso anno a causa di un arresto cardiaco – un thriller erotico considerato da molti critici il capolavoro finale della carriera del regista. Si tratta anche dell’ultimo film della coppia di attori Nicole Kidman-Tom Cruise, poi separatasi nel 2001. La sceneggiatura si basa liberamente sul romanzo Doppio Sogno (1929) dello scrittore austrico Arthur Schnitzler, di cui Kubrick aveva acquisito i diritti già negli anni Sessanta, ma che poi riprese in mano negli anni Novanta in collaborazione con l’autore Frederic Raphael. A differenza del testo originale, che è ambientato a Vienna durante i primi del Novecento a carnevale, l’adattamento cinematografico si sposta a New York nel 1999, durante il periodo natalizio. Nonostante Eyes wide shut fosse ambientato oltreoceano, Kubrick come al solito preferì girare le riprese in Inghilterra, ricreando diversi set molto dettagliati del Greenwich village. Le riprese durarono ben 400 giorni continuativi, raggiungendo il record dei primati. Da notare che il titolo Eyes Wide Shut (occhi ampiamente chiusi) è l’antinomia dell’espressione inglese Eyes wide open (occhi spalancati). Questa volta la colonna sonora contiene le musiche originali di Jocelyn Pook e di György Ligeti (ricorre spesso il suo brano al piano di Musica ricercata), anche se non mancano i consueti brani di musica classica. Stanley Kubrick morì pochi giorni dopo aver presentato alla Warner Bros il final cut del film: per poter distribuire il film nei cinema senza restrizioni, la casa di distribuzione alterò le scene più sessualmente esplicite in post produzione. La pellicola fu il film d’apertura del festival di Venezia 1999 e al botteghino ebbe un successo enorme, diventando l’opera più remunerativa di Kubrick. La versione non censurata fu in seguito distribuita in versione home video.

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La notte diventa il centro del racconto: una dimensione sospesa, quasi onirica, in cui Bill vaga come un intruso, sfiorando tentazioni che non riesce mai davvero a consumare. Prostituzione, seduzione, rituali segreti e minacce lo travolgono, in cui il sesso diventa uno strumento di potere e umiliazione. L’ormai celebre sequenza della villa, con la cerimonia mascherata e l’orgia, è uno dei momenti più iconici e discussi della storia del cinema moderno. Kubrick la costruisce come un incubo ben definito: movimenti di macchina lenti, musica ossessiva, corpi che sembrano manichini. Non c’è erotismo compiaciuto, ma una sensazione costante di pericolo e smarrimento.

Uno degli elementi più affascinanti di Eyes Wide Shut è proprio la sua ambiguità. È tutto reale o stiamo assistendo a un sogno? Le minacce sono autentiche o solo una messinscena? Kubrick non chiarisce: il confine tra realtà e immaginazione resta volutamente sfocato. Anche le interpretazioni dei protagonisti contribuiscono a questa atmosfera straniante. Tom Cruise incarna un uomo incapace di affrontare davvero i propri impulsi, costantemente fuori posto, mentre Nicole Kidman offre una prova intensa, soprattutto nella scena della confessione. Il loro rapporto diventa il terreno su cui Kubrick indaga l’ipocrisia del matrimonio borghese e la fragilità dell’identità maschile. Coppia di attori non scelta a caso, visto che allora lo erano anche nella vita reale da 10 anni. E non è proprio da attribuire al destino il fatto che dopo le riprese del film si lasciarono.

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