Icíar Bollaín

DATI TECNICI
Regia
Interpreti
Durata
Sceneggiatura
Fotografia
Montaggio
Musiche
Distribuzione
Nazionalità
Anno
Presentazione e critica
Iciar Bollain prosegue il suo percorso di messa in rilievo di figure femminili che meritano di essere incontrate sullo schermo anche da chi non ha conosciuto la loro storia. Nevenka Fernandéz è stata la protagonista di un caso giudiziario che fece scalpore in Spagna ma di cui pochi sono venuti a conoscenza al di qua dei Pirenei. Il tema delle molestie sessuali è purtroppo sempre attuale e il cinema fa bene ad occuparsene ogni volta che ciò è possibile. C’è però, talvolta, il rischio della ripetitività oppure della spettacolarizzazione. Non in questa occasione.
Grazie a due attori straordinari e a una regia che sa come trasmettere la tensione nessuno che abbia ancora un minimo di coscienza etica e civile può riuscire a sottrarsi a una voglia di ribellione nei confronti di quanto sta accadendo sullo schermo. Mireia Oriol offre a Nevenka tutte le sfumature di una donna che torna da Madrid al paese d’origine con la convinzione di poter meritare un posto adatto alle sue competenze, finendo con il trovarsi alle prese con un maschio doppiamente prevaricatore perché agisce sia sul piano privato sessuale potendo poi rivalersi sui dinieghi sul piano professionale, politico e pubblico. Di Nevenka leggiamo, sul volto e nelle posture dell’attrice, il passaggio dalla serenità al dolore e al panico per poi conservare la dignità, sempre mantenuta anche nel difficile momento del dibattimento. Urko Olazabal sa invece delineare il carattere di Álvarez con tutta l’insidiosità della doppia manipolazione. Sul piano intimo, professando un amore che è solo possessività ed egoismo, mettendo in scena falsi pentimenti con la consapevolezza di una (presunta) credibilità politica così forte da renderlo impermeabile a qualsiasi accusa.
Non si tratta, è bene chiarirlo, di un film di impianto giudiziario. In aula si va solo nella parte finale. Veniamo messi di fronte a un serpente le cui spire si avvolgono progressivamente intorno alla vittima cercando di soffocarne, fino all’annullamento, le possibili reazioni. Ciò che però rende ancor più interessante la vicenda è che in parallelo assistiamo alle malversazioni sul piano politico di cui Nevenka si rende conto e che cerca di ostacolare. Ha contro però un’opinione pubblica che preferisce non vedere, per tornaconto o per ingenuità.
Film dalla consistente tenuta narrativa Il mio nome è Nevenka ci ricorda ancora una volta che il facile e superficiale giudizio (non solo maschile) di fronte a questi casi necessita ogni volta di azzeramento. Per comprendere le dinamiche assumendo la giusta distanza dalle prese di posizione aprioristiche o (oggi perché all’epoca non erano ancora presenti) dai giudizi sommari dei social.
