Lee Cronin – La Mummia

Lee Cronin

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Lee Cronin - La Mummia, il film diretto da Lee Cronin, racconta la storia di una coppia di genitori. La loro vita cambia tragicamente dopo la misteriosa scomparsa della giovane figlia, svanita un giorno nel deserto senza lasciare alcuna traccia. Gli anni passano, ma il dolore e il senso di perdita continuano a segnare profondamente la famiglia, incapace di trovare una ragione. Otto anni dopo, quando ogni speranza sembra ormai svanita, accade l’impensabile. Ricevono una telefonata che comunica loro il ritrovamento della bambina. Il suo ritorno, inizialmente vissuto come un miracolo, riaccende emozioni contrastanti. Ma quello che dovrebbe essere un ricongiungimento carico di gioia si trasforma ben presto in qualcosa di oscuro e molto disturbante.
DATI TECNICI
Regia
Lee Cronin
Interpreti
Laia Costa, Jack Reynor, May Calamawy, Natalie Grace
Durata
133-134 min
Genere
Horror
Sceneggiatura
Lee Cronin
Fotografia
Dave Garbett
Montaggio
Bryan Shaw
Musiche
Stephen McKeon
Distribuzione
Warner Bros. Entertainment Italia
Nazionalità
USA, Irlanda, Spagna, Canada
Anno
2026

Presentazione e critica

Lee Cronin ha un’idea di cinema talmente radicata e preponderante che, a ragione, ha scelto di sottolineare la propria firma fin dal titolo ufficiale. Una scelta che accomuna pochissimi registi – in questo caso, autori -, consci di indirizzare lo spettatore verso una visione il più possibile originale. E non era facile “svecchiare” un brand orrorifico come quello della mummia che, nel corso degli anni, è stato spesso rivisto e declinato secondo forme e linguaggi diversi. Ma bisogno dirlo subito: Lee Cronin – La Mummia (sì, questo è il titolo completo) si differenzia di netto rispetto ai predecessori, ragionando sull’effetto esplosivo di una violenza intrinseca nel gore e nello splatter, controllando tuttavia un’esagerazione scenica funzionale alla storia – con una nota di merito al production designer Nick Bassett.

Altro spunto notevole, il plot principale. Chi ha detto che, nel cinema d’intrattenimento, la trama è secondaria? Anzi. Lee Cronin, che ha firmato la sceneggiatura, cerca una chiara coerenza rispetto al soggetto, puntellando il genere horror con il mistery e, non ultimo, con un credibile dramma famigliare. Senza rivelar troppo, e sciogliendo le bende poco a poco (passateci il paragone!), al centro del film c’è l’intricato caso che ruota attorno al scomparsa della piccola Katie Cannon, rapita a Il Cairo mentre giocava in giardino. Otto anni dopo, ritroviamo la famiglia Cannon trasferitasi nel New Mexico. All’improvviso, dall’Egitto, arriva l’assurda notizia: Katie è stata ritrovata – più o meno – viva. Dove? Ovvio: in un sarcofago. Dunque, Lee Cronin – La mummia sfrutta al meglio una demoniaca e millenaria possessione per parlare di crisi famigliare, di predisposizione affettiva, di ostinata ricerca della verità. Nel farlo, il regista, riprende i canoni estremi dell’ottimo La casa – Il risveglio del Male pianificando un’operazione cinematografica di grande impatto, dosata per essere apprezzata nella sua forma assoluta: un thriller che non ha paura di osare, spingendosi oltre il disgusto e oltre la carne. Tanto che la traccia investigativa è anche la migliore e la più suggestiva, tenendo ben legato l’intero film.

Cronin, aiutato dalla musica di Stephen McKeon e dalla doppia narrazione sospesa tra il New Mexico e l’Egitto (dove troviamo la detective di May Calamawy, splendido personaggio che, in poche scene, contribuisce a sottolineare una sana conflittualità emotiva), asciuga ogni barlume di romanticismo dal leggendario personaggio, cinematograficamente nato nel 1932 grazie al capolavoro di Karl Freund. (…)

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