Tommaso Renzoni

DATI TECNICI
Regia
Interpreti
Sceneggiatura
Presentazione e critica
Giulio Sabbatini passa la sua vita di adolescente autosabotante a non studiare: per questo ha data per scontata la non ammissione agli esami di maturità (così come sua madre, che ha prenotato per le vacanze in anticipo): invece la professoressa di italiano, la temutissima Castelli detta dagli studenti “la belva”, l’ha ammesso “solo per umiliarlo davanti a tutti”, o almeno così pensano i ragazzi. Invece lei sta cercando di evitargli di rimanere per sempre al liceo a fare il criceto sulla ruota, a condizione che Giulio vada a studiare a casa sua ogni mattina alle nove in punto. Gli amici del ragazzo invece studiano insieme: c’è Cesare, il miglior amico del protagonista, e la ragazza con cui è in crisi, Sole; ci sono i protagonisti di un ménage à trois rigorosamente asessuato, il cui vertice Allegra è però sessualmente attratta da Giulia, la sorella gay di Barbagà, il secchione del gruppo. Insieme cercheranno di distrarre “la belva” dal proposito (percepito) di incenerire Giulio, con l’aiuto del padre di Allegra, un paramedico che suona il sassofono jazz. Riusciranno i nostri eroi a superare il temutissimo esame?
“La nostalgia è pericolosissima”, si dirà nel corso del racconto, ma questo Notte prima degli esami è poco 3.0 e molto vintage: compilation anni ’80, audiocassette e vecchi registratori, nonne affettuose che si ricordano ancora di quando i genitori dei loro nipotini aspettavano la maturità.
Per questo il film diretto da Tommaso Renzoni, che cofirma la sceneggiatura insieme al regista del film originale, Fausto Brizzi, piacerà probabilmente più ai 40-50enni che ricordano il film del 2006 e il decennio che l’ha preceduto più che ai coetanei dei protagonisti: ma anche questi ultimi probabilmente troveranno qualcosa di riconoscibile nelle dinamiche fra adolescenti appena entrati nell’età adulta, più che sugli aggiornamenti fittizi alla modernità, dal poliamore all’ecoansia, dalle relazioni apertamente gay alla cucina “etnica” della suddetta nonna, fino alla presenza nel ruolo del protagonista dello youtuber Tommicassy.
Era davvero difficile dare un seguito a quel Notte prima degli esami originario che, pur non essendo un capolavoro, è diventato un piccolo cult: infatti Notte prima degli esami – Oggi si era rivelato deludente per non aver saputo ricreare il mood nostalgico del suo predecessore. Ora, a vent’anni esatti di distanza dal primo film, Renzoni riesce a riprendere il filo di un discorso interrotto fatto di rimpianto per un’epoca di dinamiche relazionali semplici e di prossimità fisica reale: qui i cellulari e i social sono un mezzo per incontrarsi dal vivo, creano equivoci ma riuniscono solitudini. Renzoni porta con sé un po’ di quello spirito retrò che aveva reso unico Margini, da lui cosceneggiato, e debutta alla regia senza inutili virtuosismi (a parte un’insistenza sui dettagli dei visi: ma nell’ottica di recupero della fisicità ci può stare) o indugi nella trama, che è esile, ma non priva di estemporanee digressioni.
La sostituzione del personaggio più memorabile del film originale, il terribile professor Martinelli detto “la carogna” interpretato da Giorgio Faletti, con “la belva” assai più mite di Sabrina Ferilli era a rischio buonismo, ma si rivela giusta per questi tempi in cerca di rassicurazione, e mostra una certa complessità sia narrativa che interpretativa, che dice molto su una generazione congelata nel ricordo di un’epoca in cui tutto sembrava possibile non solo perché si era giovani, ma anche perché l’Itaia, e il mondo, erano obbiettivamente più ricchi di promesse e assai meno spaventosi.
L’ambiente è sempre la borghesia di Roma Nord, ma ci sono eccezioni, come la casa più modesta in cui Cesare vive con la nonna e il mestiere del padre di Allegra, che si insonorizza l’ufficio con i cartoni delle uova. Tommaso Cassissa, che ha già dimostrato di avere anche doti di attore e creator, sembra la reincarnazione (più simpatica) del Nicolas Vaporidis del film originale, ma le punte di diamante sono Adriano Moretti e Teresa Piergentili nei siparietti fra nonna e nipote, Ditonellapiaga nei panni di Giulia, e soprattutto Gianmarco Tognazzi che come il vino migliora continuamente, e che nel ruolo del padre di Allegra è il cuore di questa storia: preciso e puntuale, tenerissimo e credibile.
“Io mi ricordo”. Un giro di pianoforte e un pugno di parole per una delle canzoni più sintomatiche di un certo immaginario nazionalpopolare. Dal brano di Antonello Venditti, decenni dopo, un film che ha letteralmente ristrutturato gli anni Ottanta (molto prima di Stranger Things), avvolgendo una musicassetta che, riascoltata oggi, fa girare la testa. Non era facile, visto il peso specifico, eppure Tommaso Renzoni, alla prima da regista dopo tante sceneggiature (tra cui quella per il meraviglioso Margini), con Notte Prima degli Esami 3.0 riesce – con garbo e affetto – a fotografare una generazione marcatamente diversa, sintetizzandone – grazie all’amore – le ansie, le paturnie e i desideri, sfocati e ancora indefiniti.
In una tiepida Roma di inizio estate, quando le giornate si allungano e le t-shirt si accorciano, un gruppo di amici vive la febbrile attesa per il fatidico esame di maturità. Data di confine, il passaggio dall’età della leggerezza a quella della responsabilità. O almeno così dicono i più grandi, quelli che credono di sapere sempre tutto. Se la pressione è tanta, per Giulio e per i suoi amici , la vigilia diventa infuocata: bisogna trovare il modo per ingannare la temibile professoressa Castelli (Sabrina Ferilli, perfetta, capace di tenere il controllo senza mai andare sopra le righe). Come? Facendole scaldare il cuore con il ricordo di un vecchio amore scolastico. Ovviamente, le cose non andranno per il verso giusto.
Per onestà intellettuale, bisogna dire due cose. La prima: come in altri titoli recenti (vedi alla voce Le cose non dette o Mare Fuori 6), il product placement sta diventando fin troppo invasivo e poco fluido rispetto alla scena. La seconda: Notte prima degli esami 3.0 ci mette un po’ a scaldarsi, restando inizialmente bloccato, quasi indeciso. Poco a poco, però, quando la temperatura si alza e la coesione aumenta (anche grazie al cast), liberando una certa freschezza registica nonché narrativa (il film è co-scritto da Renzoni insieme a Fausto Brizzi), il film prende aria, accelerando di tono e di umore. Con una prerogativa: se c’è una sfumatura agrodolce, tipica di un’età che sfugge, impossibile da leggere all’istante e per questo ancora più beffarda, l’opera non cede mai alla rielaborazione del passato (con tanto di battuta emblematica: “mai cedere alla nostalgia!”), e se lo fa lo fa con agganci da cogliere, mai espressamente dichiarati (come quello, tenerissimo, che strizza l’occhio a Dawson’s Creek, che Renzoni definisce “l’archetipo di ogni opera teen”). L’esempio viene dalla musica (c’è la splendida Only You dei Yazoo, ma c’è pure Ditonellapiaga con un ruolo non così scontato), sfruttata come chiave comunicativa tra generazioni (di cui il collante è papà Bruno, con il volto di un crepuscolare Gianmarco Tognazzi). Restando in tema, l’altra traccia è quella romantica: storie e sotto-storie, tra poli-amori e amori disfunzionali, che rendono vivido il colore della sceneggiatura, senza mai girare su sé stesse, o peggio, restando agganciate a una facile e superficiale lettura. Essere se stessi, inseguire la felicità, sbilenca come sono sbilenche le inquadrature del regista. E poi l’attimo da cogliere, che si scolli finalmente dal giudizio assoluto per inseguire il dubbio e l’errore. Perché non c’è vera maturità senza consapevolezza. Del resto, lo canta pure Venditti in una strofa pronta all’uso: “come i pini di Roma, la vita non li spezza”. Se lo specchio di una generazione viene effettivamente riflesso, restando mezzo metro indietro, scegliendo giustamente la strada meno complicata (parliamo pur sempre di una commedia), Notte Prima degli Esami 3.0 non rinuncia al sorriso, restando fedele all’idea originale pur distanziandosi di netto. Questione d’identità, e questione di scelte. Nel cinema come nella vita, non è certo un voto a definire chi siamo.
